Dopo Crans-Montana i controlli nelle discoteche italiane sono aumentati
Sono state trovate sale da ballo troppo piene e norme di sicurezza non rispettate, che hanno portato a diverse chiusure temporanee

Negli ultimi giorni, dopo la strage di Crans-Montana, i controlli sul rispetto delle misure di sicurezza nei locali e nelle discoteche italiane si sono intensificati, trovando irregolarità che hanno portato ad alcune chiusure temporanee: tra gli altri il Piper di Roma, il Tabata a Sestriere, in Piemonte, e il COA a Milano.
A Crans-Montana, nella nota zona sciistica del canton Vallese, in Svizzera, nella notte di Capodanno sono morte 40 persone in un incendio divampato dentro il locale Le Constellation. L’incendio è stato causato dalle candele pirotecniche legate alle bottiglie portate ai tavoli, che nel seminterrato dove si stava svolgendo la serata hanno appiccato il fuoco ai pannelli di spugna fonoassorbenti fissati al soffitto (parallelamente ai controlli di questi giorni, alcuni sindaci e discoteche hanno vietato proprio l’utilizzo queste candele, che in Italia non sono vietate nei locali al chiuso). Durante le indagini si è scoperto poi che al Le Constellation non venivano fatti controlli dal 2019.
Al Tabata di Sestriere è stata sospesa la licenza per via del mancato rispetto di alcune norme di sicurezza: durante la notte di Capodanno il locale aveva fatto entrare quasi 400 persone in più di quelle consentite ed è emerso che non venivano fatti i controlli necessari sugli estintori e che il personale non era adeguatamente formato sulla sicurezza. Anche al Piper è stato trovato un numero di persone nel locale di gran lunga superiore alla capienza massima. Inoltre i controlli hanno rilevato condizioni igienico sanitarie inadeguate e assenza di vie di fuga sicure.
Come il Le Constellation, anche il COA di Milano – un cocktail bar con discoteca vicino a Porta Venezia – ha una sala da ballo che si trova nel seminterrato. Lo scorso 15 gennaio il locale è stato posto sotto sequestro e il proprietario è stato denunciato per il reato di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo. Secondo il Corriere della Sera, negli anni scorsi il comune aveva già ordinato al proprietario di chiudere la sala da ballo, senza successo.
A Cremona è stato chiuso per 15 giorni il Juliette, e a Crema il Moma Club, per 8 giorni. Anche in questi due casi erano state riscontrate violazioni delle norme di sicurezza.
I controlli sulle discoteche sono stati ordinati da varie prefetture italiane. Antonio Flamini del SILB, il sindacato dei gestori dei locali da ballo, ha parlato di una «significativa intensificazione» dei controlli. Al SILB aderisce il 90 per cento delle discoteche e delle sale da ballo italiane censite dalla Camera di Commercio: in totale in Italia circa 3mila imprenditori gestiscono attività di questo tipo. A Roma già durante i controlli effettuati per il Giubileo era stata chiusa una sessantina di locali per irregolarità simili a quelle del Piper.
Il 15 gennaio, inoltre, il ministero dell’Interno ha diffuso una circolare in cui ha ribadito come funziona la prevenzione degli incendi nei locali in Italia, che prevede regole più severe nelle discoteche rispetto a bar e ristoranti (comunque soggetti a regole sulla prevenzione degli incendi, ma diverse).
La circolare chiarisce che bar e ristoranti possono fare musica dal vivo o karaoke, ma che l’attività resta qualificata come bar o ristorante se questo tipo di spettacoli o accompagnamenti musicali sono svolti in maniera «accessoria e non prevalente» rispetto all’attività del locale. In particolare, per rientrare in questo criterio gli spettacoli non devono essere fatti in sale appositamente attrezzate per le esibizioni e la capienza massima non deve superare le 100 persone.
I locali devono invece seguire le regole sulla sicurezza previste per le discoteche nel caso in cui l’intrattenimento diventi prevalente e quindi comporti una trasformazione dei suoi spazi: per esempio attraverso l’installazione di appositi impianti e attrezzature per la musica, l’aumento della capienza e il tipo di personale coinvolto (DJ o buttafuori).
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