La partecipazione di Elly Schlein alla manifestazione del M5S ha avuto conseguenze

È stata criticata da importanti esponenti del partito e Alessio D'Amato si è dimesso dall'Assemblea nazionale

Schlein e Conte durante la manifestazione
(ANSA/FABIO FRUSTACI)
Schlein e Conte durante la manifestazione (ANSA/FABIO FRUSTACI)

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è stata criticata da un pezzo del suo partito per aver partecipato sabato a una manifestazione “contro la precarietà sul lavoro” organizzata dal Movimento 5 Stelle a Roma. Dopo la manifestazione ci sono state diverse dichiarazioni pubbliche di importanti esponenti del PD contro Schlein, e Alessio D’Amato, ex assessore alla Sanità del Lazio e candidato sconfitto alla presidenza della regione alle ultime elezioni, si è dimesso per questa ragione dall’assemblea nazionale del PD – una sorta di parlamento interno al partito – in aperta polemica con la segretaria.

La partecipazione di Schlein alla manifestazione ha fatto emergere in modo pubblico e concreto una divisione interna che esiste da anni nel PD, ma che non si era ancora manifestata in questo modo durante la segreteria di Schlein, cominciata lo scorso marzo: quella tra favorevoli e contrari a proseguire e rafforzare l’alleanza con il M5S (Schlein è notoriamente tra i favorevoli). Nel pomeriggio di lunedì si terrà la direzione nazionale del PD, una specie di organo consultivo del partito composto da 120 membri che è il luogo di discussione e approvazione di scelte più ampie di programma e politica: la riunione solitamente è pubblica, perciò non è raro che ci siano discorsi duri e pensati per attirare l’attenzione di chi guarda, e ci si aspetta che in quella sede la divisione sul Movimento 5 Stelle possa emergere ancora più chiaramente.

Le polemiche degli ultimi giorni non hanno riguardato tanto i temi della manifestazione, come il sostegno al reddito di cittadinanza o l’introduzione di un salario minimo per i lavoratori, su cui nessuno nel PD ha avuto da ridire, quanto piuttosto una serie di altre discussioni che sono state sollevate in alcuni interventi durante l’evento: uno dei più sostanziali riguarda per esempio la contrarietà del Movimento 5 Stelle all’invio di armi in Ucraina, su cui invece il PD in parlamento ha sempre votato a favore, nonostante alcune posizioni più scettiche espresse talvolta da Schlein.

Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa a capo di una delle correnti più importanti del PD, che aveva sostenuto alle primarie il candidato sconfitto Stefano Bonaccini, ha detto: «Non posso non rimarcare la mia distanza siderale da ciò che è stato detto sulla guerra di Putin all’Ucraina. Il PD è dalla parte dell’Ucraina, della sua lotta per la libertà e per la sovranità del suo popolo». Altre opinioni simili sono state espresse per esempio dall’ex capogruppo del PD al Senato Simona Malpezzi, sostituita a fine marzo da Schlein in quel ruolo con Francesco Boccia, e dalla vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che ha commentato: «La mia posizione sull’Ucraina è agli antipodi di quella rappresentata dal M5S in piazza».

D’Amato invece ha motivato le sue dimissioni citando alcune dichiarazioni fatte durante la manifestazione dal fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, che sono state ampiamente riprese dai media nel fine settimana e molto criticate da più parti. In uno dei suoi tipici discorsi molto concitati, dal palco che era stato allestito per l’evento Grillo aveva invitato le persone presenti a fare gesti di cittadinanza attiva paragonandoli ad azioni eversive, e usando in questo paragone una metafora con le brigate rosse che è stata poi molto criticata: «Fate le brigate di cittadinanza, mettetevi il passamontagna e di notte, senza farvi vedere, fate i lavoretti, sistemate i marciapiedi. Reagite». Annunciando le dimissioni D’Amato ha proprio scritto «Brigate e passamontagna anche No», aggiungendo poi che secondo lui «è stato un errore politico partecipare alla manifestazione dei 5S».