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  • Mercoledì 5 aprile 2023

Gli scontri tra palestinesi e polizia israeliana nella moschea di al Aqsa, a Gerusalemme

Ci sono almeno 12 feriti, mentre più di 300 palestinesi sono stati arrestati

Gli scontri alla moschea di al Aqsa ad aprile del 2022 (AP Photo/Mahmoud Illean)
Gli scontri alla moschea di al Aqsa ad aprile del 2022 (AP Photo/Mahmoud Illean)
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Nella notte fra martedì e mercoledì ci sono stati alcuni violenti scontri tra palestinesi e forze di polizia israeliane nella moschea di al Aqsa, a Gerusalemme. Secondo la Croce Rossa palestinese sono state ferite almeno 12 persone. Al Jazeera, citando funzionari locali, scrive che durante gli scontri sono stati arrestati almeno 400 palestinesi (le cifre diffuse dalla polizia israeliana sono di poco più basse).

La moschea di al Aqsa è uno dei più importanti luoghi di culto per l’Islam, e viene frequentata dai palestinesi soprattutto durante il Ramadan, il mese sacro iniziato due settimane fa. Non è raro che durante il Ramadan a Gerusalemme avvengano scontri fra i fedeli palestinesi, che partecipano alle preghiere ad al Aqsa anche in migliaia alla volta, e le forze di sicurezza israeliane. Queste ultime sorvegliano le preghiere al di fuori della moschea con un gran numero di agenti e poliziotti, contribuendo, secondo alcuni, ad aumentare la tensione.

Subito dopo gli scontri, dalla Striscia di Gaza sono stati sparati nove razzi in direzione di Israele, probabilmente da Hamas, il gruppo radicale che controlla la Striscia: l’esercito israeliano ha risposto con un attacco aereo (non ci sono ancora dettagli sulle conseguenze).

Gli scontri erano iniziati nella notte dopo che un gruppo di palestinesi si era chiuso dentro alcuni ambienti della moschea, rifiutandosi di uscire. Le autorità israeliane volevano evitare che gruppi di palestinesi potessero incrociare gli israeliani che mercoledì mattina nei pressi della moschea avevano in programma di celebrare l’inizio della Pasqua ebraica. La polizia israeliana sostiene che le persone che si erano chiuse dentro la moschea di al Aqsa avessero con sé fuochi d’artificio, pietre e bastoni, e che entrare nella moschea per farle uscire sia stato necessario.

In alcuni video diffusi dalla polizia israeliana si vedono ripetute esplosioni causate da fuochi d’artificio all’interno della moschea. In altri video, girati e diffusi da palestinesi, si vedono gli agenti che picchiano decine di persone con calci di fucile e manganelli. «È stata una scena che non riesco a descrivere. Sono entrati e hanno iniziato a picchiare tutti. Fermavano la gente, facevano mettere i ragazzi con la faccia per terra mentre continuavano a picchiarli», ha raccontato al Guardian un palestinese che si trovava dentro la moschea. Da anni le forze di sicurezza israeliane vengono criticate per l’uso eccessivo e sproporzionato della forza in molte operazioni. Secondo una testimonianza riferita ad Associated Press quando la polizia ha fatto irruzione nella moschea al suo interno c’erano in tutto almeno 400 palestinesi, tra cui molte donne e bambini.

Ci sono stati scontri anche all’esterno della moschea, dove secondo i giornali palestinesi la polizia ha disperso alcuni gruppi di manifestanti usando granate stordenti e proiettili di gomma. La Mezzaluna Rossa palestinese, organizzazione che fa parte del movimento della Croce Rossa, ha aggiunto che gli agenti israeliani hanno impedito ai medici di raggiungere la moschea.


http://twitter.com/hzomlot/status/1643388806446428160?s=20

– Leggi anche: Che posto è Gerusalemme est

Gli scontri sono avvenuti in un periodo spesso molto teso tra israeliani e palestinesi, mentre i musulmani celebrano il mese festivo del Ramadan e gli ebrei si preparano a iniziare le feste per la Pasqua ebraica. In questo periodo si erano verificati scontri e grosse tensioni anche l’anno scorso così come nel 2021, quando tra le due parti era iniziata una guerra di 11 giorni con livelli di violenza che non si vedevano dal 2014.

All’aumento delle tensione ha contribuito anche l’insediamento del nuovo governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu. È il governo più di destra della storia del paese: tra le altre cose, il nuovo governo ha affidato il ministero della Pubblica sicurezza, e quindi il controllo della polizia, a Itamar Ben-Gvir, noto per le sue posizioni razziste nei confronti dei palestinesi e dei cittadini arabi-israeliani, e noto sostenitore di un’annessione totale e permanente della Cisgiordania, il territorio che Israele occupa in parte dal 1967 e che secondo la maggior parte della comunità internazionale appartiene ai palestinesi.