Per far arrivare i treni dell’alta velocità a Reggio Calabria servirebbero 17 miliardi di euro

Per ora non ci sono e non si sa come saranno trovati, nonostante gli annunci del ministero dei Trasporti

Il cantiere dell'alta velocità tra Battipaglia e Romagnano al Monte
Il cantiere dell'alta velocità tra Battipaglia e Romagnano al Monte (ufficio stampa/Webuild)
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Nelle ultime settimane lo spostamento di alcuni fondi pubblici promessi dal governo per costruire la linea ferroviaria ad alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria ha alimentato un vivace confronto politico tra esponenti calabresi del centrosinistra e della destra, che tra l’altro governa la regione. L’opposizione ha accusato la destra di aver tolto miliardi di euro al progetto dell’alta velocità, la destra ha risposto con note del ministero dei Trasporti che smentivano il disimpegno del governo. Come spesso accade, oltre a esserci qualche ragione da entrambe le parti, c’è soprattutto grande confusione perché questo progetto è enorme e complicato.

Al di là delle promesse, finora la cosa certa è che per far arrivare i treni dell’alta velocità fino a Reggio Calabria servirebbero progetti e soprattutto moltissimi soldi, molti più del ponte sullo Stretto, della TAV o di qualsiasi altra ferrovia italiana: 17,2 miliardi di euro. Soldi e progetti che oggi non ci sono.

Già diversi anni prima della pandemia RFI, la società delle Ferrovie dello Stato che gestisce e mantiene i binari e gli impianti, aveva iniziato a fare studi preliminari sull’allungamento dell’alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria. Erano studi interni, di prospettiva, condotti senza un preciso mandato ministeriale. Un’ottima occasione per sfruttare quel lavoro è arrivata col PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con fondi europei.

Anche per via delle scadenze restrittive del piano, da completare entro la fine del 2026, RFI ha seguito un’impostazione progettuale che è ormai una consuetudine in Italia e all’estero: consiste nel progettare, finanziare e costruire la linea ferroviaria separandola in molti lotti. La distanza che separa Salerno e Reggio Calabria è stata così divisa in sei lotti e il primo lotto è stato a sua volta suddiviso in lotto a, lotto b e lotto c. Fare un’intera nuova tratta in un colpo solo sarebbe infatti troppo lungo e costoso.

Il primo lotto va da Battipaglia a Praia a Mare. La tratta è formata dal lotto 1a che va da Battipaglia a Romagnano al Monte, il lotto 1b da Romagnano al Monte a Buonabitacolo, l’1c da Buonabitacolo a Praia a Mare. Praia a Mare è nel nord della Calabria, al confine con la Basilicata, a più di 250 chilometri da Reggio Calabria.

L’unico progetto finora approvato è quello per il lotto 1a, cioè i 35 chilometri da Battipaglia a Romagnano al Monte, che è lontano circa 120 chilometri dal confine con la Calabria. I lavori sono iniziati a febbraio: le ruspe stanno lavorando giorno e notte, tutti i giorni della settimana, per finire tutto entro la fine del 2026, come impongono le scadenze del PNRR.

Tutti i lotti, comprese le suddivisioni del primo lotto, sono finanziati con fondi diversi: una parte dei soldi viene dal PNRR, un’altra parte dal cosiddetto fondo complementare, cioè una quota di soldi garantiti dall’Italia per completare i finanziamenti europei, un’altra ancora dal contratto di programma tra RFI e ministero, ovvero i fondi che il governo dà a RFI per costruire nuove linee o migliorare quelle esistenti. Le discussioni sono state innescate dallo spostamento di soldi da un fondo all’altro.

Il governo aveva inserito nel PNRR 1,8 miliardi di euro per costruire il lotto 1a, i 35 chilometri da Battipaglia a Romagnano al Monte. Nell’ultima revisione del piano proposta dal governo e approvata dall’Unione Europea il finanziamento è stato ridotto di un miliardo: il PNRR servirà quindi solo per costruire 14,7 chilometri dei 35 previsti.

Come ha spiegato la Corte dei Conti in un documento pubblicato il 28 luglio, il ministero dei Trasporti ha spostato quei fondi per via di «criticità riconducibili a eventi imprevisti e imprevedibili di natura geologica». Al ritmo attuale infatti sarebbe impossibile finire il cantiere entro la fine del 2026 e quindi rispettare le scadenze del PNRR. Dei fondi europei per l’alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria rimangono così solo 842 milioni di euro. Il miliardo mancante verrà garantito dal contratto di programma tra ministero e RFI.

I soldi per i lotti 1b e 1c, oltre che quelli per il lotto 2 da Praia a Mare a Paola, sono invece compresi nel fondo complementare. In tutto sono 9,4 miliardi di euro. A questi 9,2 miliardi si aggiungono altri 767 milioni previsti da fondi nazionali. Questi 10 miliardi di euro, tuttavia, non bastano per finire i primi due lotti dell’alta velocità. Secondo il contratto di programma di RFI e ministero diffuso lo scorso anno, il costo totale è di 17,48 miliardi di euro: ne mancano quindi circa 7.

Non si sa ancora nulla invece dei progetti e dei fondi per tutti gli altri lotti, cioè per le tratte che vanno da Paola a Reggio Calabria, tra le altre cose le più complesse da costruire perché buona parte in galleria. Sempre nel contratto di programma si stimano costi per 12,86 miliardi di euro.

Come ha calcolato il Sole 24 Ore analizzando tutti i documenti, servirebbero in totale altri 17,2 miliardi di euro, oltre ai 12 già stanziati, per completare tutta la linea ad alta velocità. Due giorni fa il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha assicurato che i soldi saranno trovati, senza però dire come.