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  • Domenica 2 luglio 2023

Nelle isole Orcadi si discute se lasciare il Regno Unito

Nelle remote isole scozzesi si parla di nuovo di avere un maggior grado di autonomia, ma stavolta anche di unirsi alla Norvegia

(Hinrich Baesemann via ANSA)
(Hinrich Baesemann via ANSA)
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Martedì prossimo nelle Isole Orcadi, un arcipelago nell’estremo nord della Scozia noto soprattutto per i suoi paesaggi naturali, il governo locale inizierà a discutere una mozione per valutare “forme alternative di governo”: cioè, in altre parole, per decidere se chiedere maggiore autonomia al Regno Unito oppure, come soluzione estrema, valutare se unirsi alla Norvegia, distante alcune centinaia di chilometri.

La mozione ha un valore esplorativo: non servirà a decidere concretamente qualcosa, o a chiedere una qualche forma di autonomia o indipendenza al governo centrale britannico, quanto piuttosto a studiare modelli di luoghi che si governano con un maggior grado di autonomia, pur mantenendo legami con un determinato stato, per eventualmente farli propri in futuro.

Le opzioni che la mozione prenderà in considerazione sono diverse: James Stockan, il leader del Consiglio delle Isole Orcadi, l’autorità locale dell’arcipelego, ha parlato delle Isole Faroe, arcipelago autonomo che fa parte del regno di Danimarca e che ha un suo primo ministro, ma anche delle Dipendenze della Corona britannica, le amministrazioni autonome di luoghi come le Isole del Canale e l’Isola di Man.

In questo caso parliamo di territori che non fanno parte del Regno Unito ma che non sono nemmeno stati sovrani, e di cui il Regno Unito è considerato «responsabile» in alcuni ambiti, come la difesa e le relazioni internazionali, e più in generale sulla condotta del loro governo. Le Dipendenze della Corona britannica hanno infatti un proprio governo, dei propri tribunali e non fanno nemmeno parte del Commonwealth, l’organizzazione politica composta in tutto da 56 stati sovrani e indipendenti, formalmente «liberi e uguali», la maggior parte dei quali erano territori di quello che fu l’Impero britannico.

Un’altra ipotesi è che le Orcadi assumano uno status più autonomo e diventino formalmente parte di stati diversi dal Regno Unito, come la Norvegia, l’Islanda o la Danimarca.

Le ragioni per cui le Isole Orcadi stanno valutando di acquisire una maggior autonomia e forse anche di lasciare il Regno Unito sembrano essere soprattutto economiche. Stockan ha detto che l’arcipelago non riceve sufficienti finanziamenti né dalla Scozia né dal governo britannico per far fronte a tutte le proprie necessità, nonostante i vantaggi che rappresenta per entrambi gestendo il terminale di lavorazione del petrolio greggio che si trova nel suo territorio.

Per quanto riguarda la Scozia Stockan ha detto che altri territori che ne fanno parte, come le isole Shetland o le Ebridi Esterne, ricevono finanziamenti molto più ingenti per singolo abitante per poter gestire i propri servizi: «noi non possiamo andare avanti così», ha detto. Stockan ha citato per esempio la necessità di rinnovare una flotta di traghetti e il fatto che diversamente da altri territori le Orcadi non ricevono la Road Equivalent Tariff (RET), un sistema di copertura di tariffe e spese relative ai trasporti di cui godono alcuni territori, tra cui proprio le Ebridi.

È da tempo che nelle Orcadi si discute di guadagnare una maggior autonomia politica e amministrativa: una valutazione di questo tipo venne fatta ad esempio nel 2017, in quel caso prendendo in considerazione anche un’indipendenza piena. L’idea però non ricevette sufficiente sostegno.

Anche per questo verosimilmente il Consiglio locale parla della mozione di prossima discussione con molta cautela: Stockan ha detto che ora il Consiglio valuterà «se appoggiare o meno questa mozione e da lì ci prenderemo il tempo necessario», senza prendere decisioni affrettate, «esaminando tutte le implicazioni pratiche».

Le Isole Orcadi hanno legami molto radicati con paesi come la Danimarca e la Norvegia: prima di diventare parte della Scozia, nel 1472, questo arcipelago era stato per moltissimo tempo sotto il controllo norvegese e danese. Le Orcadi furono usate come garanzia per la dote di Margherita di Danimarca, quando nel 1469 sposò il re di Scozia Giacomo III (la Scozia è diventata un territorio del Regno Unito nel 1707): in seguito al mancato pagamento della dote promessa al re dalla famiglia di Margherita, nel 1472 il parlamento scozzese decretò l’assorbimento della contea delle Orcadi nel Regno di Scozia.

Parlando della mozione di prossima discussione, Stockan ha detto: «per strada, nelle Orcadi, alcune persone vengono a chiedermi quando restituiremo la dote, quando cioè torneremo a fare parte della Norvegia».