Le immagini fatte con l’intelligenza artificiale possono competere nei concorsi di foto?

Secondo il fotografo Boris Eldagsen, che ha vinto i Sony World Photography Awards con un'immagine fatta così, la risposta è no

(Dal profilo di Boris Eldagsen su Instagram)
(Dal profilo di Boris Eldagsen su Instagram)

La settimana scorsa sono stati annunciati i vincitori dei Sony World Photography Awards (SWPA), uno dei più importanti concorsi annuali di fotografia al mondo. Nella categoria “Open – Creative” – dedicata a singole immagini realizzate sia da fotografi professionisti che da semplici dilettanti, appassionati o artisti – ha vinto una fotografia in bianco e nero intitolata “PSEUDOMNESIA | The Electrician”, presentata dal fotografo tedesco Boris Eldagsen. La giuria l’ha definita «un inquietante ritratto in bianco e nero di due donne che richiama il linguaggio visivo dei ritratti di famiglia degli anni Quaranta».

La vittoria di Eldagsen ha però ha suscitato un dibattito, sia sulla stampa che sui social network, perché la fotografia non è stata effettivamente scattata dal fotografo con una macchina fotografica, ma generata con Stable Diffusion, una delle più avanzate tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, che crea immagini a partire da un comando scritto da un essere umano.

 

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Da quando qualche mese fa sono state rese disponibili al pubblico varie piattaforme basate su intelligenze artificiali piuttosto avanzate il loro utilizzo si è diffuso molto velocemente, generando molti dibattiti e preoccupazioni su ciò che questo significa per il futuro dell’arte e del lavoro degli artisti.

«Partecipando nella sezione Open, ho voluto provare ad accelerare il processo di presa di coscienza della differenza tra le fotografie scattate da esseri umani e quelle generate dall’intelligenza artificiale da parte degli organizzatori del premio», ha detto Eldagsen, che ha inizialmente presentato l’immagine senza specificare che fosse stata creata con l’intelligenza artificiale, basandosi sul fatto che il regolamento diceva soltanto che chi partecipa nella sezione Creative può aver prodotto la fotografia «con qualsiasi dispositivo».

Soltanto il 3 marzo, quando gli è stata privatamente preannunciata la vittoria, ha comunicato alla giuria che l’immagine era stata fatta con un’intelligenza artificiale, e la giuria ha risposto che poteva comunque tenere il premio. Dopo l’annuncio, e la discussione pubblica, Eldagsen ha scritto sul suo sito che «le immagini create con l’IA e la fotografia non dovrebbero competere tra loro in un premio come questo. Sono cose diverse. L’intelligenza artificiale non è fotografia. Pertanto non accetterò il premio».

Eldagsen, che da anni è uno dei principali pionieri nell’uso delle nuove tecnologie nella fotografia in Germania, ha dunque rifiutato il premio, dicendo di avervi partecipato soltanto per capire «se i grandi premi di fotografia sono pronti per le immagini create con l’intelligenza artificiale: non lo sono». I SWPA, come quasi tutti i premi di fotografia, non hanno ancora preso una posizione ufficiale sulle immagini generate con l’intelligenza artificiale: è raro che nella lista di criteri a cui devono aderire i partecipanti ci sia un esplicito divieto di usare l’intelligenza artificiale, e ancora più raro che venga creata una categoria apposita per questo genere di immagini.

– Leggi anche: Come le intelligenze artificiali disegnano il mondo

In un secondo momento, gli organizzatori del SWPA hanno commentato quanto avvenuto:

Come per molti altri recenti concorsi fotografici, i requisiti di ammissione SWPA non dicono se le immagini generate dall’intelligenza artificiale siano generalmente accettate o escluse. Le immagini inviate a SWPA quest’anno dovevano soltanto essere state prodotte nel 2022.

Di conseguenza, la decisione dei giurati e dell’Organizzazione mondiale della fotografia [WPO] è definitiva e non ci sarà discussione sulla loro decisione, anche se sembra essere inevitabile nel caso specifico, in luce delle molte questioni legate alle immagini generate dall’intelligenza artificiale, dalla paternità dell’immagine al copyright. Resta quindi da vedere se il contributo di Eldagsen verrà successivamente squalificato o se il WPO creerà un precedente a favore delle immagini generate dall’intelligenza artificiale.

– Leggi anche: A chi appartengono le immagini generate con l’intelligenza artificiale?

Per Eldagsen, che fa il fotografo dal 1989, esiste comunque un valore artistico nell’opera che ha prodotto. «Il lavoro che SWPA ha premiato è il risultato di una complessa interazione di ingegneria che attinge al mio patrimonio di conoscenze fotografiche. Per me, lavorare con i generatori di immagini fatte con l’IA è una co-creazione, di cui sono il regista. Non basta premere un pulsante e via».