Una scena del film "Parenti Serpenti", di Mario Monicelli
  • Scienza
  • venerdì 24 Dicembre 2021

Come ridurre i rischi di contagi durante cenoni e pranzo di Natale

Qualche rapido consiglio per gestire con un po' di sicurezza i festeggiamenti e i ritrovi di questi giorni

Una scena del film "Parenti Serpenti", di Mario Monicelli

Diversamente dal periodo di Natale 2020, quest’anno il governo non ha imposto limitazioni che riguardano pranzi e cenoni, ma la rapidità con cui la variante omicron si sta diffondendo in Europa e in Italia sta preoccupando molte persone. Al momento la variante sembra causare sintomi più lievi rispetto ad altre, ma è bene comunque adottare alcune semplici pratiche per ridurre i rischi di contagio durante i festeggiamenti natalizi.

La principale difesa contro il coronavirus sono ovviamente i vaccini, che sono anche la principale differenza rispetto allo scorso Natale, quando la campagna vaccinale era appena iniziata. Se i ritrovi tra amici e parenti avvengono tra persone vaccinate e con richiamo (quindi con una dose ulteriore al termine del primo ciclo di vaccinazione), o vaccinate da poche settimane, i rischi si riducono, anche se non si esclude la possibilità di contagio. In quasi un anno, i vaccini hanno mostrato di offrire un’alta protezione contro le forme gravi di COVID-19. Hanno invece efficacia ridotta nel prevenire i contagi, ma è comunque significativa nell’accorciare il periodo di tempo in cui si è contagiosi.

I vaccini hanno permesso di tenere sotto controllo l’ondata dovuta alla variante delta, mentre non è ancora completamente chiaro se riusciranno a fare da argine alla variante omicron. Le ricerche sono in corso, ma dalle evidenze raccolte finora sembra che una dose di richiamo dopo il completamento del primo ciclo vaccinale (cioè dopo aver ricevuto una dose del vaccino di Johnson & Johnson o due dosi di tutti gli altri vaccini), contribuisca sensibilmente a ridurre i rischi di ammalarsi gravemente di COVID-19 anche nei casi dovuti a omicron.

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Per ridurre ulteriormente il rischio di essere contagiosi o di venire contagiati si può valutare di fare dei test rapidi (tamponi antigenici), a patto di essere consapevoli che anche queste verifiche mantengono qualche incertezza.

Le cose da sapere sul coronavirus

Se si teme di essere positivi o se non si è vaccinati e si ha la stessa preoccupazione, può essere utile fare un antigenico poco prima di partecipare a una cena o a un pranzo di Natale o Capodanno. Il test fotografa la situazione del momento, quindi è opportuno farlo il più possibile a ridosso dell’incontro. Farlo il giorno prima potrebbe non essere sufficiente, perché in caso di contagio trascorrono di solito alcuni giorni prima che gli antigenici riescano a rilevare l’eventuale infezione.

Gli antigenici sono infatti meno sensibili rispetto ai test molecolari (PCR, quelli che vengono svolti analizzando il campione in laboratorio) e sotto una certa soglia di carica virale faticano a rilevare se si è positivi o meno. Possono inoltre restituire falsi negativi e in alcuni casi falsi positivi, che devono quindi essere verificati con un test PCR.

In questi giorni le farmacie e i centri che effettuano i test rapidi o molecolari sono sottoposti a una grande quantità di richieste, e potrebbe essere molto difficile prenotare un appuntamento. Una soluzione alternativa è ricorrere ai test fai-da-te, in vendita in farmacia oppure online, anche se iniziano a scarseggiare.

Non sono difficili da fare, ma se non avete esperienza è possibile sbagliare la procedura, compromettendone l’affidabilità che già di per sé è relativa. È comunque meglio di nessun test, e in questo modo è possibile eseguire una verifica anche il giorno stesso del pranzo o della cena. Naturalmente, se si risulta positivi ci si deve astenere dal partecipare a cene e pranzi e ci si deve sottoporre a un test molecolare, che potrà confermare o smentire l’esito dell’antigenico.

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Un consiglio probabilmente scontato è quello di ricordare e raccomandare agli invitati di un pranzo o una cena di evitare di partecipare se accusano sintomi tra quelli notoriamente associati al coronavirus, e quindi febbre, tosse, mal di gola, congestione nasale, alterazione del gusto e dell’olfatto.

Durante pranzi, cene e altri incontri con molte persone in casa è inoltre opportuno assicurarsi che ci sia un buon ricircolo d’aria nella stanza, in modo da ridurre la concentrazione delle particelle virali eventualmente emesse da una persona inconsapevolmente contagiosa. Una finestra socchiusa può essere una soluzione, a patto che faccia corrente e soprattutto che venga aperta per qualche minuto ogni mezz’ora per migliorare la circolazione dell’aria. Sarebbe inoltre opportuno non trascorrere troppo tempo in luoghi al chiuso molto affollati, e un’altra buona pratica è ridurre il numero degli ospiti, se necessario escludendo quelli che potrebbero essere più a rischio.

Un altro strumento per limitare i rischi di contagio sono le mascherine, se usate correttamente coprendo naso e bocca: possono essere utili specialmente al chiuso e quando non è possibile praticare il distanziamento fisico. Ovviamente utilizzare le mascherine durante un pasto in compagnia non è molto praticabile, ma nel caso di altre attività indossarle potrebbe comunque rivelarsi utile.

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