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  • Martedì 31 marzo 2026

Nemmeno stavolta l’Italia andrà ai Mondiali

Per la terza volta consecutiva la Nazionale è stata eliminata agli spareggi: manchiamo dal 2014, se ne riparla nel 2030

Il calciatore dell'Italia Pio Esposito deluso per il risultato, 31 marzo 2026 (Image Photo Agency/Getty Images)
Il calciatore dell'Italia Pio Esposito deluso per il risultato, 31 marzo 2026 (Image Photo Agency/Getty Images)
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Martedì sera l’Italia è stata eliminata ai rigori dalla Bosnia Erzegovina nello spareggio per accedere ai Mondiali di calcio, che si giocheranno dall’11 giugno tra Stati Uniti, Messico e Canada e ai quali quindi non parteciperà. È uno dei punti più bassi della storia della Nazionale maschile di calcio dell’Italia, che non partecipa ai Mondiali dal 2014 e ora dovrà aspettare almeno fino al 2030. Ed è una nuova dimostrazione del declino – tecnico, economico, culturale – del calcio italiano, che alimenterà nuove accese discussioni sul tema.

Negli ultimi nove anni l’Italia ha sempre mancato la qualificazione agli spareggi, come questa volta, dov’è arrivata perché incapace di ottenere la qualificazione durante la fase a gironi. Nel 2017 fu eliminata dalla Svezia (allora c’era una sola avversaria da battere, ma con andata e ritorno). Nel 2022, da campione d’Europa in carica, fu battuta al primo turno degli spareggi dalla Macedonia del Nord. Non è mai accaduto che una squadra che aveva vinto la Coppa del mondo – e l’Italia lo ha fatto quattro volte, l’ultima nel 2006 – non si qualificasse ai Mondiali per tre edizioni consecutive.

Questa volta gli spareggi erano pure iniziati bene. Nel primo turno l’Italia aveva battuto 2-0 l’Irlanda del Nord e anche contro la Bosnia Erzegovina era partita con grandi speranze: nel primo tempo dopo un quarto d’ora aveva segnato l’1-0 con Moise Kean, il suo attaccante più in forma. Poi il difensore italiano Alessandro Bastoni è stato espulso per un fallo giudicato “da ultimo uomo”, quando nessun altro può intervenire e che interrompe una chiara occasione da gol.

La partita si è messa male: l’Italia, che già era sembrata voler subito difendere il vantaggio, è uscita raramente dalla sua metà campo e la Bosnia Erzegovina ha iniziato ad attaccare con grande continuità. Dopo quello che i telecronisti hanno definito più volte “un assedio”, e dopo qualche occasione sprecata dall’Italia in contropiede, al 79esimo minuto Haris Tabakovic ha segnato l’1-1.

I tempi supplementari sono stati un po’ caotici, con poche occasioni per entrambe le squadre. Ai rigori ha vinto la Bosnia, per via di due errori dell’Italia: uno di Pio Esposito, giovane attaccante dell’Inter, che ha tirato troppo forte e fuori dalla porta; e uno di Bryan Cristante, esperto centrocampista della Roma, che ha preso la traversa.

L’Italia arrivava a questa partita da grande favorita, nonostante l’atmosfera rumorosa dello stadio bosniaco in cui si è giocato – quello di Zenica, a circa 70 chilometri da Sarajevo – e la diffusa scaramanzia dei tifosi e dei giornali italiani. I giocatori italiani nei giorni scorsi erano stati persino criticati per aver festeggiato la possibilità di incontrare la Bosnia rispetto ad altre squadre più temibili, ed essersi comportati in modo presuntuoso. Invece hanno giocato per la gran parte del tempo una partita sottotono, con poche occasioni sfruttate male e in larga parte con un giocatore in meno.

La Bosnia Erzegovina, al contrario, è stata la grande sorpresa di queste qualificazioni. Anche lei non andava ai Mondiali dal 2014, ma dopo essere arrivata seconda nel proprio girone delle qualificazioni quest’anno è riuscita a battere due nazionali di gran lunga favorite: prima dell’Italia, al primo turno aveva battuto il Galles, sempre ai rigori.

La sconfitta dell’Italia, però, non si può attribuire solo a una giornata storta, ai singoli episodi o a un exploit della Bosnia Erzegovina; soprattutto dopo tre sconfitte consecutive agli spareggi in dodici anni, contro avversarie sempre inferiori sulla carta, mentre anche tra i club il campionato italiano perde sempre più terreno dai più grandi tornei nazionali europei. È vero che durante questi dodici anni l’Italia è riuscita a vincere gli Europei, nel 2021. Col passare degli anni però quel risultato sembra sempre più un’eccezione.