Alla fine Paolo Petrecca non condurrà la telecronaca della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi
Dopo le grandi proteste in Rai per la sua disastrosa telecronaca a quella di apertura: ci sarà al suo posto il vicedirettore di Rai Sport Auro Bulbarelli

Alla fine il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca non condurrà più la telecronaca della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina, il 22 febbraio, dopo le molte proteste contro la disastrosa telecronaca che ha fatto durante la cerimonia di apertura. Nonostante sia consuetudine che chi conduce la cerimonia di apertura si occupi anche di quella di chiusura, la Rai gli ha tolto l’incarico: lo ha affidato al vicedirettore di Rai Sport Auro Bulbarelli, che sarà affiancato dallo scrittore Fabio Genovesi, che era già alla cerimonia di apertura, e dalla soprano Cecilia Gasdia, sovrintendente dell’Arena di Verona (dove sarà la cerimonia).
Bulbarelli avrebbe dovuto condurre già la telecronaca della cerimonia di apertura: era però stato escluso dopo che per sbaglio aveva anticipato in conferenza stampa il ruolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Erano stati proposti altri giornalisti per sostituirlo, ma Petrecca aveva insistito per condurre lui nonostante alcuni dirigenti gliel’avessero sconsigliato. Era andata molto male: durante la telecronaca aveva fatto errori grossolani e commenti non all’altezza dell’evento.
Commentare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi non è semplice. Servono molta preparazione e una certa padronanza dei tempi televisivi. Oltre a parlare in qualsiasi momento, senza lasciare spazio alle immagini e spesso parlando sopra gli altri due commentatori, Petrecca aveva sbagliato diversi nomi delle persone che partecipavano alla cerimonia e aveva riempito la telecronaca con molti luoghi comuni: aveva detto che i brasiliani hanno la musica nel sangue, che gli spagnoli sono calienti, aveva associato gli atleti africani ai riti voodoo. Petrecca aveva poi completamente ignorato la presenza del cantante Ghali, mai nominato durante la cronaca.
Venerdì l’USIGRai, il sindacato dei giornalisti Rai, aveva indetto uno sciopero delle firme per tutti i giornalisti dei suoi telegiornali, mentre uno sciopero analogo è in corso da lunedì fra i giornalisti di Rai Sport. Significa che tutti i giornalisti di telegiornali, giornali radio, programmi di informazione e sito web che hanno deciso di aderire non firmano i loro servizi (quelli di Rai Sport non stanno firmando solo quelli sulle Olimpiadi).
Non è la prima volta che Petrecca viene contestato dalla redazione, ma la sua vicinanza al governo di Giorgia Meloni l’aveva finora protetto. Seguendo le logiche spartitorie che regolano le nomine dei dirigenti della Rai, nel 2021 Petrecca fu scelto proprio da Meloni – allora all’opposizione – per la direzione di RaiNews.
Negli anni successivi, Petrecca ha evitato di mandare in onda notizie che avrebbero messo in cattiva luce il governo di destra: nel 2023 RaiNews non parlò dei fuori onda del giornalista di Mediaset Andrea Giambruno, allora compagno di Meloni, che faceva battute piuttosto pesanti e a sfondo sessuale a una collega.
Sempre nel 2023 RaiNews evitò servizi sulla “fermata straordinaria” imposta a un treno Frecciarossa per permettere al ministro Francesco Lollobrigida di arrivare in orario a un impegno istituzionale, visto che il treno era in forte ritardo. Dopo una sfiducia votata dai giornalisti di RaiNews, Petrecca è stato promosso a direttore di Rai Sport, dove però è stato contestato. Per due volte il piano editoriale presentato non è stato approvato dalla redazione.



