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  • Giovedì 16 aprile 2026

Lo scontro tra Trump e il papa è anche sulla “guerra giusta”

È una nota dottrina della Chiesa cattolica, che l'amministrazione Trump sta usando un po' come le pare

Papa Leone XIV ad Annaba, in Algeria (Simone Risoluti - Vatican Media/Getty Images)
Papa Leone XIV ad Annaba, in Algeria (Simone Risoluti - Vatican Media/Getty Images)

Uno degli argomenti dello scontro tra l’amministrazione statunitense di Donald Trump e papa Leone XIV riguarda la teologia. Nelle ultime settimane Leone XIV ha più volte criticato l’attacco degli Stati Uniti in Iran, e Trump ha risposto con argomenti a volte improbabili: tra le altre cose ha detto che Leone è «poco incisivo sul crimine», e non è chiaro perché il papa dovrebbe occuparsi di ordine pubblico.

Una delle dispute più rilevanti però è stata iniziata dal vicepresidente JD Vance, che martedì ha detto che il papa deve prestare «attenzione quando parla di questioni teologiche» e poi ha aggiunto che nel cattolicesimo «c’è una tradizione lunga più di mille anni sulla teoria della guerra giusta». Ha usato lo stesso argomento anche Mike Johnson, il presidente della Camera statunitense, un grande alleato di Trump, che ha detto: «C’è qualcosa che si chiama dottrina della guerra giusta».

Il mese scorso, durante le celebrazioni per la Pasqua, papa Leone XIV aveva detto che Dio «non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: “Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue”». Questa dichiarazione era stata interpretata come una esplicita e dura critica nei confronti dell’amministrazione Trump e della guerra in Iran. Nelle settimane successive Leone XIV aveva poi rinnovato le critiche, fino ad arrivare allo scontro di questi giorni.

La risposta di Vance e di Johnson, due politici molto religiosi (Vance è cattolico, Johnson battista), è stata di provare a smentire il papa sul suo stesso terreno: non è vero, hanno detto, che Dio non ascolta le preghiere di chi fa la guerra, perché la stessa Chiesa cattolica ha una dottrina della guerra giusta, e in alcuni casi giustifica l’utilizzo delle armi.

JD Vance e papa Leone XIV in Vaticano, maggio 2025 (EPA/VATICAN MEDIA)

JD Vance e papa Leone XIV in Vaticano, maggio 2025 (EPA/VATICAN MEDIA)

Effettivamente questa dottrina esiste, e ha una storia e una tradizione antichissime. Nei secoli, a partire da sant’Agostino che visse tra il IV e il V secolo d.C., la dottrina della guerra giusta è stata spesso manipolata per giustificare anche guerre di aggressione e di conquista. Ma soprattutto a partire dal Ventesimo secolo la dottrina si è codificata in una maniera stringente.

Secondo il catechismo della Chiesa cattolica – cioè secondo la versione ufficiale dei princìpi del cattolicesimo – la guerra è legittima soltanto quando è difensiva, è la risposta a un danno «durevole, grave e certo» e quando «tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci». Inoltre, la guerra non deve provocare «mali e disordini più gravi del male da eliminare».

È difficile che la guerra di aggressione di Trump contro l’Iran risponda a questi criteri, benché l’amministrazione americana abbia tentato di presentarla come una risposta alla minaccia atomica iraniana (che esiste, ma non è immediata né risolvibile soltanto militarmente) o come un modo per proteggere la popolazione civile brutalmente repressa dal regime iraniano.

Di questo tenore è stata anche la risposta della Conferenza episcopale statunitense, cioè dell’assemblea dei vescovi americani. Il vescovo James Massa, che presiede la commissione della Conferenza che si occupa della dottrina, ha detto che il papa «fa un attento riferimento» alla dottrina della guerra giusta nelle sue critiche. «Per essere giusta una guerra deve essere una difesa contro qualcuno che attacca, ed è proprio quello che ha detto il Santo Padre: “[Dio] non ascolta le preghiere di chi fa la guerra”».

Questa disputa teologica potrebbe sembrare poco rilevante ma in realtà ha un notevole valore politico. Gli elettori cattolici sono poco più di 50 milioni negli Stati Uniti, e alle elezioni del 2024 il 59 per cento di loro votò per Trump, contro il 39 per cento a favore della candidata Democratica Kamala Harris. Uno scontro tra Trump e il papa potrebbe essere dannoso per il Partito Repubblicano, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno in autunno.

Già prima di questo scontro la guerra stava danneggiando il presidente: secondo un sondaggio di fine marzo il sostegno dei cattolici per Trump è sceso per la prima volta sotto al 50 per cento.