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  • Martedì 12 gennaio 2021

La tempesta di neve in Spagna

È stata la più intensa degli ultimi 50 anni e ha creato molti problemi soprattutto nella regione di Madrid

Bustarviejo, una cinquantina di chilometri a nord di Madrid lo scorso 9 gennaio (AP Photo/ Bernat Armangue)
Bustarviejo, una cinquantina di chilometri a nord di Madrid lo scorso 9 gennaio (AP Photo/ Bernat Armangue)

A partire dallo scorso fine settimana la tempesta di neve “Filomena” sta causando problemi in diverse zone della Spagna. Erano cinquant’anni che a Madrid non si vedevano i quasi 30 centimetri di neve caduti negli ultimi giorni, e martedì mattina a Molina de Aragón – circa 200 chilometri a nord-est della città – è stata registrata la temperatura più fredda degli ultimi vent’anni, -25 °C. Per molte persone è stata un’occasione di svago straordinaria, ma i disagi e i problemi sono stati notevoli: nel weekend su alcune autostrade ci sono state lunghe code di automobili in attesa che la neve venisse spazzata e il maltempo sta continuando a creare problemi, per esempio nelle scuole e alla distribuzione dei vaccini contro il coronavirus.

Oltre ad aver interessato la regione della comunità di Madrid, la tempesta di neve ha colpito anche alcune zone delle comunità di Castiglia e León, a nord-ovest di Madrid, di Castiglia-La Mancia, a sud della capitale, e dell’Aragona, a est. La neve è arrivata anche in alcuni punti della Catalogna, la comunità autonoma in cui si trova Barcellona, dove due senzatetto sono morti per cause legate al freddo. Mentre sulle coste spagnole del Mediterraneo e in Andalusia le temperature sono miti, nelle regioni dove è arrivata la tempesta le temperature sono vicine allo zero e ci sono state nevicate eccezionali.

I giornali spagnoli hanno definito l’abbondante nevicata di Madrid «storica». Come in molte altre zone della Spagna, nella capitale le autorità locali hanno raccomandato agli anziani di restare in casa. Tra le altre cose, l’agenzia meteorologica nazionale ha avvisato che nei prossimi giorni le temperature scenderanno sotto lo zero anche in zone meno abituate al freddo, come la Murcia, la regione che si affaccia sul Mediterraneo e si trova tra Granada e Alicante.


Come prevedibile, le conseguenze più immediate di questa bufera sono state quelle sui trasporti locali e regionali.

Nel fine settimana la linea del treno ad alta velocità che collega Madrid a Barcellona è stata sospesa a causa dell’interruzione del servizio elettrico e le autorità hanno stimato che in tutto il paese ci siano stati problemi in più di 600 tratti stradali, di cui più di cento risultano ancora interrotti. El Diario ha spiegato che l’aeroporto di Madrid-Barajas ha ripreso la sua attività lunedì «molto gradualmente» dopo due giorni di interruzione e che in Aragona si prevede che il traffico ferroviario non sarà ripristinato completamente fino a mercoledì.

Lunedì il ministro dei Trasporti, José Luis Ábalos, ha detto che sono stati liberati dalla neve più di 12mila chilometri di strada in 24 ore, ma in alcuni posti il trasporto pubblico non è ancora stato ripristinato e in ogni caso adesso la neve che è stata spalata o accumulata a bordo strada e sui marciapiedi si è trasformata in lastre di ghiaccio che rendono più difficoltosi anche gli spostamenti a piedi.

Per dare l’idea, l’ospedale universitario di Guadalajara – una settantina di chilometri a nord-est di Madrid – ha fatto sapere che in un solo giorno ha gestito 35 fratture dell’avambraccio provocate dalle cadute sulle lastre di ghiaccio, contro una media di 25 al mese. Lunedì negli ospedali di Madrid è stata registrata una media di 50 casi di fratture all’ora. In alcune città, inoltre, ci sono stati disagi per l’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti.

– Leggi anche: Le foto dell’eccezionale nevicata a Madrid

Tra i grossi disagi dovuti alle conseguenze della tempesta di neve ci sono anche quelli legati alla scuola e alla distribuzione del vaccino contro il coronavirus, la cui distribuzione in Spagna è iniziata lo scorso 27 dicembre, come nel resto d’Europa.

In alcune comunità il rientro a scuola dopo le festività natalizie è stato posticipato a lunedì 18 gennaio, quando si prevede che la situazione si sarà normalizzata, mentre in altre regioni ci sono state chiusure parziali. A Madrid le scuole sono riprese con la didattica a distanza lunedì, ma in prima mattinata un terzo dei server che ospitano la piattaforma educativa Educamadrid si è interrotto, impedendo agli insegnanti di connettersi alle classi virtuali per alcune ore.

Per le classi che invece hanno ripreso le lezioni in presenza c’è il problema dell’aerazione: per limitare i possibili contagi da coronavirus è infatti opportuno assicurare un’adeguata ventilazione alle aule, ma per via delle temperature esterne molto basse in alcuni istituti le lezioni si sono svolte – almeno in alcuni momenti – con temperature anche inferiori ai 10 gradi.

C’è infine il problema della distribuzione dei vaccini. El Diario ha spiegato che secondo il governo nei giorni scorsi la distribuzione delle 350mila dosi di vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech è stata effettuata «con totale normalità». Fernando Simón, direttore del Centro de Emergencias Sanitarias e responsabile della gestione dell’emergenza, ha detto di non essere eccessivamente preoccupato per le conseguenze delle condizioni meteorologiche sulla distribuzione dei vaccini, ma ha riconosciuto che la tempesta potrebbe provocare «un certo ritardo» o un «impatto» sul processo, quantomeno in alcune zone. Ha poi aggiunto che laddove il programma non è stato portato avanti negli ultimi giorni potrà essere recuperato nei giorni successivi.

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