Alla maturità verrà valutato anche il «grado di maturazione personale»

È un nuovo indicatore sulla base del quale saranno assegnati 5 dei 20 punti dell'esame orale

Gli studenti del liceo Visconti di Roma durante la prima prova scritta dell'esame di maturità nel 2025 (Massimo Percossi/Ansa)
Gli studenti del liceo Visconti di Roma durante la prima prova scritta dell'esame di maturità nel 2025 (Massimo Percossi/Ansa)
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Quest’anno i commissari di esame alla maturità dovranno valutare anche il grado di «maturazione personale, autonomia e responsabilità» degli studenti, oltre alle conoscenze e competenze nelle diverse discipline. È un nuovo criterio inserito nella griglia di valutazione del colloquio orale pubblicata dal ministero dell’Istruzione il 26 marzo.

Il colloquio orale vale fino a venti punti, di cui cinque (quindi 1/4) saranno attribuiti sulla base di questo indicatore. Non si tratta quindi di un punteggio aggiuntivo, ma di una delle componenti con cui viene valutata la prova. I punti totali che compongono il voto sono 100.

Il ministero ha indicato a quali «gradi di maturazione» corrispondano i punti assegnabili. Tra 0,50 e 1 lo studente «ha raggiunto un grado di maturazione molto parziale e un livello di autonomia e responsabilità incompleto»; tra 1,50 e 2,50 «ha raggiunto un limitato grado di maturazione e di autonomia; necessita di guida e di supporto per gestire scelte e responsabilità»; tra 3 e 3,50 «ha raggiunto un apprezzabile livello di maturazione; è in grado di assumere decisioni autonome e gestire con sicurezza scelte personali»; tra 4 e 4,50 «ha raggiunto un alto grado di maturazione, autonomia e responsabilità; è capace di riflettere criticamente sulle proprie scelte e sul proprio agire». Infine chi ha ottenuto il massimo, cioè 5, significa che «ha raggiunto un elevato grado di autonomia e maturazione personale; sa gestire responsabilità significative in modo esemplare per gli altri».

Era una misura che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara aveva già detto di voler introdurre per dare una valutazione più complessiva dello studente. Con l’ordinanza del 26 marzo si sono quindi messe in atto le modifiche introdotte dal governo lo scorso anno con il decreto-legge n.127 del 2025. Tra le novità principali c’è la composizione della commissione d’esame, che sarà formata da cinque membri: due interni, due esterni e un presidente. Prima invece erano 7.

Sono cambiate anche alcune modalità del colloquio orale, che è diventato obbligatorio per superare l’esame: prima se uno studente aveva già raggiunto il punteggio minimo con le prove scritte e i crediti poteva essere promosso anche senza sostenerlo.

Durante l’orale la commissione terrà inoltre conto del curriculum dello studente, che raccoglie il percorso scolastico, le certificazioni conseguite e le attività extrascolastiche. Una parte del colloquio sarà dedicata anche alla discussione delle esperienze di formazione scuola lavoro e ai contenuti di educazione civica.

L’esame di maturità quest’anno comincerà il 18 giugno con la prima prova di italiano che sarà uguale per tutte le scuole superiori d’Italia; il giorno seguente, il 19 giugno, ci sarà la seconda prova che è sempre fornita dal ministero ma cambia a seconda dell’indirizzo. Quest’anno nei licei classici consisterà nella traduzione di un testo di latino, mentre al liceo scientifico consisterà, come quasi sempre, in una prova di matematica.