Hoda Afshar. Immagine dal libro Speak The Wind (MACK, 2021). Courtesy dell'artista e MACK.

Fotografare gli effetti del vento

E le tracce che ha lasciato sul territorio e sugli abitanti delle isole nello Stretto di Hormuz, negli scatti di Hoda Afshar

Hoda Afshar. Immagine dal libro Speak The Wind (MACK, 2021). Courtesy dell’artista e MACK.

Ritratti di persone in costumi tradizionali e foto di paesaggi segnati dal vento: sono i soggetti del nuovo libro della fotografa iraniana Hoda Afshar, Speak The Wind (pubblicato da MACK), che nel 2015 ha visitato per la prima volta le isole dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa meridionale dell’Iran, e ha cercato di mostrare il ruolo del vento nella regione e le tracce che ha lasciato sul territorio e sulle credenze dei suoi abitanti.

Lo Stretto di Hormuz è un limitato tratto di mare che divide il Golfo Persico dal Golfo dell’Oman conosciuto per la sua grande importanza strategica, legata sia alla posizione geografica – si trova tra Iran e penisola arabica – sia al fatto di essere una delle rotte marittime più importanti al mondo, soprattutto per il commercio del petrolio. A sud è delimitato dalla provincia di Musandam, una exclave dell’Oman negli Emirati Arabi Uniti dove vive un misto di persiani e arabi sunniti immigrati dalla Penisola arabica; a nord confina con l’Iran, e con diverse isole e isolotti non troppo ospitali, alcuni dei quali disabitati.

Hoda Afshar ha visitato le isole di Hormuz, Qeshm e Hengam, dove alcuni abitanti credono nell’esistenza di venti maligni che possono possedere una persona, facendola soffrire di malattie o infermità: esistono rituali per placarne gli effetti messi in pratica in apposite cerimonie di canti e danze. Le persone raffigurate nel progetto non sono specificamente identificate per tribù o gruppo etnico: come spiega un saggio di introduzione al libro, sebbene le origini di questo culto siano poco chiare, l’esistenza di credenze simili in molti paesi africani suggerisce che potrebbe essere stato portato nel sud dell’Iran dall’Africa sudorientale attraverso la tratta degli schiavi arabi.

Oltre ad essere rimasta colpita dall’aspetto culturale, nel visitare le isole la fotografa è stata attratta anche dai paesaggi definiti “ultraterreni”, fatti di valli e montagne scolpite dal vento nel corso degli anni. Le foto di Hoda Afshar mischiano questi due soggetti mettendo insieme stili di fotografia diversi, concettuale e documentaria. Nel libro ritratti di abitanti in costumi tradizionali e durante cerimonie per controllare gli spiriti maligni sono alternate a rocce e dettagli del paesaggio.

Hoda Afshar è una fotografa iraniana nata a Teheran nel 1983. Dopo essersi laureata in belle arti alla Università di Azad, in Iran, nel 2007 si è trasferita in Australia dove ha completato un dottorato in arti creative alla Curtin University. Attualmente vive e lavora a Melbourne.