Le foto della banca di Napoli dopo la rapina da film
Oltre al grosso buco nel pavimento da cui sono passati, i rapinatori hanno lasciato decine di cassette di sicurezza vuote

altre
foto
Gli investigatori stanno cercando di rintracciare i rapinatori che lo scorso giovedì hanno rapinato, in modo piuttosto spettacolare, una filiale della banca Crédit Agricole a Napoli, tra i quartieri del Vomero e dell’Arenella. Le indagini stanno cercando di ricostruire l’accaduto anche analizzando ciò che è rimasto dopo la loro fuga: un’auto, alcune cassette di sicurezza scassinate, diversi attrezzi, un generatore di corrente e un grosso buco nel pavimento.
Sulla base delle testimonianze raccolte, gli investigatori per il momento hanno ricostruito che la banda era formata da almeno tre rapinatori che indossavano vestiti uguali e maschere con i volti di alcune persone famose. Parte di loro è entrata nella filiale passando da un varco scavato nel pavimento e collegato alla rete fognaria, mentre altri sono arrivati in auto. Dopo aver tenuto in ostaggio per circa due ore 25 persone, tra clienti e dipendenti, sono scappati dallo stesso buco.
Il buco attraverso cui sono arrivati e fuggiti è largo circa 50 centimetri ed è probabile che siano stati gli stessi rapinatori a scavarlo, lavorando per un periodo di tempo abbastanza lungo nel sottosuolo, prima della rapina.
I carabinieri e i tecnici della società Abc di Napoli, a cui compete la gestione dell’acqua e del sistema fognario della città, hanno trovato nei canali vicino alla banca diversi attrezzi che potrebbero essere stati utilizzati per bucare il cemento e un generatore di corrente. Il generatore è particolarmente rovinato e il suo stato farebbe pensare che sia rimasto nei cunicoli per diverso tempo, probabilmente con lo scopo di illuminare la zona da forare.

Il generatore trovato dai tecnici della società Abc di Napoli durante l’ispezione nei canali sotterranei vicino alla banca (ANSA/ Ciro Fusco)
L’obiettivo principale dei rapinatori sono state alcune cassette di sicurezza, che sono state scassinate e svuotate. Non tutte, ma solo qualche decina: non è chiaro se quelle aperte siano state scelte con qualche criterio. Per il momento sembra difficile che i rapinatori possano aver ricevuto informazioni da qualcuno interno o vicino alla banca, visto che solo i proprietari delle cassette sono a conoscenza del loro contenuto. Potrebbero aver scelto a caso quelle da aprire, cercando di forzarne il più possibile nel tempo che hanno avuto a disposizione. Ancora non si sa il valore complessivo delle cose che sono state rubate.
Venerdì mattina si è creata fuori dalla banca una fila di persone che aspettavano di sapere se la loro cassetta di sicurezza era stata aperta. I carabinieri hanno fatto rilievi anche su un’auto trovata poco lontano dalla banca, che gli investigatori sospettano possa essere quella utilizzata dai rapinatori per arrivare sul posto.

La fila dei proprietari delle cassette di sicurezza davanti alla banca (ANSA/ Ciro Fusco)






