Il “Remigration summit” di Milano alla fine è diventato un’altra cosa
L'assenza degli altri partiti di centrodestra l'ha reso una specie di comizio della Lega, che ora non vuole più parlare di “remigrazione”

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A Milano è in corso una manifestazione organizzata dai Patrioti per l’Europa, la coalizione di estrema destra del Parlamento Europeo di cui fa parte la Lega. Molti la chiamano “Remigration Summit” perché, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere una replica della controversa manifestazione sulla “remigrazione” che si svolse l’anno scorso a Gallarate, vicino a Milano (ma in provincia di Varese).
In realtà è diventata una cosa molto diversa, soprattutto perché col passare dei giorni gli stessi partecipanti hanno preso le distanze da quel primo evento e dallo stesso concetto di “remigrazione”, un’ideologia di estrema destra che consiste in una sorta di piano per espellere con la forza le persone straniere ritenute per qualche ragione problematiche, anche se hanno un regolare permesso di soggiorno. Gli altri due partiti della coalizione di centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, non hanno partecipato al corteo e hanno dato segnali di non condividerlo a pieno (in alcuni casi anche criticandolo apertamente).
Il nome della manifestazione è “Senza paura – In Europa padroni a casa nostra”. Oltre a esponenti europei dei Patrioti per l’Europa, ci sono anche diversi membri della Lega, tra cui il segretario del partito Matteo Salvini e il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Nelle ultime settimane Salvini aveva cercato di ridimensionare l’immagine estremista dell’evento, dicendo che «tutte le polemiche sul Remigration summit, razzismo e islamofobia sono isterie della sinistra» e che «non sarà nulla di tutto ciò». Aveva detto che il tema dell’immigrazione sarebbe stato comunque centrale, e che ci sarebbe stata una piazza «pacifica e sorridente» per chiedere «pace, lavoro e sicurezza».
Alla fine la manifestazione dei Patrioti per l’Europa ha tenuto dentro un po’ di tutto e senza un vero filo conduttore: dalle bollette alle politiche agricole alle limitazioni alla circolazione di certi tipi di moto a Milano. Partecipano infatti anche decine di trattori e dei motociclisti.
Salvini aveva anche detto che la parola “remigrazione” non era mai comparsa né sui manifesti né sul programma dell’evento. Sabato scorso, però, davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie si era riunito un gruppetto di aderenti al comitato per la Remigrazione e Riconquista, che aveva esposto uno striscione con la scritta “Remigrazione” e promosso, tra le altre cose, la manifestazione di oggi.

Matteo Salvini al gazebo della Lega in via Dante, a Milano, domenica 12 Aprile 2026 (Marco Ottico/Lapresse)
Giovedì il consiglio comunale di Milano aveva votato un ordine del giorno promosso dal Partito Democratico per condannare l’evento. I consiglieri della Lega avevano votato contro, quelli di Fratelli d’Italia erano usciti dall’aula e quelli di Forza Italia si erano astenuti (in realtà contribuendo così all’approvazione della mozione, perché avevano permesso di raggiungere il numero di consiglieri minimo affinché la votazione fosse valida).
Nella stessa giornata Forza Italia ha anche organizzato un raduno all’Arco della Pace dedicato al tema dell’integrazione delle seconde generazioni di persone immigrate: la concomitanza non è sembrata affatto casuale e voleva probabilmente marcare la distanza tra Forza Italia e la Lega sui temi legati alla migrazione. C’erano state dissociazioni più o meno esplicite dalla manifestazione della Lega: la consigliera comunale Deborah Giovanati per esempio l’aveva definita «un attacco a Milano».
Salvini aveva iniziato a cambiare la retorica sulla manifestazione dopo aver capito che non sarebbe stata sostenuta dal resto della maggioranza, anche perché l’aveva presentata come «la prima grande manifestazione dell’area di centrodestra dopo la sconfitta al referendum».
In contemporanea al corteo dei Patrioti (criticato anche perché ha seguito lo stesso percorso del tradizionale corteo organizzato per il 25 aprile, il giorno della festa della Liberazione, da Palestro a piazza Duomo), si sono svolte altre due manifestazioni organizzate in reazione a quella della Lega: una era intitolata “Milano è migrante” e l’altra organizzata dai centri sociali.
La seconda edizione del vero “Remigration summit”, invece, quest’anno è stata programmata a Porto, in Portogallo. La prima edizione che si è tenuta a Gallarate si sarebbe dovuta tenere in origine a Milano, ma fu spostata a causa delle moltissime polemiche.








