La centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, in Francia (AP Photo/Francois Mori, File)

La Commissione Europea vuole considerare sostenibili il nucleare e il gas naturale

La proposta è stata criticata da vari paesi, come la Germania, contrari soprattutto al nucleare

La centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, in Francia (AP Photo/Francois Mori, File)

Diversi governi e organizzazioni ambientaliste hanno protestato in questi giorni contro la decisione della Commissione Europea di inserire il nucleare e il gas naturale all’interno di una lista di attività economiche considerate sostenibili dal punto di vista ambientale, la cosiddetta “tassonomia” prevista dal Green Deal europeo come strumento fondamentale per guidare i governi e le imprese nelle loro scelte di sviluppo.

A generare polemiche è stata soprattutto la decisione (non ancora entrata in vigore) di inserire il nucleare nella tassonomia: è stata sostenuta dai paesi che fanno uso del nucleare per la produzione di energia elettrica, come Francia e Polonia (in Francia circa i due terzi dell’energia elettrica sono generati nelle centrali nucleari); ma è stata ostacolata da chi ha smantellato o sta smantellando i propri impianti nucleari.

Il governo tedesco in particolare ha criticato duramente la decisione della Commissione Europea, con il ministro per la Protezione del clima Robert Habeck che ha parlato apertamente di «greenwashing» (insieme di pratiche che corrisponde a un “ambientalismo di facciata”, spesso difficile da riconoscere). Anche i governi dell’Austria e del Lussemburgo hanno protestato.

La tassonomia è un sistema di classificazione nato per rendere chiaro a governi, imprese e investitori quali attività economiche possano essere considerate sostenibili (e dunque debbano essere promosse) e quali no: l’inserimento nella tassonomia di una determinata attività economica può garantire stabilità e investimenti a lungo termine, cosa particolarmente importante soprattutto in settori come quello dell’energia, che richiedono ampie infrastrutture.

La tassonomia è stata in gran parte realizzata dalla Piattaforma per la finanza sostenibile, un gruppo di 57 ong, scienziati ed esperti di finanza, che aveva il compito di dare una base scientifica al sistema di classificazione europeo. Secondo quanto hanno raccontato i giornali nelle ultime settimane, la decisione di inserire nella tassonomia nucleare e gas naturale è stata di gran lunga la più controversa, interessata fra l’altro dall’influenza politica di vari stati membri.

Ma mentre l’inserimento del nucleare ha provocato grosse polemiche, paradossalmente l’inserimento del gas naturale è stato accolto con un certo consenso dai governi europei, che ne fanno ampio uso in varie attività fondamentali, come per esempio il riscaldamento delle abitazioni private. A seguito della decisione della Commissione, ha scritto il Financial Times, alcune ong e associazioni ambientaliste e di difesa dei consumatori hanno annunciato la loro uscita dalla Piattaforma per la finanza sostenibile, per protesta.

Secondo la Commissione, sia il nucleare sia il gas naturale dovrebbero essere inseriti nella tassonomia delle attività economiche sostenibili come fonti energetiche necessarie alla transizione ecologica, che dovrebbero rimanere impiegate nei prossimi decenni per garantire il fabbisogno energetico della popolazione europea, man mano che le rinnovabili diventano più diffuse ed economiche.

Sul fatto che davvero nucleare e gas naturale possano in qualche modo essere considerati sostenibili c’è un certo dibattito, che riguarda soprattutto il nucleare. Generare energia elettrica nelle centrali nucleari non emette gas serra, ma produce tuttavia scorie nucleari difficili da gestire. C’è inoltre una certa preoccupazione da parte dell’opinione pubblica sulla sicurezza delle centrali nucleari.

Il gas naturale, invece, è un combustibile fossile leggermente meno dannoso dal punto di vista ambientale rispetto al carbone, che viene accettato soprattutto come “male minore”: bruciarlo per generare energia produce circa la metà delle emissioni rispetto al carbone. Gli impianti a gas generano comunque molte emissioni, anche a causa delle perdite di gas metano durante la produzione e il trasporto.

La Commissione ha comunque imposto alcuni criteri per la sostenibilità di nucleare e gas naturale: per esempio, la costruzione di nuove centrali a gas sarà consentita fino al 2030 a patto che producano meno di 270 grammi di CO2 per kilowattora. Secondo le raccomandazioni della Piattaforma per la finanza sostenibile, però, le attività economiche sostenibili dovrebbero produrre meno di 100 grammi di CO2 per kilowattora.

La polemica sull’inserimento del nucleare nella tassonomia è stata particolarmente presente soprattutto in Germania, dove il governo sta dismettendo tutte le centrali nucleari. Il ministro Habeck, che è anche vicecancelliere, ha detto che la Germania non può approvare la tassonomia se include il nucleare e ha aggiunto che la decisione della Commissione «indebolisce la definizione di sostenibilità». Leonore Gewessler, la ministra austriaca per il Clima, ha detto che il suo paese sta considerando di fare ricorso contro la decisione. La Germania comunque continua a fare ampio uso delle centrali a carbone – tra le più inquinanti – per la produzione di energia elettrica.

I paesi contrari all’inserimento del nucleare come attività economica sostenibile hanno però pochi mezzi a loro disposizione per bloccare la tassonomia. Il documento sulla tassonomia non è ancora entrato in vigore e dovrà essere sottoposto al controllo del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea. L’unico organo che però avrebbe il potere di bloccare la tassonomia è il Consiglio, dove sarebbe necessaria una maggioranza di almeno 20 stati membri, difficile da raggiungere.