(Cecilia Fabiano/ LaPresse)
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  • venerdì 15 Ottobre 2021

Da oggi il Green Pass è obbligatorio per tutti i lavoratori

Potrebbe essere una giornata complicata, da diversi punti di vista: le cose da sapere su come funzioneranno i controlli

(Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Da oggi, venerdì 15 ottobre, è entrato in vigore l’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato. Si prevede che possa essere una giornata molto complicata da diversi punti di vista: innanzitutto sarà importante capire se i controlli imposti dal governo sui luoghi di lavoro si svolgeranno senza intoppi. C’è poi la questione dei moltissimi lavoratori non vaccinati contro il coronavirus: per ottenere il Green Pass dovranno dimostrare di aver già contratto il virus e di essere guariti dalla malattia, oppure presentare il risultato negativo di un tampone molecolare o di un test antigenico.

La richiesta dei test antigenici potrebbe causare code e ritardi nelle farmacie, che sono tra le strutture autorizzate a fornirli, come già segnalato da diversi esercenti negli ultimi giorni. Infine si teme che possano esserci ritardi, disservizi e problemi soprattutto nel settore della logistica e dei trasporti, a causa di scioperi e proteste dei lavoratori contrari all’obbligo del certificato.

Come funzionerà l’obbligo di Green Pass
L’obbligo riguarda tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e del settore privato, tranne quelli che sono esenti dalla vaccinazione contro il coronavirus per motivi medici. Riguarda anche i lavoratori delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori, chi organizza o frequenta corsi di formazione, e anche i corrieri che consegnano lettere o pacchi negli uffici.

Per i lavoratori esenti dalla vaccinazione per motivi medici, il governo ha detto che è in preparazione un apposito certificato contenente un codice QR da mostrare all’ingresso sul posto di lavoro. Sia gli utenti dei servizi della pubblica amministrazione che i clienti dei vari tipi di lavoro privato non saranno obbligati ad avere il Green Pass: si parla di chi va in un ufficio pubblico per ricevere un servizio, o di chi prende un taxi o va dal parrucchiere o al supermercato.

Sia nel settore pubblico che in quello privato, i controlli spetteranno al datore di lavoro, che però a sua volta potrà delegare la funzione a un altro lavoratore. Questo potrà decidere in autonomia le modalità in cui dovranno avvenire le verifiche, a campione o a tappeto. Il datore di lavoro può verificare il Green Pass in anticipo rispetto all’accesso al luogo di lavoro, ma non può conservare il codice QR delle certificazioni.

I controlli dovranno avvenire, quando possibile, al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, ma potranno essere effettuati anche dopo. Le verifiche del Green Pass potranno essere fatte sia manualmente, attraverso l’applicazione “VerificaC19”, già utilizzata per i controlli negli esercizi pubblici, che tramite sistemi automatici, come ad esempio i tornelli che “leggono” i badge dei lavoratori, che ora potranno controllare anche i codici QR del Green Pass.

Le cose da sapere sul coronavirus

Le differenze per settore pubblico e privato sono minime: il governo ha infatti previsto per le amministrazioni pubbliche modalità diverse nei controlli, con l’obiettivo di garantire che non si creino ritardi o code all’ingresso, che potrebbero avere conseguenze sugli utenti. Se i controlli non possono essere effettuati all’entrata, in particolare se non ci sono sistemi automatici di verifica, i dirigenti responsabili dovranno procedere con verifiche a cadenza giornaliera, che dovranno riguardare non meno del 20 per cento del personale presente in servizio.

Questi controlli dovranno essere effettuati assicurando un criterio di rotazione su tutto il personale dipendente, e prioritariamente durante la mattina. Dove invece il controllo avviene all’ingresso del posto di lavoro, i dirigenti potranno effettuare ulteriori controlli a campione anche con cadenza non giornaliera.

Oltre ai sistemi automatici di controllo e all’applicazione “VerificaC19”, nella pubblica amministrazione sono state previste altre modalità di verifica del Green Pass: ci sarà una nuova integrazione tra la piattaforma NoiPA utilizzata da alcune amministrazioni e la piattaforma nazionale-DGC per la verifica dei Green Pass; e per le amministrazioni con più di 50 dipendenti, con priorità per quelle che non utilizzano la piattaforma NoiPA, ci sarà un nuovo servizio sul sito dell’INPS che permetterà la verifica del Green Pass sulla base dei codici fiscali dei dipendenti.

Le persone senza il Green Pass, senza il certificato di esenzione o senza i documenti che attestino il diritto al Green Pass, non possono «in alcun modo e per alcun motivo» accedere al posto di lavoro: in caso di violazione, i lavoratori riceveranno una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro, mentre i datori di lavoro che non controllano il rispetto delle regole rischiano una sanzione dai 400 ai 1.000 euro. Inoltre chi non ha il Green Pass al momento del controllo non è autorizzato a lavorare in alternativa in smart working.

I lavoratori sprovvisti di Green Pass e di conseguenza allontanati dal posto di lavoro sono da considerarsi assenti ingiustificati e non hanno diritto a retribuzione né a nessun altro compenso previsto per la giornata di lavoro non prestata. Inoltre i giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio.

Le persone che hanno diritto al Green Pass ma che sono ancora in attesa di ricevere la certificazione possono andare al lavoro utilizzando gli appositi documenti cartacei o digitali rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.