Una barca della Global Sumud Flotilla è stata colpita in Tunisia, forse da un drone
Il governo tunisino sta provando a smentire, ma i video che stanno circolando online confermano l'attacco

Nella notte tra lunedì e martedì una barca della Global Sumud Flotilla è stata colpita mentre era ancorata al largo del porto tunisino di Sidi Bou Said: a bordo si è sviluppato un piccolo incendio che poi è stato spento. Non è ancora chiaro cosa l’abbia colpita, ma gli organizzatori dell’iniziativa hanno parlato di un drone, e i video circolati sui social sembrano confermare questa ipotesi. Il ministero dell’Interno e la Guardia costiera tunisina hanno invece smentito l’attacco, e la seconda ha sostenuto che l’incendio possa essersi sviluppato per altri motivi, come un mozzicone di sigaretta.
Di nuovo: i video online smentiscono l’ipotesi mozzicone.
A bordo della barca, chiamata Family, c’erano sei persone. Dopo che è stata colpita sono bruciati alcuni giubbotti di salvataggio.
A giudicare dalle foto della barca dopo l’attacco (non c’è un foro causato da un’esplosione) e dalle testimonianze di chi era a bordo, come questa dell’attivista Miguel Duarte – “volava a quattro metri di altezza, si è fermato sopra di noi” – potrebbe essersi trattato di un piccolo drone, che ha un raggio d’azione di pochi chilometri e quindi dovrebbe essere partito dalla costa di Tunisi. I droni di questo tipo possono fare le manovre che descrive il testimone. Un’ipotesi è che possa trattarsi di un atto di sabotaggio di Israele contro la Global Sumud Flottilla compiuto da una o più persone assoldate o fatte arrivare sul posto, ma in questa fase non ci sono ancora informazioni solide.
Un drone partito da una base in Israele avrebbe dovuto volare per circa 4.600 chilometri per arrivare fino a Tunisi e tornare indietro e quindi staremmo parlando di un drone ad ala fissa, più grosso e pesante, che non può fare il tipo di manovre descritto dal testimone. Questo forse spiega l’imbarazzo delle forze di sicurezza tunisine, perché se fosse un’operazione partita dal porto allora sarebbe successa davanti al loro naso.
La Global Sumud Flotilla è la più grande iniziativa indipendente per portare aiuti umanitari ai civili nella Striscia di Gaza, con decine di barche a vela che cercheranno di superare il blocco navale imposto da Israele (un obiettivo in realtà quasi impossibile, e dal significato più che altro politico). Alcune delle barche della Global Sumud Flotilla sono già partite la scorsa settimana da Genova e da Barcellona, e al momento alcune sono ferme in Tunisia in attesa di essere raggiunte da altre in partenza da alcuni porti siciliani (soprattutto Catania) e proprio dalla Tunisia.
In passato iniziative simili, condotte con singole barche (stavolta saranno decine) sono state bloccate dalla marina militare israeliana. A maggio la barca Conscience fu colpita due volte quando era ancora vicina dalle coste di Malta, secondo gli attivisti da un drone israeliano.
– Ascolta anche la puntata di Globo: La Global Sumud Flotilla, con Angelo Mastrandrea



