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  • Lunedì 9 settembre 2024

Dieci momenti memorabili dell’Italia alle Paralimpiadi

I tre record del mondo consecutivi di Rigivan Ganeshamoorthy, una caduta rocambolesca e naturalmente le imprese nel nuoto

Carlotta Gilli, 23 anni, ha vinto 5 medaglie a Parigi, due delle quali d'oro (Adam Pretty/Getty Images)
Carlotta Gilli, 23 anni, ha vinto 5 medaglie a Parigi, due delle quali d'oro (Adam Pretty/Getty Images)
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Domenica sera con la cerimonia di chiusura sono finite le Paralimpiadi di Parigi del 2024, un’edizione molto seguita e spettacolare nella quale l’Italia ha vinto 71 medaglie, 24 delle quali d’oro: un record, se si escludono quelle di Roma 1960, quando l’Italia ne vinse 80 ma parteciparono solamente 21 paesi. Ci sono quindi molti momenti potenzialmente importanti per le atlete e gli atleti italiani di vari sport e discipline, a cominciare dal nuoto, che ha portato all’Italia più della metà delle medaglie: 37 su 71. Alcune cose però verranno probabilmente ricordate più di altre.

La rimonta di Simone Barlaam nella staffetta mista
Tra gli atleti più attesi dell’eccezionale squadra paralimpica italiana del nuoto c’era il ventiquattrenne Simone Barlaam, che a questi Giochi si è confermato uno dei migliori nuotatori paralimpici al mondo: ha vinto una medaglia d’argento e tre d’oro. L’ultima di queste l’ha vinta nella gara che ha chiuso gli eventi nel nuoto, la staffetta mista 4×100 stile libero -34, in cui cioè la somma delle categorie di disabilità dei quattro nuotatori della staffetta non deve superare i 34 punti. Barlaam ha nuotato l’ultima frazione, dopo Stefano Raimondi, Giulia Terzi e Xenia Francesca Palazzo, rimontando dal quarto al primo posto con 100 metri velocissimi e contribuendo in modo decisivo non solo a far vincere l’oro all’Italia, ma anche a battere il record del mondo (che già deteneva), con 4 minuti, 51 secondi e 19 centesimi.

Simone Barlaam esulta dopo la vittoria dell’Italia nella staffetta mista 4×100 metri stile libero -34 (Adam Pretty/Getty Images)

I tre record del mondo consecutivi di Rigivan Ganeshamoorthy
In questi giorni il venticinquenne Rigivan Ganeshamoorthy ha attirato molte attenzioni e simpatie soprattutto sui social network per via delle sue interviste sorridenti e spontanee; prima di tutto questo però aveva soprattutto compiuto un’impresa sportiva decisamente notevole, vincendo la medaglia d’oro nel lancio del disco categoria F52, in cui gareggiano atleti in carrozzina con capacità di movimento molto ridotte del tronco, delle gambe e delle mani (e in misura minore delle braccia).

Ganeshamoorthy non aveva solo vinto in modo molto netto, con una misura di 27,06 metri, circa 6 metri e mezzo in più rispetto al secondo classificato, ma aveva anche migliorato per tre volte il record del mondo della specialità. Nel lancio del disco F52 ogni atleta ha a disposizione sei lanci e li effettua tutti uno dopo l’altro, consecutivamente, per evitare troppi spostamenti degli atleti dalla carrozzina alla postazione di lancio. Tra il secondo e il quarto lancio, in pochi minuti, Ganeshamoorthy ha fatto prima 25,48 metri, poi 25,80 e infine 27,06 metri. Queste Paralimpiadi erano peraltro solo la sua terza gara internazionale nel lancio del disco.

Il perfect score di Elisabetta Mijno e Stefano Travisani nel 2° set della finale di tiro con l’arco a squadre
L’Italia ha vinto la medaglia d’oro nel torneo di tiro con l’arco a squadre, specialità arco ricurvo (lo stesso usato pure alle Olimpiadi), con Elisabetta Mijno e Stefano Travisani. I due hanno sostanzialmente dominato contro tutte e tre le coppie affrontate: Indonesia, India e, in finale, Turchia (partivano dai quarti di finale perché erano stati i migliori nelle qualificazioni).

Le gare a squadre si giocano al meglio dei cinque set e per ogni set si tirano quattro frecce per squadra, quindi due a testa. Nel secondo set della finale contro la Turchia Mijno e Travisani sono stati particolarmente precisi e hanno totalizzato il cosiddetto perfect score, centrando per quattro volte su quattro il centro del bersaglio, che vale 10.

L’ultima freccia di Mijno, quella con cui lei e Travisani hanno vinto l’oro

– Leggi anche: Il tiro con l’arco, primo sport paralimpico di sempre

Lo strano arrivo dei 100 metri T63 femminili, con l’oro di Martina Caironi
Nell’atletica leggera italiana c’erano grandi attese per i 100 metri femminili T63, in cui gareggiano le atlete con disabilità alle gambe o le cui gambe sono state amputate sopra il ginocchio, perché alle ultime Paralimpiadi e agli ultimi Mondiali le medaglie erano sempre state assegnate alle stesse tre atlete, nello stesso ordine: oro Ambra Sabatini, argento Martina Caironi, bronzo Monica Contrafatto. Sembrava potesse andare così anche sabato 7 settembre, e invece a dieci metri dall’arrivo Sabatini, primatista mondiale, è caduta, ostacolando peraltro anche Contrafatto.

Alla fine ha vinto Caironi, tra le migliori atlete italiane di sempre, diventata così per la terza volta campionessa paralimpica sui 100 metri T63 alla sua ultima gara prima del ritiro. Contrafatto invece è arrivata terza in maniera abbastanza rocambolesca, superando il traguardo in caduta. Sabatini non ha ottenuto medaglie, ma delle tre velociste è nettamente la più giovane (ha 22 anni) e quasi sicuramente avrà altre occasioni per riprendersi il titolo.

La foto dell’arrivo che probabilmente avrete visto in questi giorni (David Ramos/Getty Images)

Le medaglie di Stefano Raimondi e Carlotta Gilli
L’Italia ha confermato in queste Paralimpiadi di essere una delle migliori nazionali al mondo nel nuoto, arrivando terza nel medagliere dietro solamente a Cina e Gran Bretagna e vincendo ben 16 medaglie d’oro. Sei di queste sono state vinte dai soli Stefano Raimondi e Carlotta Gilli, due dei nuotatori di maggior rilievo della delegazione italiana. Raimondi, 26 anni, ha vinto l’oro nei 100 metri stile libero e farfalla nella categoria S10, nei 100 metri rana nella categoria SB9 e poi ha vinto pure i 200 metri misti e la staffetta 4×100. Nell’unica gara in cui non ha vinto, i 100 dorso, ha preso l’argento. Gilli ha 23 anni e dopo le cinque medaglie totali di Tokyo ne ha vinte altre 5 a Parigi, delle quali due d’oro, nei 100 metri farfalla S13 e nei 200 metri misti SM13 (il “13” indica la categoria per atlete con disabilità visive in cui gareggia Gilli).

Lanci molto lunghi, di Assunta Legnante e Oney Tapia
Nell’atletica leggera le soddisfazioni migliori per l’Italia sono arrivate dai lanci. Oltre all’oro di Ganeshamoorthy, Assunta Legnante ha vinto un argento nel lancio del disco e un oro nel getto del peso, mentre Oney Tapia ha vinto l’oro nel lancio del disco. Legnante ha 46 anni, Tapia 48 ed entrambi gareggiano nelle categorie per atlete e atleti con disabilità visive (sono tutti e due ciechi).

Hanno vinto le loro gare con discreto margine sui secondi e anche loro sono diventati famosi non solo per quanto fatto a livello sportivo. Legnante è una delle atlete italiane più note degli ultimi decenni, non solo paralimpiche, ed è famosa anche per la scelta eccentrica delle mascherine che indossa per coprire gli occhi durante le gare (tutte le atlete con disabilità visive ne indossano una, ma spesso sono semplici mascherine nere e piuttosto anonime): per la finale del getto del peso di Parigi Legnante ne ha scelta una con gli occhi della Gioconda di Leonardo. A Oney Tapia invece piace molto cantare, quando può, anche in pubblico: e durante l’intervista dopo la gara con l’inviata della Rai, Elisabetta Caporale, ha cantato per più di un minuto Io vagabondo dei Nomadi in un’intervista strana ma molto divertente.

Assunta Legnante, 46 anni, è considerata la miglior lanciatrice cieca di sempre (Ezra Shaw/Getty Images)

La prima sconfitta di Bebe Vio Grandis, che comunque ha vinto due medaglie
Beatrice Vio Grandis, detta Bebe, è l’atleta paralimpica più nota in Italia ma anche tra le più note al mondo, sia per le sue prestazioni sportive che per il suo carisma, che l’hanno resa una delle atlete più influenti degli ultimi dieci anni. Nel fioretto individuale finora aveva sempre vinto la medaglia d’oro alle Paralimpiadi, a Rio de Janeiro e a Tokyo. Quest’anno ha perso in semifinale contro la cinese Rong Xiao, ma ha poi vinto la finale per il bronzo con il punteggio di 15 a 2. Nel fioretto a squadre ha vinto un’altra medaglia di bronzo, la sesta medaglia totale per lei alle Paralimpiadi (su sei gare a cui ha partecipato). «Non è l’oro che tutti si aspettavano ma io sono felice, non è tutto regalato, è bellissimo», ha detto dopo la finale per il bronzo individuale.

Un altro perfect score, quello nella pistola di Davide Franceschetti
Tra le 71 medaglie italiane è stata raccontata forse meno quella di Davide Franceschetti, che ha vinto il bronzo nella pistola da 50 metri categoria misto SH1, in cui gareggiano atleti con varie disabilità alle braccia, alle gambe e al tronco. Franceschetti ha 33 anni ed è nato con la spina bifida, una malformazione congenita provocata da un difetto nello sviluppo della colonna vertebrale e del midollo spinale; ha raccontato che il tiro a segno lo ha aiutato ad affrontare la depressione. Nella finale della pistola da 50 metri è stato l’unico tiratore a fare il punteggio massimo con un colpo, cioè 10,9 (nella pistola ci sono anche i decimali di punto).

Le due medaglie d’oro nel tennistavolo
A Parigi l’Italia ha vinto anche due medaglie d’oro nel tennistavolo, o ping pong, uno sport molto divertente da guardare soprattutto alle Paralimpiadi, perché vengono usate tecniche e strumenti molto diversi tra loro a seconda delle categorie. I due ori sono stati entrambi eccezionali per ragioni diverse: uno l’ha vinto Matteo Parenzan a soli 21 anni nella classe 6, che comprende atleti che gareggiano in piedi e con mobilità e capacità di imprimere forza un po’ ridotte; l’altro è stato vinto un po’ inaspettatamente da Giada Rossi, che nella classe 1-2 per atlete in carrozzina con disabilità al torso e alle gambe era tra le atlete migliori del torneo, e che in finale ha battuto per 3 set a 0 la cinese Jing Liu, favoritissima dopo aver vinto la medaglia d’oro paralimpica in questa categoria ininterrottamente dal 2008 al 2021.

L’ultima gara di Francesca Porcellato
Nel giorno del suo cinquantaquattresimo compleanno Francesca Porcellato ha gareggiato per l’ultima volta alle Paralimpiadi: è arrivata quarta nella prova in linea di ciclismo categorie H1-H4, che raggruppano tutte le cicliste paraplegiche o con gravi problemi agli arti e prevedono quindi l’uso di una handbike, o handcycle. È stato comunque un risultato notevole perché gareggiava anche contro atlete con disabilità meno impattanti della sua e perché aveva dovuto rimontare dopo un piccolo incidente all’inizio della gara.

Porcellato è una delle atlete più longeve, versatili e vincenti della storia dello sport italiano: ha partecipato a 12 Paralimpiadi diverse (9 estive e 3 invernali), vincendo 14 medaglie in 3 sport diversi: nuoto, atletica leggera e ciclismo. Ha detto che quella dello scorso venerdì 6 settembre è stata la sua ultima gara con l’Italia.

– Leggi anche: Le tante vite sportive di Francesca Porcellato