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  • Mercoledì 12 agosto 2026

La Puglia aiuta economicamente le donne che vogliono congelare gli ovuli

È l'unica regione che prevede un contributo per chi sceglie di farlo senza ragioni mediche, ma altre si stanno muovendo

Un momento della procedura per il congelamento degli ovuli in un laboratorio di ricerca sulla fertilità presso il Fertility Center di Bundang, in Corea del Sud, il 30 aprile 2022 (REUTERS/Heo Ran)
Un momento della procedura per il congelamento degli ovuli in un laboratorio di ricerca sulla fertilità presso il Fertility Center di Bundang, in Corea del Sud, il 30 aprile 2022 (REUTERS/Heo Ran)

Dal 2025 in Puglia le donne che hanno meno di 40 anni possono accedere a un contributo economico regionale per congelare gli ovuli per ragioni cosiddette “sociali”, ovvero per posticipare la maternità con una scelta legata a questioni personali, e non a patologie che compromettono o rischiano di comprometterne la fertilità. È la pratica conosciuta come “social freezing”. Al momento la Puglia è l’unica regione italiana che offre un contributo di questo tipo: nel resto d’Italia il congelamento degli ovuli in assenza di motivazioni mediche è a pagamento.

Negli ultimi tempi, però, anche altre regioni si stanno attivando per introdurre misure simili, e la Toscana ha già preso provvedimenti.

Il congelamento degli ovuli, che tecnicamente si chiama crioconservazione degli ovociti, è la procedura che serve a estrarre e preservare un certo numero di cellule riproduttive femminili (gli ovociti o ovuli) in un momento in cui la loro “qualità” è ancora alta per poterli utilizzare anche anni dopo per una gravidanza.

In Italia è possibile farlo legalmente dal 2009. Alle donne che devono sottoporsi a chemioterapie, radioterapie, o che comunque hanno patologie autoimmuni, endocrine e genetiche che indeboliscono la riserva ovarica femminile, la crioconservazione è fortemente consigliata dalle linee guida del ministero della Salute. In questi casi la procedura può essere rimborsata dal Servizio sanitario nazionale.

Ci sono poi donne che decidono di congelare gli ovuli per altre ragioni. Per esempio scoprono da giovani di avere una riserva ovarica bassa, o sanno che le donne della loro famiglia sono andate precocemente in menopausa. C’è chi sceglie di farlo perché vuole raggiungere una stabilità economica e lavorativa prima di avere figli, o perché non ha una persona con cui farli.

In tutti questi casi le donne possono congelare gli ovuli nei centri per la fecondazione assistita, che sono oltre trecento in Italia e per la maggior parte privati: il costo supera in media i tremila euro, a cui va aggiunto qualche centinaio di euro all’anno per la conservazione, ed è totalmente a carico delle donne.

La Regione Puglia ha introdotto il contributo per il social freezing con una legge alla fine del 2024, pensandola come una misura per contrastare il calo demografico. Il contributo può raggiungere i tremila euro a persona, e può essere erogato una volta soltanto. Ci sono dei requisiti: le donne devono avere tra i 27 e i 37 anni, essere residenti in Puglia da almeno 12 mesi e avere un ISEE (cioè l’indicatore che certifica la condizione economica del proprio nucleo familiare) inferiore ai 30mila euro. Nel complesso la regione ha finanziato la misura con 300mila euro all’anno dal 2025 al 2027.

Le nuove domande potranno essere presentate da giovedì 13 agosto, e per i 30 giorni successivi. Saranno valutate in base all’ISEE, all’età della donna e alla data di presentazione della richiesta. Martedì ne ha parlato il presidente della Puglia Antonio Decaro, del Partito Democratico, dicendo che è un modo per «portare avanti una politica a favore della natalità, ascoltare le voci delle donne e non giudicare mai le loro scelte, anzi provare ad aiutarle a scegliere consapevolmente della loro vita e del loro corpo».

In Toscana lo scorso aprile la giunta ha approvato una delibera che tra le altre cose fissa le tariffe regionali per la conservazione dei gameti maschili (gli spermatozoi) e femminili (gli ovuli), rispettivamente a 500 euro e 1.500 euro (inferiore quindi alle tariffe medie dei centri privati). A questi costi vanno poi aggiunti quelli per il mantenimento annuale del materiale biologico congelato e delle terapie farmacologiche. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha anche presentato una proposta di legge per introdurre un contributo come quello della Puglia. Lo stesso ha fatto la consigliera regionale del Lazio Eleonora Mattia, sempre del PD.

Anche in Liguria è stata presentata una proposta di legge per rendere il congelamento degli ovuli gratuito anche in assenza di ragioni mediche. L’Emilia-Romagna ha per ora chiesto al ministero della Salute se è possibile estendere la gratuità del congelamento degli ovuli (per ora garantita solo a donne malate di tumore) ad altre patologie, e sta valutando anche contributi per il social freezing. In Lombardia la consigliera del Partito Democratico Miriam Cominelli ha ottenuto di recente l’impegno della giunta regionale a estendere l’accesso gratuito alla crioconservazione degli ovuli anche alle donne con patologie che comportano un rischio di infertilità precoce.

A livello nazionale oltre un anno fa la deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro aveva depositato una proposta di legge, ancora ferma in parlamento, che tra le altre cose punta a rendere il congelamento degli ovuli gratuito per tutte le donne tra i 27 e i 35 anni. Una proposta simile era stata avanzata anche dal PD, sempre nel 2025, e martedì anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha anticipato che chiederà di stanziare cento milioni di euro nella prossima legge di bilancio per il social freezing per tutte le donne fino ai 38 anni.

Lo scorso novembre il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, di Fratelli d’Italia, rispondendo a un’interrogazione parlamentare di De Lauro aveva riconosciuto la necessità di disciplinare meglio la crioconservazione degli ovuli per ragioni sociali, visto che si sta diffondendo sempre di più e che la legge sulla fecondazione assistita, la numero 40 del 2004, non dà specifiche indicazioni al proposito.

– Leggi anche: Il congelamento degli ovuli si sta diffondendo anche in Italia