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  • Martedì 12 marzo 2024

Il primo ministro di Haiti Ariel Henry si dimetterà

Per i violenti scontri degli ultimi giorni con i gruppi armati nella capitale, che chiedono le sue dimissioni: se ne andrà dopo la creazione di un consiglio di transizione

Ariel Henry, al centro (AP Photo/Andrew Kasuku)
Ariel Henry, al centro (AP Photo/Andrew Kasuku)
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Ariel Henry, primo ministro e presidente di Haiti dal 2021, ha annunciato che si dimetterà. Da più di una settimana i gruppi armati criminali che da tempo controllano grosse parti della capitale Port-au-Prince hanno compiuto una serie di attacchi particolarmente intensi contro le stazioni di polizia, le prigioni e le sedi delle istituzioni, chiedendone le dimissioni. Henry avrebbe dovuto organizzare nuove elezioni entro il 7 febbraio ma non lo aveva fatto, sostenendo la necessità di ripristinare prima la stabilità nel paese.

Henry ha annunciato le dimissioni martedì mattina con un messaggio video pubblicato sui social, durante un incontro della Comunità dei Caraibi (CARICOM), un’organizzazione internazionale che include vari stati della zona e si era riunita per discutere la situazione di Haiti. L’annuncio era stato anticipato dal presidente della CARICOM, che aveva detto che verrà creato un consiglio per la transizione presidenziale che dovrà organizzare le nuove elezioni, composto da 2 osservatori e 7 membri, fra cui rappresentanti di vari partiti, della società civile, del settore privato e un leader religioso.

Henry era diventato presidente e primo ministro nel luglio 2021, dopo l’assassinio del presidente Jovenel Moïse. Il 7 luglio 2021 Moïse fu assassinato da un gruppo di persone che fecero irruzione nella sua residenza, in circostanze sospette e ancora non chiare, ma che in seguito si è ipotizzato possano coinvolgere anche persone vicine a Henry.

Haiti – piccolo stato dei Caraibi che si trova sull’isola di Hispaniola, non lontano da Cuba – è uno dei paesi più poveri al mondo ed è da tempo alle prese con una gravissima crisi politica, sociale ed economica. Questa situazione si è aggravata negli ultimi anni a causa della presenza di decine di bande criminali che hanno sfruttato anni di alleanze e legami con i politici haitiani per accrescere il loro potere.

Non a caso, gli scontri con la polizia sono iniziati quando è stato reso noto che, mentre era in visita in Kenya, Henry aveva firmato un accordo per una missione di sicurezza sostenuta dall’ONU che prevede l’invio di circa mille agenti di polizia dal paese africano ad Haiti, proprio per contrastare le bande criminali.

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