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  • Giovedì 29 gennaio 2026

La procura di Budapest vuole farla pagare al sindaco per il Pride

Gergely Karácsony è stato accusato di aver promosso l'evento l'anno scorso, che si è svolto nonostante i divieti del governo di Orbán

Il sindaco Gergely Karacsony al Pride di Budapest, il 28 giugno 2025 (AP Photo/Rudolf Karancsi)
Il sindaco Gergely Karacsony al Pride di Budapest, il 28 giugno 2025 (AP Photo/Rudolf Karancsi)
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La procura di Budapest ha accusato il sindaco della città Gergely Karácsony di aver organizzato e promosso il Pride della scorsa estate illegalmente, e ha chiesto che venga multato (non ha detto per quale importo). In Ungheria la magistratura è sempre meno indipendente, e l’accusa è l’ultimo passaggio di uno scontro politico che va avanti da mesi tra Karácsony, un progressista di centro sinistra ed ecologista, e il governo conservatore e semi-autoritario del primo ministro Viktor Orbán.

Il Pride è la grande parata a sostegno della comunità LGBTQ+ che si svolge ogni anno in moltissime città. Karácsony è accusato di averlo organizzato a Budapest violando la legge sul diritto di assemblea, che il parlamento ungherese aveva modificato a marzo dell’anno scorso proprio con lo scopo di vietare il Pride e tutte le iniziative annesse.

L’emendamento proibiva tutte le manifestazioni che «rappresentano o promuovono» l’omosessualità ai minori di 18 anni. Trovava la sua base giuridica in una norma del 2021 per la «protezione dei minori», che vieta di affrontare temi legati all’omosessualità in contesti pubblici frequentati da bambini. La tesi della legge, mutuata da una simile approvata nel 2013 in Russia e riconducibile a una prospettiva di estrema destra, è che la sensibilizzazione sui diritti LGBTQ+ sia uno strumento per promuovere la pedofilia e la cosiddetta ideologia del gender.

Karácsony aveva da subito molto contestato l’emendamento alla legge sulle assemblee e a giugno del 2025 aveva deciso di aggirare le nuove norme, dichiarando il Pride una manifestazione del comune di Budapest: in questo modo la polizia non aveva potuto vietarla. Al contrario: i tentativi di annullamento del governo ungherese, le critiche espresse contro la comunità LGBTQ+ e le molte polemiche attirarono grande attenzione e solidarietà internazionale per l’evento, a cui infine parteciparono decine di migliaia di persone, anche arrivate dall’estero.

Il sindaco Gergely Karácsony (in centro con la maglietta nera) al Pride di Budapest, 28 giugno 2025 (Janos Kummer/Getty Images)

– Leggi anche: Un altro oppositore di Orbán che si sta facendo notare

La procura contesta in particolare a Karácsony di aver pubblicizzato l’evento e di aver invitato le persone a partecipare tramite i suoi canali social. Per questo ha chiesto al giudice di multare il sindaco senza passare per un processo. In base alla legge sul diritto di assemblea, gli organizzatori e le organizzatrici di eventi che «promuovono» l’omosessualità rischiano fino a un anno di carcere (cosa che sembra esclusa per Karácsony), e i partecipanti una multa fino a 200mila fiorini ungheresi (circa 500 euro). Sui social Karácsony ha rivendicato la sua scelta dicendo di essere passato dall’essere un «fiero sospettato» a un «fiero imputato».

Il prossimo 12 aprile in Ungheria ci saranno le elezioni: Orbán proverà a essere rieletto per la quinta volta consecutiva (è in carica dal 2010), ma è in difficoltà e nei sondaggi prevale Tisza, il partito di centrodestra del leader dell’opposizione Péter Magyar, suo ex alleato.