(Mario Tama/Getty Images)

La deforestazione in Amazzonia peggiora

Nell'ultimo anno sono stati abbattuti alberi in un'area grande quanto il Trentino-Alto Adige: è un nuovo record dal 2006

(Mario Tama/Getty Images)

Il tasso di deforestazione nella foresta pluviale dell’Amazzonia, in Sudamerica, è aumentato sensibilmente nell’ultimo anno con un grave danno ambientale per una delle risorse naturali più importanti di cui disponiamo per tenere sotto controllo il riscaldamento globale. Secondo l’agenzia spaziale brasiliana (INPE), tra agosto 2020 e luglio 2021 è stato deforestato il 22 per cento di suolo in più rispetto all’anno precedente.

L’area interessata è di oltre 13.200 chilometri quadrati, pari a circa l’intero territorio del Trentino-Alto Adige. Secondo INPE e altre organizzazioni, è il dato peggiore degli ultimi 15 anni.

Da tempo le associazioni che si occupano dell’Amazzonia accusano il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, di non avere adottato politiche incisive a sufficienza per fermare la deforestazione. Negli anni scorsi lo stesso Bolsonaro aveva sostenuto la necessità di distruggere parte della foresta pluviale per la creazione di nuove piantagioni e per potenziare la capacità produttiva agricola del Brasile.

Bolsonaro si era comunque impegnato a contrastare le attività di deforestazione non autorizzate, ma il programma che prevedeva anche l’impiego dell’esercito non ha portato ai risultati sperati a causa della disorganizzazione e delle scarse risorse destinate al progetto.

Alla conferenza sul clima (COP26) da poco conclusa a Glasgow, in Scozia, il governo del Brasile si era impegnato formalmente a mettere fine alla deforestazione illecita del’Amazzonia entro il 2028, anticipando di un paio di anni un precedente impegno. Secondo diversi attivisti e alcune fonti del Guardian, il governo brasiliano avrebbe partecipato alla COP26 avendo già le informazioni sull’ultimo anno record di deforestazione, ma avrebbe omesso di renderle pubbliche per evitare un danno d’immagine.

I nuovi dati INPE hanno fatto sollevare molti dubbi sulle promesse del Brasile e più in generale su quelle di altri 100 paesi durante la COP26 per fermare la deforestazione, a livello globale.

La maggior parte della foresta pluviale amazzonica si trova in Brasile e oltre a essere un’immensa risorsa per la biodiversità, con milione di specie diverse che la popolano, è considerata essenziale per il mantenimento degli impegni sulla preservazione delle foreste. Gli alberi in Amazzonia contribuiscono a sottrarre dall’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, il gas serra principale responsabile del riscaldamento globale e prodotto in grandi quantità dalle attività umane.