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  • Martedì 11 novembre 2025

Cosa sappiamo dell’esplosione in centro a Delhi

Sono morte 13 persone: la polizia indiana sta indagando per terrorismo e dice di aver identificato il conducente della macchina esplosa

Il luogo dell'esplosione il giorno dopo, l'11 novembre 2025 (AP Photo)
Il luogo dell'esplosione il giorno dopo, l'11 novembre 2025 (AP Photo)
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Lunedì a Delhi, in India, una macchina è esplosa in strada vicino al Forte rosso, nel pieno centro della città: 13 persone sono state uccise e oltre 20 ferite. La natura dell’incidente non è ancora stata confermata, ma la polizia sta indagando per terrorismo. Sembra al momento l’opzione più probabile e per questo nel pomeriggio di martedì il caso è stato preso in carico dall’Agenzia investigativa nazionale (NIA), la più importante agenzia che si occupa di antiterrorismo del paese. Non c’è stata nessuna rivendicazione pubblica dell’attacco.

Gli attacchi terroristici sono rari a Delhi, dove c’è sempre molta polizia: non c’erano esplosioni di questo tipo in città da anni. Il Forte Rosso (chiamato in hindi Lal Qila) è un vasto complesso di palazzi del Diciassettesimo secolo considerato uno dei principali punti di riferimento storici della città, che è estesissima e ha una popolazione stimata di circa 30 milioni di abitanti. Il forte si trova nell’area della capitale indiana conosciuta come Old Delhi, a una ventina di minuti di auto di distanza dalla zona dei palazzi governativi.

L’auto esplosa, una Hyundai i20 bianca, si stava muovendo lentamente in mezzo al traffico appena prima di un semaforo rosso in un incrocio molto trafficato. L’esplosione è stata molto potente e ha danneggiato diversi veicoli vicini. Gli investigatori stanno cercando prove nell’area attorno all’esplosione, che è avvenuta vicino a una zona di mercati molto frequentata anche dai turisti. Alcune strade attorno al Forte sono state chiuse al traffico.

La polizia ritiene di aver identificato l’uomo che guidava l’auto e il proprietario, che non era a bordo ed è stato arrestato: sarebbero entrambi uomini provenienti dal Kashmir indiano, una regione in cui sono attivi movimenti che chiedono l’indipendenza dall’India, e che in alcuni casi hanno compiuto attacchi terroristici.

La persona sospettata di essere stata alla guida dell’auto al momento dell’esplosione sarebbe Umar Un Nabi, un medico proveniente dal villaggio di Pulwama, in Kashmir, dove nel 2019 avvenne il peggior attacco terroristico compiuto in India negli ultimi decenni. La polizia ha convocato sua madre e suo fratello per prelevare del DNA e vedere se corrisponde con quello trovato all’interno dell’auto.

Diversi giornali indiani hanno scritto che la polizia sospetta che Umar Un Nabi fosse collegato a una cellula terroristica la cui sede è a Faridabad, alla periferia di Delhi, era stata perquisita ieri: erano stati sequestrati 2.900 chili di esplosivo e diverse armi, ed erano state arrestate varie persone, inclusi altri due medici. La polizia aveva detto che l’operazione faceva parte di una più ampia indagine su una «rete terroristica dei colletti bianchi» legata a gruppi terroristici del Kashmir. Hindustan Times ha scritto che fra gli arrestati ci sarebbero anche dei parenti di Umar.

La polizia ha detto di essere risalita all’identità di Umar Un Nabi attraverso il proprietario dell’auto, Mohd Salman. L’uomo era stato arrestato alla periferia di Delhi lunedì prima dell’esplosione, nell’ambito della stessa indagine di polizia che aveva portato allo smantellamento della cellula terroristica di Faridabad. Salman ha detto alla polizia di non essere coinvolto, e che aveva già rivenduto l’auto a un altro uomo, sempre del Kashmir.