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  • Sabato 7 febbraio 2026

Regole, formati, discipline e specialità degli sport invernali

Una guida dettagliata, non propriamente breve, per arrivare preparati alle Olimpiadi, o da tenersi da parte per capirci qualcosa guardandone le gare in tv

(AP Photo/Michal Dyjuk)
(AP Photo/Michal Dyjuk)
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Iniziano oggi le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, che in poco più di due settimane assegneranno medaglie in 116 eventi. Potrebbe non essere semplice orientarsi tra sport e discipline, formati e specialità, regole e voti, run e manche, tecniche e stili, convenzioni e penalità. A volte è facile: si parte insieme e vince chi arriva primo, o prima. Altre è più difficile, a causa di regole non semplicissime, concetti un po’ astrusi e termini tecnici non troppo noti. Moguls e Aerials, per dire, sono tipi di gare, e di percorsi, dello sci freestyle (anche noto come acrobatico): nel primo caso si tratta di gare su percorsi pieni di gobbe; nel secondo di gare fatte lanciandosi in aria – sugli sci – da apposite rampe.

I modi in cui vengono divisi gli sport delle olimpiadi invernali, e talvolta pure i modi in cui vengono chiamate le rispettive discipline e specialità, possono variare. Per provare a fare un po’ di ordine e chiarezza, qui sotto trovate un dettagliato elenco di tutti gli sport, con qualche sintetica spiegazione su cosa sono e come si svolgono le loro gare. Se eravate qui solo per il dubbio su Moguls e Aerials siamo stati clementi, abbiamo  già risposto. Per tutto il resto, confidiamo nell’utilità attuale e futura di questa guida.

SPORT SUGLI SCI O SULLO SNOWBOARD

Sci alpino
È tra gli sport invernali più popolari e seguiti, è alle Olimpiadi dal 1936 ed è, in sostanza, uno sport di discesa. Alle Olimpiadi lo sci alpino ha cinque specialità:

  • Discesa libera: Nella discesa libera si scende lungo un tracciato che può arrivare a un dislivello massimo di circa 1.100 metri per gli uomini e 800 metri per le donne. Il tracciato della discesa libera è delimitato da coppie di “porte” posizionate ogni 150 metri circa ed è segnalato da linee trasversali che indicano i cambi di pendenza e laterali. È la disciplina più veloce.
  • Super-G (o Supergigante): È la seconda disciplina più veloce dello sci alpino e anche una delle più recenti. Fu introdotta nel 1982, e rispetto alle altre due specialità dello slalom il supergigante presenta curve molto più ampie e quindi si percorre con maggior velocità, infatti viene disputato sulle stesse piste utilizzate per le discese libere.
  • Slalom speciale: Nello slalom speciale, di norma chiamato solamente slalom, si scende lungo un percorso facendo per l’appunto lo slalom tra i pali snodati posti uno dopo l’altro in rapida successione fino al traguardo. I pali vengono toccati durante i passaggi e quindi gli sciatori usano protezioni apposite per mani, gambe e volto. Nello slalom speciale raramente si superano i 35 chilometri orari. Si disputa in due manche: vince chi ottiene la somma dei due tempi più bassa.
  • Slalom gigante: Le curve del tracciato sono più ampie rispetto allo slalom speciale e non sono segnalate dai pali ma dalle porte. Si usano protezioni soprattutto per le braccia, ma le porte vengono toccate più di rado. È più veloce dello slalom speciale, poiché le sue curve hanno un raggio maggiore, ma meno veloce del supergigante. Slalom gigante e slalom speciale sono noti come discipline tecniche; discesa libera e supergigante sono invece noti come discipline veloci.
  • Combinata a squadre: È alle Olimpiadi per la prima volta. Partecipano alle gare squadre di due atlete o due atleti della stessa nazionalità: uno fa una prova di discesa libera, l’altro una prova di slalom speciale. Vince la squadra che ottiene il tempo di percorrenza più basso sommando le due prove.

La sciatrice statunitense Lindsey Vonn alle prove cronometrate di discesa libera a Cortina d’Ampezzo, 6 febbraio 2026 (Mattia Ozbot/Getty Images)

Sci di fondo
Sempre sci, ma oltre alla discesa ci sono anche pianura e salita. Ci sono due tecniche, eseguite con due tipologie diverse di sci: nella tecnica libera lo sciatore spinge gli sci lateralmente, andando a zig-zag, in modo simile a come si pattina sul ghiaccio. Nella tecnica classic gli sci scorrono dentro due binari tracciati nella neve, con un movimento più simile a quello della corsa.

Le gare dello sci di fondo alle Olimpiadi di Milano Cortina saranno:

  • Individuale (tecnica libera): Le gare sono lunghe 10 chilometri e usano la partenza a intervalli. Vuol dire che ognuno parte per conto suo, e per capire chi è in testa si guardano i tempi intermedi. In queste gare vince l’atleta con il tempo inferiore, e non il primo a tagliare il traguardo, come avviene in tutte le altre gare di sci fondo. Per chi gareggia la difficoltà sta proprio nel non sapere di preciso i tempi degli altri.
  • Skiathlon: Si parte tutti insieme e vince chi arriva per primo, dopo aver fatto 10 chilometri in tecnica classica e poi altri dieci in tecnica libera.
  • Mass start (tecnica classica): È una gara di lunga distanza (50 km: più di una maratona) in cui atlete e atleti partono insieme e utilizzano solo la tecnica classica. Vince chi arriva per primo.
  • Staffetta 4×7,5 km (tecnica classica): La gara è disputata da squadre di quattro atleti o atlete, che si danno il cambio ogni 7,5 chilometri. Vince la squadra che arriva per prima.
  • Sprint (tecnica classica): Sono, come da nome, le gare più brevi. Iniziano con una qualificazione a partenze individuali, seguita da gare a eliminazione diretta.
  • Sprint a squadre (tecnica libera): Prevede partenze individuali a intervalli di 30 secondi l’una dall’altra. Una squadra è composta da due atleti o atlete che si passano il testimone per tre volte per un totale di sei giri. Ci sono semifinali e finali. Vince la squadra che completa la sprint nel tempo minore.

Salto con gli sci
Gli atleti e le atlete prendono velocità scivolando su un trampolino e saltano cercando di arrivare il più lontano possibile, facendo attenzione a eseguire correttamente tutte le fasi del salto. L’atterraggio deve essere fatto con il telemark, ovvero in posizione genuflessa. Oltre alla distanza sul punteggio influisce un voto allo stile del salto. Vince chi fa il punteggio più alto. Le specialità del salto con gli sci sono:

  • Trampolino normale: È il più piccolo, e quindi si salta meno lontano.
  • Trampolino grande/lungo: Il trampolino lungo è più grande, si salta molto più lontano, e – come potrete aver intuito – si va più veloce e il volo dura più a lungo.
  • Super team uomini: La gara è composta da tre salti sul trampolino normale. Dopo il primo salto solo le prime dodici squadre, composte da due atleti ciascuno, accedono al secondo. I migliori otto dopo il secondo salto partecipano alla finale.
  • Squadre miste: La gara è composta da due salti sul trampolino normale. Ogni squadra è composta da due uomini e due donne per nazionale. Dopo il primo salto accedono al secondo (cioè alla finale) le prime otto squadre.

Un allenamento di salto con gli sci a Predazzo, 6 febbraio 2026 (Maddie Meyer/Getty Images)

Combinata nordica
È uno sport che combina il salto con gli sci e lo sci di fondo (tecnica libera). Si disputa alle Olimpiadi invernali fin dal 1924 a Chamonix, e per tradizione esistono solo gare maschili, anche se negli ultimi anni hanno iniziato a esserci competizioni femminili. Ma a Milano Cortina non ce ne saranno. I salti si misurano in metri e con un punteggio dato da giudici, mentre la prova sugli sci di fondo è a tempo. Le due prove avvengono a poche ore di distanza; il metodo usato per convertire in secondi i metri di vantaggio ottenuti nel salto si chiama “metodo Gundersen”. Ci sono tre specialità della combinata nordica:

  • Gundersen su trampolino normale: Gli atleti saltano dal trampolino normale e ottengono un punteggio, che viene poi convertito in secondi e determina l’ordine di partenza per la gara di sci di fondo, lunga 10 chilometri. Vince chi arriva primo.
  • Gundersen su trampolino grande: Questa è facile: come quello di prima, solo da trampolino grande.
  • Staffetta a coppie: Chiamata anche “team sprint”: ogni nazionale è rappresentata da due atleti. Ciascun atleta effettua un salto dal trampolino lungo e la somma dei punteggi dei due salti determina l’ordine di partenza della staffetta (2×7,5 km) di sci di fondo.

Sci freestyle/Sci acrobatico
Gli atleti scendono lungo piste ripide o si lanciano su delle rampe, per eseguire salti acrobatici e rotazioni in aria arrivando fino a 15 metri di altezza. Sono gare molto spettacolari dove (tranne nel caso dello sci cross, ma ci arriviamo) vince chi fa il punteggio più alto. Gli aspetti valutati cambiano di specialità in specialità:

  • Moguls (o gobbe): Gli atleti e le atlete sciano lungo un percorso ripido e pieno di gobbe, ed eseguono due salti acrobatici lungo il percorso. Le valutazioni si basano su tre criteri: la tecnica nell’affrontare le gobbe (che è quella che ha un peso maggiore), la qualità delle acrobazie e la velocità con cui viene concluso il percorso. Insomma, servono stile e spettacolarità, ma bisogna anche essere relativamente veloci.
  • Dual Moguls: Due atleti sciano l’uno contro l’altro in una gara a eliminazione diretta, lungo un percorso ripido e pieno di gobbe. Eseguono anche due salti acrobatici e vengono valutati sulla base degli stessi criteri del moguls individuale, ma la qualità delle acrobazie e la velocità hanno un peso maggiore.
  • Aerials: Si prende velocità grazie a grandi trampolini eseguendo poi acrobazie (per esempio degli avvitamenti) mentre si è in volo: i trampolini sono diversi da quelli del salto con gli sci. I giudizi si basano sul decollo, sull’esecuzione della manovra e sull’atterraggio.
  • Halfpipe: Il nome deriva dalla struttura innevata nella quale si svolgono le gare: un grande “mezzo tubo” (in inglese appunto halfpipe) lungo il quale gli atleti saltano diverse volte prendendo slancio dai bordi esterni. Una singola discesa dura circa 30 secondi, e si fanno cinque o sei salti. I giudizi sono in base all’altezza dei salti, alla difficoltà delle evoluzioni compiute in aria (i cosiddetti trick) e alla loro varietà, alla fluidità d’esecuzione e a quanto innovativa e mai-vista-prima è ogni run (come si dice in gergo una singola discesa).
  • Slopestyle: Ogni sciatore e sciatrice si esibisce lungo un percorso dove ci sono prima dei binari (molto simili a dei corrimano) e poi delle rampe. Bisogna sfruttare rampe e binari per fare acrobazie il più spettacolari possibili e con una buona progressione, cioè ben collegate le une alle altre. Il salto finale è il più spettacolare e il più importante. I giudizi sono in buona parte affini a quelli usati nell’halfpipe.
  • Big Air: In questa specialità gli sciatori e le sciatrici fanno un solo salto da una rampa. Anche qui, i salti sono valutati in modo simili rispetto all’halfpipe.
  • Ski Cross: È l’unica gara di sci acrobatico dove vince chi arriva per primo (si gareggia in quattro per volta) e non ci sono punteggi. Si parte tutti insieme, a gruppi di quattro atleti, ed è una gara molto spettacolare, perché piena di sorpassi lungo una discesa ricca di curve, dossi, gobbe e salti. Sono interessanti anche le partenze – dai cancelletti, che si aprono senza un conto alla rovescia – e gli arrivi, dove quel che conta è la prima parte del corpo a superare il traguardo.

Snowboard
In molti casi, regole e principi sono simili a quelli dello sci freestyle. Si tratta di gare molto acrobatiche e spettacolari, eseguite però su tavole da snowboard:

  • Halfpipe, Slopestyle, Big Air: Le gare sono molto simili a quelle di sci freestyle.
  • Snowboard Cross: Come lo ski cross, però con le tavole da snowboard.
  • Gigante parallelo: Gli snowboarder scendono in contemporanea su due piste parallele e il più identiche possibili: una con le porte rosse e una con le porte blu. Si arriva attorno ai 70 chilometri orari.

La sequenza di azioni della qualificazione della gara maschile di Big Air a Livigno, 5 febbraio 2026 (Hector Vivas/Getty Images)

Scialpinismo
È una novità delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. È uno sport nel quale, attraverso l’utilizzo di particolari strisce di tessuto da applicare agli sci, ci si muove anche in salita, oltre che in discesa. A Milano Cortina ci saranno due specialità di gara:

  • Sprint: La sprint è una rapida gara (3-4 minuti)prima in salita poi in discesa.
  • Staffetta mista: Consiste in due salite e due discese, dove si alternano l’atleta uomo e l’atleta donna che compongono ogni squadra.

Biathlon
Il biathlon è uno sport che combina lo sci di fondo e il tiro a segno con carabina, che si tiene sulle spalle mentre si scia. A Milano Cortina ci saranno qualificazioni e turni a eliminazione diretta, ma per ogni disciplina ci sarà un’unica gara da medaglia. Ci sono un bel po’ di specialità:

  • Individuale: Gli atleti partono singolarmente a intervalli di 30 secondi; gli uomini gareggiano sulla distanza di 20 chilometri, le donne di 15. Le prove di tiro sono quattro, due a terra e due in piedi. Per ogni errore al tiro viene sommata al tempo finale una penalità di un minuto. Vince chi completa il percorso con il minor tempo finale, al netto ovviamente delle penalità dovute agli errori di tiro.
  • Sprint: Sono come le gare individuali, ma più brevi: gli uomini devono percorrere 10 chilometri e le donne 7,5 chilometri. Gli atleti partono singolarmente sempre a intervalli di 30 secondi e vince chi fa il tempo migliore.
  • Inseguimento: Sono gare più televisive di quelle precedenti, perché le partenze si basano sulla differenza dei tempi della gara sprint del giorno precedente. Le distanze sono di 12,5 chilometri per gli uomini e 10 per le donne.
    I biatleti si fermano al poligono quattro volte; per ogni errore fanno un giro di penalità lungo un anello di 150 metri.
  • Mass Start: Si parte in linea, tutti insieme, gli uomini sciano per 15 chilometri, le donne per 12,5. Ci sono quattro prove di tiro per ciascuno e ogni errore comporta un giro di penalità sull’anello di 150 metri.
  • Staffetta: La gara prevede 4 giri da 7,5 chilometri per gli uomini e 4 giri da 6 chilometri per le donne, con due sessioni di tiro per ogni atleta. Ogni bersaglio mancato comporta un giro di penalità di 150 metri.
  • Staffetta mista 4×6 km: In gara ci sono venti squadre composta ciascuna da due uomini e due donne. Ogni atleta deve percorrere 6 chilometri, fermarsi due volte al poligono, e ogni bersaglio mancato comporta un giro di penalità di 150 metri.

La biatleta austriaca Anna Andexer durante un allenamento alla Anterselva Biathlon Arena, 6 febbraio 2026 (Harry How/Getty Images)

SPORT DI SCIVOLAMENTO

Bob
È detto Formula 1 del ghiaccio, perché le sue slitte hanno carenature simili a quelle delle auto da corsa. Si parte in piedi, spingendo la slitta per circa 50 metri. Poi ci si rannicchia nel bob e chi sta davanti – il pilota – guida. Il bob sguscia a più di 120 chilometri orari su una pista piena di curve e lunga circa un chilometro e mezzo.
Le gare di bob si svolgono su quattro manche, con una discesa per ciascun equipaggio in ogni manche. Vince chi ottiene il miglior tempo totale, e in caso di parità le squadre condividono la stessa posizione. A Milano Cortina ci saranno tre discipline:

  • Bob a 2: Esiste nella versione femminile e in quella maschile e si gareggia, appunto, in due: chi guida e chi frena.
  • Bob a 4 maschile: Si gareggia, appunto, in quattro: il pilota, il frenatore, e i due spingitori, che aiutano nella spinta iniziale e poi si rannicchiano tra gli altri due.
  • Monobob femminile: C’è una sola atleta che spinge, pilota e frena.

Skeleton
In ogni evento, partendo in piedi gli atleti si danno una spinta per i primi 25/40 metri e poi percorrono a pancia in giù, sullo skeleton, la pista (la stessa usata nelle gare di bob e slittino). Si arriva a 140 chilometri orari, si sterza solo con i movimenti del corpo e bisogna mantenere la giusta traiettoria.

  • Individuale: Ci sono quattro manche cronometrate. Vince chi totalizza il tempo più basso sommando quelli delle quattro prove.
  • Squadre miste: È una delle novità di Milano Cortina. Le squadre nazionali sono composte da un uomo e una donna, che percorrono una sola volta la pista. I loro tempi vengono sommati e e la coppia con il tempo totale più basso vince.

Slittino
È l’unico sport di scivolamento dove si parte da seduti. Si impugnano due sbarre per prendere lo slancio, poi ci si spinge con dei guanti chiodati e infine ci si mette a pancia in su sullo slittino. Si sterza con i movimenti del corpo per mantenersi in una traiettoria ideale lungo le curve della pista.

  • Singolo: Si gareggia da soli. Ci sono quattro manche su due giorni. I tempi vengono sommati e vince l’atleta con il tempo totale minore.
  • Doppio: Due atleti partono sovrapposti, con il più pesante sopra. Fanno solo due discese e la squadra con il tempo totale più basso vince.
  • Staffetta a squadre: Ha quattro prove: singolo femminile, singolo maschile, doppio femminile e doppio maschile. Si parte quando il compagno precedente ha toccato il sensore di arrivo alla fine della sua prova, che apre il cancello per il successivo. Vince la squadra che completa le quattro prove nel minor tempo totale.

La slittinista italiana Sandra Robatscher durante un allenamento a Cortina d’Ampezzo, 5 febbraio 2026 (Carmen Mandato/Getty Images)

SPORT SUI PATTINI

Hockey su ghiaccio
Una partita di hockey su ghiaccio olimpico dura 60 minuti di tempo effettivo, divisi in tre tempi da 20, e le due squadre mettono in campo sei giocatori ciascuna (cinque di movimento più un portiere). Se alla fine dei tempi regolamentari la partita è in parità, si gioca un tempo supplementare che termina appena una delle squadre segna e vince. Se alla fine del tempo supplementare nessuna delle due squadre ha segnato, la partita viene decisa ai rigori. Alle Olimpiadi ci saranno un torneo maschile e uno femminile:

  • Torneo olimpico maschile: Partecipano 12 squadre divise in tre gironi. Dopo la fase a gironi le 12 squadre vengono messe in un’unica classifica basata – in quest’ordine – sul loro piazzamento nei gironi, sui punti che hanno fatto, sulla differenza reti, sui gol segnati e sul loro piazzamento nel ranking mondiale. Le migliori quattro squadre accedono direttamente ai quarti di finale, mentre le altre otto si giocano uno spareggio per accedervi, dove sono accoppiate secondo il principio delle teste di serie. Si passa dunque ai quarti, alle semifinali e alle due finali: quella per la medaglia di bronzo e quella per la medaglia d’oro.
  • Torneo olimpico femminile: Partecipano 10 squadre divise in due gironi. Tutte le squadre del gruppo A e le prime tre del gruppo B accedono ai quarti di finale. Si passa poi alle semifinali e alle due finali per la medaglia di bronzo e per la medaglia d’oro.

Pattinaggio di figura
Detto anche pattinaggio artistico, è la disciplina che prevede l’esecuzione di una coreografia con i pattini sul ghiaccio, accompagnati dalla musica, da soli o in coppia. Tra tutti gli esercizi e gli elementi coreografici, sono i salti che atleti e atlete compiono a determinare più di altro il livello della loro prestazione: più sono difficili da eseguire, più valgono punti se fatti bene. In ogni gara, gli aspetti tecnici e obbligatori vengono valutati da tre giudici specializzati. La qualità dell’esecuzione e le componenti artistiche, come l’interpretazione e l’espressività, sono invece giudicate da un gruppo di nove giudici. Il totale dei punteggi delle due prove decide il vincitore. Vince il pattinatore, la pattinatrice, la coppia o la squadra che fa più punti. Ci sono quattro specialità:

  • Singolo: Le gare sono composte da due prove acrobatiche: un cosiddetto “programma corto”, cioè una performance con elementi tecnici obbligatori, e un “programma libero”, con molta più libertà di esecuzione e che dura di più. Entrambi i programmi vengono eseguiti su una musica scelta dal pattinatore o dalla pattinatrice.
  • Coppie di artistico: Come nel singolo, le gare – dove partecipa una coppia formata da un pattinatore e una pattinatrice – sono composte da due prove acrobatiche: un “programma corto”, cioè una performance con elementi tecnici obbligatori, e un “programma libero”, con molta più libertà di esecuzione e di maggiore durata. Entrambi i programmi vengono eseguiti su una musica scelta dalla coppia.
  • Danza su ghiaccio: Si gareggia sempre in coppie formate da un uomo e una donna e ci si concentra soprattutto sulla coreografia, sul ritmo e sui passi di danza. Infatti non sono ammessi salti (al di fuori di quelli singoli o assistiti), i salti lanciati, le spirali, i sollevamenti sopra la testa e altri movimenti più simili alle acrobazie; e in cui i due pattinatori non devono essere distanti più di due braccia. Le gare sono divise in due manche: il “programma corto” (o “danza ritmica”), dove i due pattinatori devono essere bravi anche a interpretare la musica, il cui genere o tema generale viene deciso ogni anno dalla Federazione internazionale di pattinaggio; e la “danza libera”, dove c’è maggiore libertà coreografica.
  • Gara a squadre: Ogni squadra seleziona dei pattinatori per ciascuna specialità: uomo singolo, donna singola, coppia artistica e coppia di danza. I punteggi ottenuti da ciascun componente in queste categorie sono sommati. La nazione con il totale più alto vince.

La pattinatrice giapponese Kaori Sakamoto durante una gara alla Milano Ice Skating Arena, 6 febbraio 2026 (Andy Cheung/Getty Images)

Pattinaggio di velocità
Il pattinaggio di velocità, o speed skating, si chiama così perché tra le tre discipline di pattinaggio su ghiaccio delle Olimpiadi invernali è quella in cui atlete e atleti vanno più veloci. Nelle gare maschili si raggiungono i 65 chilometri orari. La pista è molto lunga, 400 metri con due rettilinei da 112 metri ciascuno. Si gareggia – quasi sempre – due alla volta, ma solo per comodità organizzativa e comunque ben distanziati. Vince chi ci mette meno di tutti gli altri a percorrere la distanza di gara. Ma se si esce dalla propria corsia, si ostacola un avversario, si taglia una curva in modo scorretto o si fa una doppia falsa partenza, si viene squalificati. Le specialità si differenziano soprattutto per la distanza da percorrere, con due eccezioni:

  • 500 m: C’è un singolo round in cui gli atleti cercano di stabilire il miglior tempo.
  • 1000 m: vedi sopra
  • 1500 m: vedi sopra
  • 3000 m: vedi sopra
  • 5000 m: vedi sopra
  • 10.000 m: vedi sopra
  • Inseguimento a squadre: A differenza delle principali specialità dello sport, qui si parte tutti insieme; ma le due squadre iniziano da parti opposte della pista (succede la stessa cosa nel ciclismo su pista). Ogni squadra è composta da tre atleti o atlete che si sfidano in gare a eliminazione diretta.
  • Mass start: A differenza delle principali specialità dello sport, si parte tutti insieme e vince chi arriva per primo.

Short track
Lo short track si svolge su piste lunghe 111 metri circa. Si pattina in senso antiorario su varie distanze, le gare più brevi durano meno di un minuto e, semplicemente, vince il primo che arriva (che a volte è l’unico che resta in piedi). Oltre alla ricerca della massima velocità si deve correre in modo strategico ed essere pronti a gestire gli imprevisti, come le cadute degli avversari. Ma se si ostacola attivamente un avversario, si fanno due false partenze, si esce dal tracciato o si usano aiuti irregolari (tute di un certo tipo), si rischia una penalità o una squalifica. Le specialità si differenziano soprattutto per la distanza da percorrere:

  • 500 m e 1000 m: si parte in cinque
  • 1500 m: si parte in sette
  • Staffetta: ogni squadra è composta da quattro atleti o atlete. Gli uomini corrono 5000 metri, le donne ne corrono 3000.
  • Staffetta mista: ogni squadra è composta da due atleti e due atlete, che corrono 2000 metri ciascuno nell’ordine donna-donna-uomo-uomo-donna-donna-uomo-uomo.

Allenamenti di speed skating alla Milano Ice Skating Arena, 5 febbraio 2026 (Elsa/Getty Images)

CURLING

Il curling è un po’ uno sport a sé, alle Olimpiadi invernali. Si gioca a squadre e l’obiettivo è far scivolare una pietra lucida (la stone, che viene da qui) il più vicino possibile al centro della “casa”, la zona con tre anelli concentrici in fondo alla pista. Dopo il lancio alcuni giocatori spazzano il ghiaccio davanti alla pietra per minimizzare l’attrito e indirizzare la traiettoria; lo skip, che è anche il capitano ed è l’unico a non spazzare, dà loro indicazioni. Al termine di ogni sfida, detta end, una sola squadra ottiene punti, tanti quante sono le sue pietre più vicine di tutte quelle degli avversari al centro della casa, che si chiama “bottone” (esattamente come a bocce). Vince chi ha più punti dopo 8 o 10 end, a seconda delle specialità. In caso di parità, si giocano degli end supplementari.

Nel curling c’è molta strategia: un po’ come a bocce, alcune pietre possono essere utilizzate per allontanare quelle degli avversari dal bottone, o per proteggere una propria pietra vicina al bottone. Per questo è spesso definito “scacchi sul ghiaccio”.
A Milano Cortina ci saranno tre tornei di curling:

  • Torneo maschile: In questa versione ogni squadra gioca dieci end e lancia otto pietre per turno. Nel torneo ci sono 10 squadre. All’inizio, ogni squadra gioca contro tutte le altre una volta. Alla fine di questi incontri, le quattro squadre con più vittorie passano alle semifinali. Nelle semifinali, la squadra prima in classifica gioca contro la quarta, e la seconda gioca contro la terza. Le due squadre che vincono le semifinali si sfidano nella finale per la medaglia d’oro, mentre le due che perdono giocano per il bronzo.
  • Torneo femminile: È organizzato come quello maschile, ma le squadre sono composte solo da atlete.
  • Doppio misto: A differenza dei precedenti, in ogni squadra c’è solo un uomo e una donna. Le regole, diverse dalle versione a quattro, rendono questa versione del curling più dinamica: entrambi gli atleti fanno scivolare la pietra e spazzano, alternandosi, ogni coppia gioca otto end e si lanciano cinque pietre per turno.