Pubblico durante il concerto dei Love of Lesbian a Barcellona, in Spagna, sabato 27 marzo a Barcellona (EPA/ Alejandro Garcia via ANSA)

Il concerto con 5mila persone in un palazzetto di Barcellona

È stato un test per valutare se sia possibile in futuro organizzare grandi eventi in sicurezza: per gli organizzatori è andata bene

Pubblico durante il concerto dei Love of Lesbian a Barcellona, in Spagna, sabato 27 marzo a Barcellona (EPA/ Alejandro Garcia via ANSA)

Sabato sera al palazzetto di Sant Jordi di Barcellona, in Spagna, c’è stato il primo grande concerto dall’inizio della pandemia da coronavirus nel paese. Circa 5mila persone si sono riunite per vedere la band pop-rock catalana Love of Lesbian: con l’obbligo di mascherina ma senza distanziamento fisico e dopo essere risultate negative a un test antigenico svolto nella stessa giornata di sabato.

Il concerto è stato il primo appuntamento del “Festival per la Cultura Sicura”, iniziativa promossa dalle principali istituzioni catalane con l’obiettivo di valutare se eventi come questi, che raccolgono migliaia di persone, si possano svolgere in sicurezza e se le modalità messe in pratica funzionino. Secondo due degli organizzatori del concerto, Jordi Herreruela e Ventura Barba, il pubblico dei Love of Lesbian era «più sicuro dentro [al palazzetto] che fuori, passeggiando per strada o tra i tavoli esterni di un bar».

«Benvenuti a uno dei concerti più emozionanti della nostra vita», ha detto al pubblico il cantante dei Love of Lesbian, Santi Balmes. Durante il concerto, i partecipanti hanno cantato e ballato normalmente, come avrebbero fatto a un concerto prima della pandemia, tranne che per l’obbligo di indossare la mascherina. Sono stati «meravigliosi ed educati» ed «è andato tutto bene», ha detto Balmes dopo il concerto. Data la complessità della situazione, secondo gli organizzatori del concerto la serata è andata bene e questo è un buon segnale in previsione di una lenta ripartenza dei concerti dalla prossima estate.

I primi partecipanti sono entrati nel palazzetto di Sant Jordi attorno alle 17.15. Gli ingressi erano scaglionati e divisi in quattro punti di accesso. A ogni persona veniva provata la febbre e consegnata una mascherina FFP2, da sostituire a quella che indossava al momento dell’arrivo. All’interno del palazzetto, il pubblico era diviso in tre zone, tutte nella platea, ciascuna con i suoi bagni e servizi bar separati. Durante il concerto non c’era l’obbligo di mantenere il distanziamento fisico e l’impianto di ventilazione era acceso al massimo.

Le cose da sapere sul coronavirus

Prima di arrivare al palazzetto, i partecipanti dovevano essere risultati negativi a un test antigenico svolto tra le 8 e le 16 dello stesso giorno. Per l’occasione erano stati allestiti appositamente alcuni punti dove effettuare i test sia presso il palazzetto che in altri tre locali e discoteche di Barcellona: il Luz de Gas, il Razzmatazz e la Sala Apolo.

Tutte le informazioni relative al concerto, compresi i risultati dei test antigenici, si potevano consultare attraverso un’apposita app.

Il giornale catalano La Vanguardia ha spiegato che i biglietti costavano tra i 23 e i 27 euro e che le attività necessarie per garantire la sicurezza durante il concerto hanno fatto aumentare di circa 50mila euro le spese di organizzazione dell’evento, che inizialmente ammontavano a 200mila euro.

Ciononostante, secondo gli organizzatori gli inconvenienti sono stati minimi: soltanto sei delle circa 5mila persone testate prima del concerto sono risultate positive al coronavirus e tutti i controlli all’ingresso hanno fatto ritardare l’inizio del concerto di 30 minuti, un risultato che data la complessità dell’organizzazione è stato del tutto accettabile. I biglietti del concerto erano stati venduti tutti nel giro di poche ore.

Il concerto della band spagnola Love of Lesbian al palazzetto di Sant Jordi a Barcellona. 27 marzo 2021 (EPA/ Alejandro Garcia via ANSA)

Quello di sabato è stato il primo concerto con così tante persone dall’inizio della pandemia in Spagna e nelle ultime settimane ci sono stati “esperimenti” simili anche nei Paesi Bassi. Lo scorso dicembre sempre a Barcellona c’era stato un altro concerto di prova con circa 500 partecipanti alla Sala Apolo, un locale più piccolo. Anche in quell’occasione non era previsto distanziamento fisico ed era andato tutto bene: dai controlli effettuati dopo l’evento nessuno dei partecipanti era stato contagiato durante il suo svolgimento.

Gli obiettivi del concerto di sabato erano però più ambiziosi, sia per via del numero dei partecipanti, sia in vista dell’organizzazione di prossimi eventi. Il medico Josep Maria Llibre, uno dei responsabili degli studi scientifici sui concerti organizzati in Spagna, ha detto ad AFP che nei prossimi 14 giorni i medici terranno sotto controllo il pubblico per capire se qualcuno sarà stato contagiato durante il concerto.

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