Un viticoltore dell'Aquitania ha acceso piccoli fuochi nel suo vigneto per cercare di riscaldare i terreni (fermo immagine di un servizio del telegiornale di France 3, YouTube)

Il mezzo disastro nei vigneti francesi

Il freddo inatteso di questi giorni danneggerà i raccolti nelle principali regioni vinicole, che saranno i più scarsi da decenni a questa parte

Un viticoltore dell'Aquitania ha acceso piccoli fuochi nel suo vigneto per cercare di riscaldare i terreni (fermo immagine di un servizio del telegiornale di France 3, YouTube)

Nei giorni scorsi diverse aree della Francia sono state interessate da temperature insolitamente basse e gelate che hanno danneggiato in particolare i vigneti da cui vengono prodotti alcuni dei vini più noti del paese. Molti viticoltori hanno provato a mitigare gli effetti del grande freddo, ma secondo gli esperti e le associazioni di produttori le gelate hanno causato i danni più gravi degli ultimi decenni.

Nelle notti di martedì e giovedì in varie aree della Francia le temperature sono scese in maniera inattesa fino a 6 gradi sotto zero. È successo per esempio nella regione sud-occidentale di Bordeaux, in Borgogna, nella Francia centro-orientale, e nella Valle del Rodano, più a sud. Alcuni esperti e viticoltori hanno spiegato che le gelate sono state particolarmente dannose per i raccolti anche perché la settimana precedente in gran parte della Francia erano state registrate temperature relativamente alte: sbalzi del genere sono assai dannosi per le viti.

Per cercare di limitare i danni, molti agricoltori hanno provato a utilizzare tutti i mezzi possibili, ha raccontato Le Monde: per esempio, hanno provato a riscaldare i terreni accendendo migliaia di candele o piccoli fuochi nei vigneti e nei frutteti, o spruzzando getti d’acqua.

Jérome Despey, segretario generale del sindacato di agricoltori e viticoltori del dipartimento dell’Hérault – dove si trova Montpellier – ha detto che c’erano state estese gelate anche nel 1991, nel 1997 e nel 2003, ma che quelle di quest’anno sono di gran lunga le peggiori. Secondo il responsabile dell’associazione nazionale di viticoltori (CNIV) Jean-Marie Barillère, questo è «uno dei peggiori disastri degli ultimi decenni».

Una delle aree più colpite è quella della nota regione vinicola della Valle del Rodano. Il rappresentante dei viticoltori locali, Philippe Pellaton, ha spiegato che quello di quest’anno sarà il raccolto più scarso degli ultimi 40 anni, con una diminuzione dell’80-90 per cento rispetto alla media. L’associazione dei produttori locali della Borgogna ha previsto invece che almeno il 50 per cento del raccolto di quest’anno è andato perso, mentre Barillère ha aggiunto che ci sono stati “molti danni” anche nella celebre regione dello Champagne, a est di Parigi.

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Bruno Darnaud, un agricoltore che possiede terreni nella Drôme, a sud di Lione, ha spiegato che le gelate sono arrivate in un momento particolarmente delicato per i frutti, che sebbene piccoli erano già parzialmente formati. Oltre ai vigneti, sono stati danneggiati anche i raccolti di kiwi, albicocche e mele.

Dopo aver visitato alcune zone colpite nel dipartimento della Loira, a ovest di Lione, il ministro dell’Agricoltura francese Julien Denormandie ha riconosciuto i danni a centinaia di migliaia di ettari di terreni e ha annunciato che il governo interverrà con un pacchetto di aiuti di emergenza per affrontare quello che ha definito un «disastro ambientale per l’agricoltura».

«Tra Brexit, i dazi introdotti da Trump o la COVID-19, [questi danni] sono gravi per noi piccoli viticoltori. Per quelli che hanno una situazione finanziaria meno solida sarà molto complicato», ha detto a Le Figaro Michael Gerin, presidente dell’associazione dei produttori della denominazione Côte-Rôtie.

Le gelate dei giorni scorsi hanno provocato gravi danni anche in alcune zone dell’Italia, in particolare in Piemonte e Toscana.