Il leader europeo che piace a Trump e a Putin
Entrambi i governi sperano che Viktor Orbán vinca di nuovo le elezioni, mentre Ucraina e Unione Europea auspicano il contrario

Domenica 12 aprile si terranno le elezioni parlamentari in Ungheria, a seguito delle quali verrà formato un nuovo governo. Gli interessi del presidente statunitense Donald Trump e di quello russo Vladimir Putin convergono: entrambi vogliono che vinca di nuovo il primo ministro uscente Viktor Orbán. Al contrario, l’Ucraina e l’Unione Europea preferirebbero di gran lunga sostituirlo.
Per la prima volta Orbán è messo male nei sondaggi, e c’è la concreta possibilità che non venga rieletto. È primo ministro dal 2010: governa in modo autoritario e in 15 anni ha trasformato l’Ungheria in un paese sempre più illiberale. Guida un partito di estrema destra, Fidesz, che promuove idee sovraniste, populiste ed euroscettiche, e ha una visione della società influenzata dalla religione cristiana e dai valori cosiddetti “tradizionali” (per esempio, ha sempre ostacolato i diritti della comunità LGBTQ+).
Tutto questo l’ha reso il principale alleato in Europa del movimento MAGA, quello di Trump, di cui condivide l’ideologia. L’amministrazione statunitense si sta spendendo per cercare di aiutarlo: martedì il vicepresidente J.D. Vance è andato a Budapest, la capitale dell’Ungheria, proprio per cercare di migliorare i consensi di Orbán. Vance l’ha descritto come un leader che «si spende ferocemente» per il suo paese, e ha accusato l’Ucraina e l’Unione Europea di voler interferire nelle elezioni. A fine marzo anche Trump aveva offerto il suo «completo e totale» sostegno a Orbán.

J.D. Vance e Viktor Orbán a Budapest, 7 aprile 2026 (AP Photo/Denes Erdos)
Allo stesso tempo Orbán è il leader più filorusso nell’Unione Europea. Lo si vede in molti modi, tra cui il fatto che l’Ungheria è uno dei due paesi europei (insieme alla Slovacchia) che continua a comprare gas dalla Russia, e dagli ostacoli che pone alle decisioni europee sulle sanzioni alla Russia e sugli aiuti all’Ucraina. Per esempio, da mesi Orbán blocca un prestito europeo da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, sostenendo che il paese non voglia riparare un gasdotto che trasporta il gas russo in Ungheria.
Martedì Bloomberg ha pubblicato la trascrizione di una telefonata riservata tra Orbán e Putin, in cui il primo ministro ungherese usa toni molto adulatori: «Su qualunque cosa posso essere d’aiuto, sono al tuo servizio», dice a un certo punto a Putin. In un altro punto della conversazione paragona se stesso a un topo che aiuta un leone: il leone sarebbe Putin.
Inoltre a fine marzo un funzionario europeo, rimasto anonimo, ha detto al Washington Post che il ministro degli Esteri ungherese passerebbe alla Russia informazioni riservate sulle discussioni interne all’Unione: ne è nato un grosso caso, e la Commissione Europea ha chiesto all’Ungheria di spiegare.
Per tutti questi motivi Putin ha interessi molto concreti nel far rieleggere Orbán e continuare ad avere un governo amico nelle istituzioni europee. La Russia ha interferito (o ha provato a farlo) in vari modi nelle elezioni: ha sostenuto una campagna di disinformazione sui social a favore di Orbán, e sempre il Washington Post ha scritto che avrebbe proposto di organizzare un finto attentato contro di lui, per provare ad aumentarne i suoi consensi puntando sulla richiesta di sicurezza e sulla paura.

Viktor Orbán e Vladimir Putin a Mosca, 28 novembre 2025 (Alexander Nemenov/Pool Photo via AP)
In molti casi poi l’intervento russo non serve, dato che Orbán è il primo a diffondere le tesi della propaganda del regime di Putin: buona parte della sua campagna elettorale è stata costruita sull’ostilità verso l’Ucraina e verso l’Unione Europea. Le strade delle città ungheresi sono piene di cartelloni con la foto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky accompagnata da frasi ostili (come: «Non facciamogli avere l’ultima parola») e accuse molto spesso false o fuorvianti. Péter Magyar, il leader dell’opposizione, è presentato come un politico pronto a tradire gli interessi dell’Ungheria per seguire presunti «ordini» dell’Unione Europea.
Per motivi opposti, l’Ucraina preferirebbe che Orbán perdesse le elezioni, e anche l’Unione Europea avrebbe interesse a sostituire un leader euroscettico e che sempre più spesso blocca o complica le decisioni.
Magyar è favorito nei sondaggi. Ha idee più liberali e filoeuropee rispetto a Orbán, ma è comunque conservatore e non ha mai espresso particolare entusiasmo per il sostegno all’Ucraina. Non è detto quindi che alla sua eventuale nomina a primo ministro seguirebbe un cambio di posizione radicale per l’Ungheria.
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