È un’estate di code per salire sugli autobus, sul lago di Como
Per tre mesi la linea ferroviaria tra Lecco e Tirano, sempre affollatissima di turisti, è chiusa per lavori in vista delle Olimpiadi del 2026

Bastano cinque minuti tra le 8:55 e le 9 di un lunedì mattina estivo perché il piazzale della stazione di Lecco, capoluogo lombardo sul lago di Como, si riempia di turisti. Usciti dalla stazione, si dirigono verso cinque autobus fermi nel piazzale e vengono fatti mettere in fila da tre dipendenti di Trenord, la società che gestisce il trasporto ferroviario della zona. La coda che si forma è così lunga che si estende per tutto il perimetro dell’area. Prima che l’ultima persona in fila salga a bordo passa circa un’ora: nel frattempo però è arrivato un altro treno da Milano con altri turisti, e così la lunga coda si forma di nuovo. Succede più o meno ogni ora fino al pomeriggio, per tutta l’estate.
È dalla metà di giugno che a Lecco e in altri paesi del lago si vedono scene simili, spesso caotiche e in alcuni casi con qualche episodio di tensione e violenza. Migliaia di visitatori italiani e stranieri arrivano ogni giorno con il treno da Milano per raggiungere le località più note del cosiddetto “ramo” orientale del lago di Como, cioè il lato che viene appunto chiamato lago di Lecco (il lago di Como ha una biforcazione che lo divide in due parti, come si vede nella mappa qui sotto). Chi arriva a Lecco in treno è costretto a proseguire in autobus perché dal 14 giugno al 14 settembre è stato sospeso per lavori il trasporto ferroviario tra Lecco e Tirano, comune di 9mila abitanti in Valtellina: è la tratta che permette di raggiungere alcune tra le mete turistiche più note sul lago, come Varenna.
Varenna è un buon esempio delle difficoltà nel gestire il sovraffollamento turistico sul lago di Como, e soprattutto di come siano peggiorate le cose con la recente interruzione della ferrovia. Negli ultimi anni è diventata una meta turistica sempre più ambita, ma è un paese di soli 700 abitanti e le strutture sono poche per gestire i flussi di persone che arrivano: per dare un’idea della sproporzione, dal 18 al 22 aprile scorsi, durante le vacanze di Pasqua, a Varenna sono arrivati più di 57mila turisti (i dati sono di Confcommercio Lecco). Di recente il sindaco è arrivato a proporre l’introduzione di una tassa di sbarco, un’imposta di soggiorno che normalmente è prevista nei Comuni con sede nelle isole minori.
Oltre che per i suoi pochi e piuttosto angusti accessi al lago, Varenna – a cui molte persone accedono prima o dopo aver visitato Bellagio, cui è collegata da un traghetto – è una rilevante meta turistica grazie a Villa Monastero. Oltre ad ospitare un giardino botanico e una casa museo, la villa permette di avere vedute (e fare fotografie) particolarmente d’effetto sul Lago. Nel 2024 è stata visitata da oltre 360mila persone, il 75 per cento provenienti dall’estero.

Varenna vista dal lago (Micah Albert/Redux/contrasto)
C’erano state difficoltà anche l’estate scorsa, con migliaia di visitatori ammassati sui binari in attesa del treno per Milano, troppi per stare tutti sulle banchine, che nella stazione di Varenna sono particolarmente strette. Quest’anno sta andando anche peggio per la sospensione del trasporto ferroviario. A deciderla è stata Rfi, Rete ferroviaria italiana, la società che gestisce le infrastrutture ferroviarie in tutto il paese: serve a realizzare alcuni interventi di potenziamento della linea in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. I lavori riguardano poco meno di 140 chilometri di binari: 105 tra Lecco e Tirano e una trentina tra Colico e Chiavenna.
Rfi vuole rimuovere dodici passaggi a livello in Valtellina, fare quattro sottopassi, e in generale migliorare la viabilità ferroviaria e l’accessibilità di cinque stazioni e quattro fermate. Sono stati investiti 57 milioni di euro. Non sono previsti invece interventi significativi sulla disposizione dei binari, sugli incroci ferroviari o sui sistemi tecnologici per rendere più agevole il traffico (con l’eccezione di alcuni sistemi radar e laser per rilevare gli ostacoli che dovrebbero essere installati).
È difficile stimare quale sarà l’impatto delle Olimpiadi sulla ferrovia, perché non è direttamente collegata a posti in cui si svolgono le gare: va però nella direzione di alcune sedi di gara, come Bormio, Livigno (in Lombardia) e altre in Trentino.
Le province da cui passa la ferrovia sono quelle di Lecco e Sondrio, da cui ogni giorno partono migliaia di pendolari per andare a Milano. Non è la prima volta che d’estate viene chiusa per lavori di manutenzione: era già successo sia nel 2024 che nel 2023. «L’organizzazione di quest’anno è decisamente più caotica», dice uno studente universitario residente a Morbegno mentre aspetta l’autobus che da Lecco, dove è arrivato in treno, lo riporterà a casa. Il problema è che negli scorsi anni l’interruzione della linea era limitata alla Valtellina: quest’anno invece riguarda anche tutti i paesi del lago più frequentati dai turisti.
Trenord è stata incaricata di gestire il servizio di autobus sostitutivi diretti su per il lago e in Valtellina. La stazione di Lecco, dopo una prova generale a fine maggio risultata fallimentare per via dei ritardi e dell’affollamento eccessivo, è stata divisa in due capolinea separati: uno per i turisti, nel piazzale della stazione, e uno, decisamente più tranquillo, riservato ai pendolari diretti verso Tirano, alle spalle della stazione. Naturalmente la calca è più evidente sul piazzale della stazione. Da qui ogni ora partono cinque autobus: uno ogni quarto d’ora per Colico, con fermate nei paesi lungo il lago, e uno all’ora diretto solo a Varenna.

La lunga coda di turisti sul piazzale della stazione di Lecco (il Post)
Ci sono circa 70 autobus in servizio e possono trasportare tra i 50 e i 60 passeggeri ciascuno, ma per molti turisti sono insufficienti. «Sapevamo che la situazione sarebbe stata complessa, ma speravamo ci fossero più autobus», dice Lewis Grant, un turista britannico di Birmingham diretto a Bellagio, che raggiungerà in battello dopo aver visitato Varenna. Trenord dice che è molto difficile trovare autobus e autisti.
Trattandosi di autobus, peraltro, gli orari non sono sempre rispettati, soprattutto nei weekend, a causa dell’intenso traffico che si forma lungo la strada provinciale 72, tutta curve e strettoie, che da Lecco risale il lago e che già normalmente d’estate è molto congestionata. È capitato quindi che alcuni autobus arrivassero in ritardo e che altri invece partissero in anticipo, lasciando per strada i viaggiatori.
Questa organizzazione caotica ha generato diversi momenti di tensione soprattutto nei primi giorni di servizio sostitutivo. Il più significativo è avvenuto addirittura nel weekend precedente all’inizio del servizio, quando si stava solo facendo una prova: un gruppo di ragazzi alla fermata di Abbadia Lariana ha tirato sassi contro i pullman, che non si fermavano perché troppo pieni. Per evitare situazioni simili Trenord ha messo più personale a gestire le code.
Il servizio ora funziona meglio, specialmente in settimana, e i turisti sono spesso a conoscenza dei disagi: «Arriviamo da Dallas e ci siamo informati su un gruppo Facebook dove gli americani postano informazioni sul lago di Como», dice un turista statunitense, Jim Ghormley. «Ci hanno consigliato di metterci in testa al treno a Milano per essere tra i primi in coda una volta arrivati a Lecco».
I problemi più seri comunque si sono avuti soprattutto nel tardo pomeriggio, e soprattutto nel servizio di autobus sostitutivo che collega Varenna a Lecco. Gli autobus infatti non partono proprio da Varenna ma da un parcheggio del comune limitrofo di Perledo, che non è facile da trovare per chi non è del posto. Già a partire dal tardo pomeriggio tra Varenna e Perledo si vedono gruppetti di persone correre lungo il marciapiede e verso il parcheggio, che è uno spiazzo collocato a lato della strada provinciale dove si formano code difficili da smaltire.

Il parcheggio da cui partono gli autobus a Perledo, e verso cui corrono le persone (Il Post)
L’ultimo autobus sostitutivo parte alle 22:06, ma i dipendenti dell’Infopoint di Varenna consigliano di provare a mettersi in coda verso le 17 per essere sicuri di partire: si è già verificato infatti un episodio in cui alcuni turisti hanno raggiunto il punto di partenza degli autobus per l’ultima corsa e non sono riusciti a trovare posto a bordo, restando così a piedi a Perledo a tarda sera.
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