Cervinia, Valle d'Aosta (ANSA)
  • Sport
  • giovedì 23 Settembre 2021

Come ripartirà la stagione sciistica

Se ne sta discutendo, ma qualcosa già si sa: le piste riapriranno dopo quasi due anni, con l'obbligo del Green Pass per gli sciatori

Cervinia, Valle d'Aosta (ANSA)
Caricamento player

Dopo quasi due anni di chiusura degli impianti a causa della pandemia da coronavirus, sembra che nei prossimi mesi la stagione sciistica potrà ripartire regolarmente grazie all’introduzione del Green Pass obbligatorio per gli sciatori. Mercoledì la Camera ha approvato in prima lettura il cosiddetto “decreto Green Pass bis”, quello che ha introdotto tra le altre cose l’obbligo della certificazione per il personale scolastico e per chi viaggia sui trasporti pubblici a lunga percorrenza, a partire dal primo settembre. Nella conversione in legge del testo, che dovrà avvenire con l’approvazione anche da parte del Senato entro il 5 ottobre, è stato aggiunto un passaggio che riguarda i comprensori sciistici, che era inizialmente assente nel decreto.

Nel nuovo testo si dice che l’obbligo del Green Pass varrà anche per chi utilizza gli impianti di risalita nelle zone sciistiche, e che non ci saranno limitazioni alla vendita degli skipass, come invece era stato inizialmente ipotizzato: i comprensori sciistici, insomma, potranno vendere tutti i biglietti di ingresso a disposizione, ma è probabile che verrà fissato un tetto massimo alla capienza degli impianti di risalita.

Contemporaneamente all’approvazione del decreto da parte della Camera, sempre mercoledì è stato siglato un protocollo tra le principali associazioni che lavorano nel settore sciistico per fissare alcune regole in vista della riapertura degli impianti.

Il protocollo ribadisce l’obbligatorietà del Green Pass per accedere alle piste, tranne che per chi ha meno di 12 anni di età, e sottolinea come all’interno di queste dovranno essere creati dei percorsi che garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro. Sarà inoltre obbligatorio l’utilizzo della mascherina negli spazi comuni e sugli impianti di risalita, e la capienza massima di cabinovie, funivie e seggiovie che utilizzano la chiusura delle cupole paravento dovrà essere ridotta all’80%.

– Leggi anche: Quanto dura la protezione offerta dal vaccino?

Le cose da sapere sul coronavirus

Nel protocollo viene detto anche che «risulta fondamentale» favorire il più possibile la vendita online per gli accessi agli impianti, in modo che ogni stazione sciistica possa gestirli al meglio in base alle proprie caratteristiche. L’accordo è stato firmato da Federazione italiana sport invernali (Fisi), Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), Federfuni Italia, l’associazione italiana delle aziende ed enti proprietari e/o esercenti il trasporto a fune in concessione sul territorio nazionale, Associazione maestri sci italiani (Amsi) e Collegio nazionale maestri (Colnaz).

Il settore del turismo sciistico è stato uno dei più colpiti economicamente dalla pandemia: gli impianti erano stati chiusi il 9 marzo 2020 e da allora non sono stati più aperti per lo sci amatoriale invernale. L’approvazione del «decreto Green Pass bis» e la firma del protocollo sono state quindi accolte molto favorevolmente dalle associazioni di categoria.

Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico d’Italia e uno dei più grandi al mondo, ha detto che «sarà in ogni caso una grande sfida per noi, soprattutto dal punto di vista tecnico e organizzativo, ma siamo contenti di avere una prospettiva certa sull’inizio della prossima stagione invernale, che a questo punto pare essere garantita». Varallo ha aggiunto che le prime aperture di impianti e piste del suo comprensorio sono previste per sabato 27 novembre, per poi andare a pieno regime a partire dal 4 dicembre.

– Leggi anche: Il Green Pass sarà obbligatorio per 23 milioni di lavoratori