(AP Photo/Jerome Delay, File)
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Un vaccino molto promettente contro la malaria

Nei test clinici ha mostrato un'efficacia dell'80 per cento e la capacità di proteggere a lungo i bambini, ma si attendono ulteriori dati

(AP Photo/Jerome Delay, File)
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Un vaccino contro la malaria, in fase di sperimentazione in Burkina Faso, ha dato risultati molto promettenti, mostrando di avere un’efficacia dell’80 per cento nel prevenire la malattia nei bambini, dopo una dose di richiamo a un anno dalla prima somministrazione. Il risultato supera sensibilmente la soglia del 75 per cento di efficacia posto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per definire utile un vaccino contro la malaria.

I risultati della sperimentazione clinica sono stati pubblicati sulla rivista medica Lancet Infectious Diseases questa settimana. Lo studio spiega come la risposta immunitaria possa essere riportata a livelli paragonabili alla prima somministrazione, anche dopo la dose di richiamo. Il vaccino si chiama R21 ed è stato sviluppato dall’Università di Oxford (Regno Unito) in collaborazione con altre istituzioni sanitarie e l’azienda di biotecnologie statunitense Novavax.

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Il test clinico ha interessato 450 bambini con un’età compresa tra i 17 mesi e i 5 anni in Burkina Faso, dove la malaria si presenta per lo più stagionalmente. Per questo saranno necessari ulteriori sperimentazioni, perché la somministrazione del vaccino poco prima dell’inizio della stagione malarica può condizionare i risultati, semplicemente perché i vaccinati sono più protetti contro la malattia nel momento in cui si presenta. Nei luoghi dove la malaria è più o meno costante durante l’anno si può essere contagiati a molti mesi di distanza dalla vaccinazione.

Sono comunque in corso test clinici con il vaccino R21 in altri quattro paesi africani, con un progetto che sta coinvolgendo circa 4.800 bambini. I risultati di queste sperimentazioni potranno offrire nuovi dati sull’efficacia del vaccino e della dose di richiamo. I primi dati dovrebbero essere disponibili entro l’autunno e saranno analizzati anche dagli esperti dell’OMS.

Il nuovo vaccino potrebbe essere messo rapidamente a disposizione di molti paesi, grazie a un accordo con il Serum Institute, il principale produttore di vaccini nel mondo che ha sede in India, che si è impegnato a produrre fino a 200 milioni di dosi all’anno, non appena ci saranno le autorizzazioni da parte delle autorità sanitarie. La mole di vaccini prodotta sarebbe molto più grande rispetto alle poche decine di milioni previste per il vaccino RTS,S, approvato dall’OMS lo scorso anno e realizzato dall’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che ogni anno oltre 200 milioni di persone entrino in contatto con la malaria, quasi sempre a causa delle zanzare che sono portatrici sane della malattia. Se curato subito, un paziente riesce a guarire senza particolari problemi, evitando le complicazioni, ma in numerose aree rurali dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina è spesso impossibile ricevere assistenza sanitaria adeguata. Si stima che solo nel 2015 siano morte di malaria circa 430mila persone in tutto il mondo. Per questo motivo gli sforzi della ricerca sono indirizzati verso sistemi per ridurre il numero dei contagi, per esempio sviluppando un vaccino davvero efficace o riducendo il rischio di ammalarsi a causa delle zanzare.