• Mondo
  • Lunedì 5 maggio 2025

Il paese europeo più colpito dall’influenza aviaria

È la Polonia, in cui il settore dell'allevamento di polli è gigantesco ma anche piuttosto fragile

(Ap Photo)
(Ap Photo)
Caricamento player

Dall’inizio dell’anno in Polonia sono stati abbattuti 11,5 milioni di polli da allevamento, di cui 7,5 milioni erano stati contagiati con il virus dell’influenza aviaria e 4 milioni sono stati abbattuti in via precauzionale. Sono numeri che raccontano sia quanto sia grande questo settore in Polonia – oggi è uno dei più grandi in Europa – sia di quanto sia vulnerabile agli scombussolamenti esterni.

L’attuale epidemia di aviaria, legata principalmente alla diffusione del virus H5N1, si è diffusa a partire dal 2023 e sta causando enormi problemi all’industria del pollame di mezzo mondo, soprattutto negli Stati Uniti, dove ha generato una grave crisi delle uova e spinto gli allevatori ad abbattere oltre 90 milioni di esemplari. Almeno 79 dei 202 focolai europei in allevamento sono stati registrati qui, secondo i dati del governo polacco, il numero di infezioni più alto nell’Unione Europea.

È anche una questione di quantità: la Polonia è il principale produttore di carne di pollo dell’Unione. Secondo i dati dell’Osservatorio sulla complessità economica, un portale che raccoglie dati sul commercio internazionale, nel 2023 ha esportato carne di pollo per un valore di 4 miliardi di dollari (circa 3,5 miliardi di euro), dato che lo ha reso il terzo paese esportatore al mondo.

La carne di pollo polacca arriva perlopiù in Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi. Nel 2024 i numeri dell’industria del pollame sono aumentati ulteriormente, grazie a costi di produzione competitivi rispetto agli altri paesi europei e a un generale aumento della domanda (la carne di pollo è più sana, economica e percepita come meno inquinante di quella di manzo o di maiale).

Il successo del settore avicolo polacco ha a che fare con vari fattori. Prima di tutto il fatto che si basa su grossi allevamenti intensivi, che tengono in scarsa considerazione la salute animale ma al contempo sono molto convenienti per la produzione su larga scala.

Negli ultimi anni la Polonia ha anche investito molto nella tecnologia, acquistando macchinari soprattutto dai Paesi Bassi, altamente specializzati nella produzione di incubatori (cioè i luoghi dove vengono poste le uova per favorire la schiusa), ma anche nelle macchine per la classificazione e la selezione delle uova e per il macello. Negli anni il governo polacco ha anche offerto sussidi agli allevatori di polli e promosso la propria industria stringendo accordi commerciali con altri paesi per favorire le esportazioni anche al di fuori dell’Unione Europea (è accaduto di recente con le Filippine).

Tuttavia sono proprio le dimensioni del settore e il modo in cui sono costruiti i suoi allevamenti intensivi a rendere il paese particolarmente vulnerabile alla diffusione di epidemie. Come ha sintetizzato lo zoologo polacco Krzysztof Jażdżewski, «i pollai sono costruiti uno sopra l’altro», migliaia di polli vivono in spazi stretti e tutti attaccati, e questo crea inevitabilmente le condizioni più favorevoli alla diffusione del virus. I grossi allevamenti inoltre si concentrano principalmente in due dei sedici voivodati, cioè regioni, che compongono la Polonia: quello della Grande Polonia, a ovest, e della Masovia, a est. La concentrazione di allevamenti agevola il passaggio anche da un allevamento all’altro.

La Polonia non è l’unico paese europeo in cui l’allevamento dei polli avviene in modo intensivo, ma la centralità che ricopre nella sua economia e il fatto che la carne di pollo polacca venga poi spedita in vari altri paesi europei hanno spinto le istituzioni europee a dedicare particolare attenzione ai focolai polacchi degli ultimi mesi.

Ad aprile di quest’anno la Commissione ha chiesto alle autorità polacche di mettere insieme un piano per contrastare la diffusione del virus, che è stato infine elaborato dalle associazioni di categoria. Il piano prevede una serie di misure tra cui operazioni regolari di monitoraggio dei pollai, disinfezione e contenimento – quindi abbattimenti – ma non prevede nessuna interruzione della produzione e delle esportazioni.

– Leggi anche: La criticata proposta di Robert Kennedy Jr. per contenere l’aviaria