L'evento in un magazzino a Liverpool con 3mila persone, venerdì 30 aprile 2021 (Photo by Anthony Devlin/Getty Images)
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  • martedì 4 Maggio 2021

Anche il Regno Unito sta facendo esperimenti sugli eventi dal vivo

Per poter ricominciare a tenere concerti, manifestazioni sportive e congressi dal 21 giugno, dopo più di un anno di chiusure

L'evento in un magazzino a Liverpool con 3mila persone, venerdì 30 aprile 2021 (Photo by Anthony Devlin/Getty Images)

Da alcune settimane il governo britannico ha avviato un programma di esperimenti su eventi dal vivo con migliaia di persone, per capire se e come sarà possibile riaprirli in sicurezza dopo più di un anno di pandemia. Il Regno Unito – che è molto avanti con il piano vaccinale, con più di metà popolazione che ha ricevuto almeno una dose, e sulle riaperture è guardato con interesse da diversi governi europei – non è il primo paese a realizzare esperimenti di questo genere, ma il suo programma è tra i più ampi e strutturati finora e comprende manifestazioni sportive, concerti, eventi in discoteca e congressi.

Nei piani del governo, la previsione più ottimistica legata al ritmo delle vaccinazioni prevedeva che eventi come concerti o serate in discoteca fossero gli ultimi a ricominciare, dal 21 giugno: sono infatti le occasioni in cui il rischio di contagio è maggiore, con moltissime persone ammassate e spesso al chiuso.

Lo scorso fine settimana ci sono stati i primi test su eventi in discoteca e concerti: rispetto agli esperimenti come il concerto da 5mila persone organizzato a Barcellona il 27 marzo scorso, la novità più grossa è stata la totale assenza di mascherine. Il primo evento – primo in assoluto nel Regno Unito, almeno fra quelli legalmente consentiti, da quando club e discoteche sono stati chiusi – è stato organizzato venerdì 30 aprile in un grande magazzino a Liverpool ed erano presenti circa 3mila persone.

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Le cose da sapere sul coronavirus

I partecipanti dovevano effettuare un tampone il giorno prima in uno dei quattro centri messi a disposizione in città e poi caricare il risultato in un sito, per collegarlo al biglietto acquistato. Una volta presentati biglietto e tampone negativo all’ingresso, potevano entrare e comportarsi come se nessuna restrizione contro il coronavirus fosse in vigore. Uno degli obiettivi dell’esperimento era anche capire se le persone fossero ben disposte a seguire questa procedura per partecipare; dentro il magazzino invece sono stati usati dei sensori per calcolare il livello di ventilazione.

Sabato l’evento è stato ripetuto con la stessa formula, mentre domenica, sempre a Liverpool, c’è stato un mini-festival a Sefton Park a cui hanno partecipato circa 5mila persone, che si svolgeva dentro una specie di tendone da circo. Il 28 aprile a Liverpool era stato organizzato in modo simile anche un grande congresso: tutti questi eventi rientravano nel programma del governo.

Il mini-festival a Sefton Park, del 2 maggio a Liverpool, in Inghilterra (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Liverpool è un luogo particolarmente adatto per questi esperimenti, perché negli ultimi tempi ha registrato pochissimi contagi da coronavirus: 69 in tutta la settimana che ha preceduto l’evento di venerdì. Secondo Iain Buchan, lo scienziato dell’università di Liverpool che è a capo degli esperimenti, la possibilità di incontrare una persona positiva al coronavirus in quel grande magazzino adibito a discoteca era una su 5mila.

Il programma del governo è stato lanciato per provare a rispettare la data del 21 giugno già indicata dal primo ministro britannico Boris Johnson come l’inizio della “normalità” pre-pandemia. Alcuni locali hanno già organizzato grandi eventi per i giorni successivi a quella data: il Fabric di Londra, una nota discoteca che ha una capienza di 1.500 persone, ha detto di aver venduto tutti i biglietti per un festival di 42 ore che inizierà il 25 giugno.

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