Canada e Cina provano a riavvicinarsi dopo anni difficili
Il primo ministro canadese è andato in visita a Pechino per la prima volta dal 2017: in mezzo ci sono stati arresti, accuse reciproche e molti dazi

Venerdì il primo ministro canadese Mark Carney è andato in visita ufficiale in Cina, dove ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. È stata la prima visita in Cina di un primo ministro canadese in otto anni: l’ultima volta fu nel 2017, quando l’allora primo ministro canadese Justin Trudeau era andato a Pechino. Da allora i rapporti tra i due paesi erano molto peggiorati, e negli ultimi anni, per esempio, i due governi avevano applicato dazi sulle rispettive merci. L’incontro fra Carney e Xi non ha risolto tutte le questioni commerciali, ma è stato l’inizio di un riavvicinamento e di una maggiore collaborazione, risultato anche dei crescenti problemi tra Canada e Stati Uniti.
I rapporti fra Cina e Canada erano diventati molto complicati nel 2018, quando la direttrice finanziaria dell’azienda cinese Huawei, Meng Wanzhou, fu arrestata in Canada su richiesta degli Stati Uniti: come ritorsione la Cina incarcerò il diplomatico e analista Michael Kovrig e l’imprenditore Michael Spavor. Questo caso di “diplomazia degli ostaggi” si risolse solo tre anni dopo, quando Meng fu rilasciata e quindi la Cina liberò i due cittadini canadesi.
Nel 2022 il primo ministro Trudeau accusò la Cina di aver cercato di infiltrarsi nel parlamento canadese, finanziando almeno 11 candidati alle elezioni federali del 2019. Pochi giorni dopo Trudeau e Xi quasi litigarono di fronte ai giornalisti al G20 di Bali: attraverso un interprete Xi si lamentò con Trudeau perché i contenuti di un loro precedente colloquio erano stati rivelati alla stampa.
Nel 2024 il Canada introdusse dazi del 100 per cento sulle auto elettriche cinesi, come avevano fatto pochi mesi prima anche Stati Uniti e Unione Europea: Trudeau li giustificò con gli aiuti di stato forniti dal governo cinese alle proprie aziende, ritenuti una forma di concorrenza sleale. La Cina rispose con dazi su 2 miliardi di prodotti agricoli e alimentari canadesi, tra cui carne, olio e semi di colza.

L’incontro tra i rappresentanti di Cina e Canada a Pechino, il 16 gennaio 2026 (Sean Kilpatrick/The Canadian Press via AP)
Carney, che ha preso il posto di Trudeau nel marzo del 2025, ha deciso di riprendere i rapporti con la Cina e avviare nuove partnership. Aveva già incontrato Xi Jinping a margine della riunione dell’APEC, l’organo di cooperazione economica dell’Asia-Pacifico, lo scorso ottobre, ma questa è stata la prima visita ufficiale.
Le prime decisioni annunciate venerdì sono state limitate: il Canada permetterà l’ingresso di 49mila auto elettriche cinesi con dazi ribassati al 6,1 per cento, cioè quello applicato anche agli altri paesi su queste merci, e il numero dovrebbe aumentare a 70mila entro i prossimi cinque anni. La Cina invece abbasserà i dazi sui semi di colza dall’84 al 15 per cento. I due paesi hanno in programma di collaborare anche in altri campi, tra cui il gas naturale e il petrolio.
Il riavvicinamento ha a che fare soprattutto con le complicate relazioni del Canada con gli Stati Uniti, il suo principale partner commerciale: da quando Donald Trump è tornato alla presidenza, circa un anno fa, ha avviato una politica molto aggressiva nei confronti del Canada, con dazi molto pesanti sulle merci canadesi. A fine marzo Carney aveva detto che il «vecchio rapporto» tra Stati Uniti e Canada, «basato su una sempre maggiore integrazione delle nostre economie e su una stretta cooperazione militare e di sicurezza, è finito».
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