Proteste contro il colpo di stato e l'arresto della leader del Myanmar, Aung San Suu Kyi, davanti all'ambasciata birmana a Bangkok, in Thailandia, lo scorso 1 febbraio. (AP Photo/ Sakchai Lalit)
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  • martedì 2 Febbraio 2021

“Myanmar” o “Birmania”?

Come chiamare il paese dove i militari hanno preso il potere con un colpo di stato? Oggi non c'è tanta differenza tra i due termini, ma non è sempre stato così

Proteste contro il colpo di stato e l'arresto della leader del Myanmar, Aung San Suu Kyi, davanti all'ambasciata birmana a Bangkok, in Thailandia, lo scorso 1 febbraio. (AP Photo/ Sakchai Lalit)

Fino al 1989 il Myanmar si chiamava Birmania, o Burma, in inglese. Il nuovo nome fu introdotto dal governo militare che aveva preso il potere con un colpo di stato, uno dei tanti della storia del paese. Per anni l’utilizzo di un nome piuttosto che l’altro ha indicato in una certa misura l’orientamento politico della persona che stava parlando o scrivendo: utilizzare “Birmania” poteva significare sostenere l’identità democratica del paese, mentre scegliere “Myanmar” poteva voler dire legittimare la leadership militare. Oggi le cose sono cambiate, ma la differenza tra i due termini è ancora importante, soprattutto alla luce del colpo di stato di lunedì, risultato delle tensioni tra civili e militari.

Nella lingua birmana il paese è conosciuto da secoli come “Myanma”, o più precisamente “Mranma Prañ”. Nella prima metà dell’Ottocento, il paese iniziò a essere colonizzato dai britannici e dal 1885 cominciò a essere indicato in inglese, allora lingua ufficiale, come “Union of Burma” (Unione di Birmania, abbreviato in Birmania). Il nuovo nome “Union of Myanmar” (Unione di Myanmar, abbreviato in Myanmar) fu introdotto nel 1989, dopo una grave crisi economica alla quale seguirono un colpo di stato e violenti scontri, in cui morirono migliaia di persone.

La giunta militare che aveva preso il potere apportò numerose modifiche alla Costituzione, che era stata approvata nel 1974, e annunciò le elezioni per l’anno successivo. Le elezioni furono vinte dai partiti di opposizione, tra cui la Lega Nazionale per la Democrazia, guidata dalla leader Aung San Suu Kyi. Ma poco dopo l’annuncio, Suu Kyi fu messa agli arresti domiciliari, senza processo, per aver «messo in pericolo lo stato», e i militari ignorarono il risultato del voto.

Tra le altre cose, la giunta militare decise di correggere diversi nomi di città per renderli più vicini alla corrente pronuncia birmana, distanziandosi ancora di più dal periodo coloniale: per esempio, la città di Yangon, una delle più note del paese, fino al 1989 si chiamava ufficialmente Rangoon.

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Negli anni successivi al cambio del nome c’è stata un po’ di confusione su quale fosse il termine più corretto da utilizzare – quello del paese riconosciuto fino a quel momento, o quello introdotto dopo il colpo di stato? – tanto che ancora oggi alcuni paesi, istituzioni e giornali preferiscono utilizzare formule che indichino entrambe le soluzioni, per esempio “Myanmar, conosciuto anche come Birmania” o “Myanmar (Birmania)”.

Per anni scegliere di utilizzare uno o l’altro termine aveva un significato politico: secondo la giunta militare, “Burma” era stato imposto dai colonizzatori britannici, oltre al fatto che si riferiva soltanto al gruppo etnico più ampio della popolazione, e non rappresentava tutte le minoranze. Secondo Aung San Suu Kyi e i suoi sostenitori, invece, utilizzare “Myanmar” significava legittimare la scelta della giunta militare e, di conseguenza, la giunta stessa.

L’ONU riconobbe rapidamente il nome “Myanmar”, ma alcuni paesi, tra cui il Regno Unito, non fecero altrettanto. In un articolo del 2018, per esempio, l’Istituto per la pace degli Stati Uniti – fondato nel 1984 dal Congresso – aveva spiegato che gli Stati Uniti non riconoscevano il cambio di nome perché era stato fatto senza il consenso dei cittadini e pertanto lo ritenevano illegittimo: formalmente ancora oggi gli Stati Uniti si rivolgono al paese chiamandolo Burma (cioè Birmania).

In pratica, però, entrambi i nomi vengono utilizzati abitualmente dagli autoctoni: “Burma” è usato principalmente nel linguaggio di tutti i giorni, mentre “Myanmar” viene preferito nella forma scritta e nelle occasioni formali. Sebbene le due parole appaiano molto diverse scritte nell’alfabeto latino, hanno tutte e due la stessa radice e una pronuncia praticamente identica, perché “Burmah” nasce da una storpiatura dello spelling di “Myanmar” diffusa nell’Ottocento, come aveva spiegato BBC. Inoltre esiste solo una forma dell’aggettivo: birmano, in inglese “burmese”.

Oggi è raro che in Birmania una persona associ un significato politico all’utilizzo dell’uno o dell’altro termine. Anche nel suo primo discorso alle Nazioni Unite come rappresentante del suo paese, nel settembre del 2016, Aung San Suu Kyi usò principalmente il termine Myanmar.

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