Un presunto video di un rapporto sessuale sta agitando la politica ungherese
Il principale leader dell’opposizione, che sarebbe mostrato nel filmato, accusa il governo di Viktor Orbán di volerlo screditare

Péter Magyar, europarlamentare e leader del principale partito di opposizione ungherese Tisza (il partito del Rispetto e della Libertà), ha accusato il governo guidato da Viktor Orbán di minacciarlo con la pubblicazione di un presunto video che lo mostra mentre sta avendo un rapporto sessuale con una donna. Il video sarebbe stato girato all’insaputa dei due nel 2024, ma non è ancora stato diffuso e al momento non ci sono prove che esista. Magyar però ha raccontato che nei giorni scorsi diversi giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una foto della camera in cui avvenne il rapporto. Magyar e la donna coinvolta, Evelin Vogel, hanno entrambi confermato che ebbero un rapporto sessuale nella stanza mostrata dalla foto.
Secondo Magyar, il partito di Orbán starebbe tentando di danneggiarlo politicamente per fargli perdere consensi in vista delle elezioni parlamentari che si terranno il 12 aprile. Per ora Tisza, il partito di Magyar, è messo molto bene nei sondaggi.
Magyar non è sposato, per cui lo scandalo per la pubblicazione del presunto video non sarebbe legato a un tradimento. L’Ungheria è però un paese molto conservatore e la diffusione del filmato potrebbe comunque avere conseguenze politiche per il principale oppositore di Orbán. C’è anche un’altra questione. Magyar ha detto che nell’appartamento c’erano «sostanze che sembravano droghe», ma ha aggiunto di non averne fatto uso.
Magyar in un video ha detto che l’obiettivo del governo sarebbe di «distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi dell’Ungheria», e ha spiegato che la sera in cui lui e Vogel hanno fatto sesso non si rese conto «di essere il bersaglio di un’operazione dei servizi segreti» e si «lasciò sedurre»
Ci sono diverse altre cose poco chiare in tutta questa faccenda, per esempio il rapporto esistente tra Magyar ed Evelin Vogel. In passato Magyar aveva accusato Vogel di averlo ricattato minacciando di diffondere sui giornali alcune registrazioni audio di conversazioni private, una cosa che lei ha negato. Magyar ha sostenuto di avere sospettato molto presto di essere stato vittima di «un’operazione alla russa». Per «operazione alla russa» Magyar si riferisce al kompromat, cioè quella pratica già molto usata in passato con cui il governo russo ricatta e discredita i propri oppositori raccogliendo materiale compromettente su di loro.
Orbán e il suo governo finora non hanno commentato la vicenda, ma diversi esponenti del partito del primo ministro, Fidesz, hanno negato le accuse di Magyar. Orbán è al governo dal 2010, e negli anni ha reso l’Ungheria un paese sempre più illiberale.
La campagna elettorale è iniziata ufficialmente domenica, ma Orbán e Magyar si attaccano a vicenda già dal 2024: Tisza è un partito più filo-europeo di Fidesz, e Magyar accusa regolarmente Orbán di essere un politico corrotto. Orbán invece sostiene che Magyar voglia tradire gli interessi nazionali ungheresi per favorire l’Unione Europea.



