L’Inter è sempre più vicina allo Scudetto
A sei giornate dalla fine, grazie a una vittoria 4-3 in rimonta, al pareggio del Napoli e alla sconfitta del Milan

La 32esima giornata della Serie A maschile di calcio (che era iniziata venerdì e finirà oggi con Fiorentina-Lazio) è andata benissimo per l’Inter, che ha vinto in rimonta contro il Como e ha guadagnato punti sia sul Napoli che sul Milan, le uniche due squadre che ancora possono puntare allo Scudetto. O forse potevano, visto che a sei giornate dalla fine del campionato, e quindi con un massimo di 18 punti per ogni squadra, l’Inter ha 9 punti di vantaggio sul Napoli e 12 di vantaggio sul Milan.
Per l’Inter è un bel passo avanti rispetto a due giornate fa, quando l’Italia ancora sperava di andare ai Mondiali, aveva solamente 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli. Ma anche un bel passo avanti rispetto a quando, dopo 45 minuti di partita contro il Como, stava perdendo per 2-0, senza dare l’idea di poter ribaltare il risultato.
Nella partita, giocata domenica sera allo stadio Sinigaglia, il Como è partito forte con i gol degli spagnoli Alex Valle e Nico Paz, che – come spesso gli capita – ha giocato una grande partita. L’Inter è andata sul 2-1 poco prima della fine del primo tempo, grazie a un gol di Marcus Thuram che l‘Équipe ha definito «Zlatanesco» (il riferimento, che non piacerà ai tifosi milanisti, è alla zampata che ha fatto pensare a certi gol – in genere più acrobatici – di Zlatan Ibrahimovic). Nel secondo tempo Thuram ha segnato anche il gol del 2-2, il suo decimo in questo campionato. L’Inter – che in attacco non aveva il suo capitano Lautaro Martinez – è poi andata sul 3-2 e sul 4-2 grazie a due gol di Denzel Dumfries.
In una partita vivace e intensa, il Como ha però continuato a crederci (nei conti finali ha fatto più tiri, creato più gioco e tenuto per più tempo il pallone) segnando il gol del 4-3 all’89esimo, su rigore, e avendo nel recupero un altro paio di occasioni per pareggiare la partita.
Era da metà febbraio che il Como, allenato dallo spagnolo Cesc Fabregas, non perdeva in Serie A. Dopo la partita Fabregas – di cui la scorsa estate si era detto sarebbe potuto diventare il nuovo allenatore dell’Inter – ha detto: «Abbiamo fatto errori, siamo giovani e dobbiamo imparare. Oggi non mi piace parlare di tattica: il campo ha parlato da solo e anche le statistiche, quelle di oggi contro l’Inter non si vedono tanto spesso. Due anni fa con l’Inter giocavamo al massimo un’amichevole».
Il Napoli, invece, ha pareggiato in trasferta a Parma, in una delle partite di domenica pomeriggio, quando molti spettatori sportivi erano probabilmente indecisi tra il primo Sinner-Alcaraz dell’anno e la Parigi-Roubaix finita in volata tra Tadej Pogacar e Wout van Aert. Il Napoli arrivava da cinque vittorie consecutive in Serie A, tutte di misura (sempre per 2-1 o 1-0); il Parma da tre pareggi e due sconfitte. Eppure il Parma è riuscito a fare gol dopo 35 secondi di partita, difendendo il vantaggio fino al 60esimo minuto, quando per il Napoli ha pareggiato Scott McTominay.
È invece di sabato sera la sconfitta – netta e imprevista – del Milan, che in casa contro l’Udinese ha perso 3-0. È la seconda sconfitta consecutiva per il Milan, dopo quella per 1-0 contro il Napoli della scorsa settimana, e la quarta nelle ultime sette partite (le altre erano state contro Parma e Lazio). Per punti, per morale e per prospettive, le cose si sono messe in modo molto diverso rispetto a com’erano a inizio marzo, dopo che il Milan aveva battuto l’Inter nel derby e poteva sperare ancora di vincere lo Scudetto; ma anche solo rispetto a due giornate fa, quando era abbastanza sicuro di arrivare tra le prime quattro e qualificarsi così in Champions League.
Nel commentare la sconfitta, e i fischi ricevuti dai tifosi, l’allenatore Massimiliano Allegri ha detto: «Quando vinci sei bravo, quando perdi non lo sei. Giusto che oggi ci abbiano fischiato. La squadra non è che non si è impegnata, nulla da dire per l’impegno profuso, l’unica cosa da fare in questi momenti è il lavoro».
Anche per conseguenza della sconfitta del Como, che era quarto, la classifica è cambiata anche dietro a Inter, Napoli e Milan, tra le squadre che già da un po’ avevano smesso di pensare allo Scudetto e che però erano e ancora sono impegnate per ottenere un posto in Champions League o perlomeno nelle altre coppe europee (per cui invece bisogna arrivare al quinto o al sesto posto, oppure vincere la Coppa Italia).
Ora al quarto posto, a 15 punti dall’Inter, c’è la Juventus, che ha battuto 1-0 l’Atalanta e che in settimana ha rinnovato fino al 2028 il contratto al suo allenatore Luciano Spalletti. Con lui la Juventus non è riuscita ad andare oltre i playoff per accedere agli ottavi di finale di Champions League, ma in campionato non perde da sette partite, quando il 21 febbraio fu sconfitta 2-0 in casa dal Como.
Proprio il Como ora è quinto, a due punti dalla Juventus e con uno di vantaggio sulla Roma, che dopo tre sconfitte su quattro partite nella 32esima giornata ha vinto 3-0 contro il Pisa grazie a tre gol dell’olandese Donyell Malen. Arrivato a gennaio dall’Aston Villa, Malen era partito molto bene in Serie A e dopo due partite senza gol ne ha fatti tre in una. Solo da gennaio e solo in Serie A ne ha segnati 10.



