• Cultura
  • giovedì 31 Dicembre 2020

Le migliori architetture dell’anno

Una scuola a Pechino, una villetta familiare a Londra, grattacieli americani e una piscina urbana a Taiwan, tra gli altri

Nell’elenco di cose da ricordare del 2020 ci sono anche alcuni edifici e progetti architettonici, completati negli ultimi 12 mesi. La maggior parte è stata realizzata da grandi studi, come OMA e Snøhetta, e i progetti erano stati presentati anni fa e inaugurati quest’anno per via dei tempi di costruzione. In alcuni casi la data di ultimazione è slittata, come per esempio per la Central Park Tower di New York, progettata da Adrian Smith + Gordon Gill: i lavori furono interrotti in primavera a causa del coronavirus e sarà pronta nel 2021; sarà il secondo grattacielo più alto degli Stati Uniti dopo il One World Trade Center.

Anche se non sono progetti all’avanguardia – Opus venne per esempio presentato dall’architetta Zaha Hadid nel 2007 – raccontano comunque qualcosa del nostro tempo: stiamo ancora costruendo grattacieli lussuosi e spettacolari e stiamo anche facendo passi avanti verso edifici sostenibili, come la Powerhouse Telemark di Snøhetta, ricoperto di pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. E poi ci sono piazze che diventano piscine pubbliche a Taiwan, scuole materne incastrate nelle vecchie corti di Pechino e il progetto che ha vinto la prima edizione del premio italiano di architettura.

Opus di Zaha Hadid Architects – Dubai, Emirati Arabi Uniti
Il progetto venne presentato nel 2007 dalla celebre architetta Zaha Hadid, la prima donna a vincere il Pritzker, il più importante premio di architettura al mondo, ed è l’unico hotel per cui ha disegnato sia gli esterni che gli interni. Oltre all’hotel, ospita 12 ristoranti, una terrazza bar e 5.200 metri quadri di spazi per uffici. Continua la tradizione dello studio di Hadid di creare edifici che sembrano giocare con lo spazio, la gravità e i vuoti: è costituito da due torri unite da un atrio a 4 piani e da un ponte asimmetrico composto da 3 piani, a 71 metri di altezza; nel mezzo c’è uno spazio vuoto di 8 piani.

(Courtesy of ZHA/Laurian Ghinitoiu)

Town House della Kingston University, Grafton Architects – Londra, Regno Unito
È il primo edificio disegnato in Regno Unito dallo studio di irlandese Grafton Architects, che quest’anno ha ricevuto la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA) ed è conosciuto anche per aver curato la Biennale di architettura di Venezia nel 2018. La Town House è un centro di studio e di incontro per gli studenti e gli insegnanti dell’università e per gli abitanti della zona: ospita la biblioteca principale, gli archivi, un giardino coperto, un teatro, stanze riservate alla danza, aule da studio e da lettura e due bar. I suoi sei piani sono incorniciati da una struttura in cemento e vetrate, che danno un senso di apertura, accoglienza e socialità. Il Guardian lo ha definito «un parco giochi per studenti; una piazza tridimensionale per quando la vita sociale riprenderà; generoso e pieno di dignità».

 

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Z33, Francesca Torzo – Hasselt, Belgio
È l’ampliamento del Museo di arte contemporanea, design e architettura della città. Era stato aperto nel 2003 sul luogo in cui si trovava il convento delle beghine – un movimento religioso che conduceva vita monastica pur non prendendo i voti – costruito nel Settecento; era costituito da un edificio triangolare affacciato su un giardino interno ma senza finestre verso l’esterno. Durante la Seconda guerra mondiale venne bombardato e perse un’ala; fu poi riconvertito in una scuola e in una galleria d’arte. Quando, nel 2011, la scuola cambiò sede, la galleria ebbe la possibilità di espandersi e affidò il progetto a un’architetta italiana emergente, Francesca Torzo.

Il nuovo Z33 ha una facciata lunga 60 metri costruita in muratura armata e in contrasto con gli interni: un succedersi di stanze che variano per dimensioni, proporzioni, luce e atmosfera e che offrono un’esperienza sempre diversa della spazio. È stato inaugurato a maggio e ha vinto la prima edizione del premio italiano di architettura come Miglior edificio realizzato negli ultimi 3 anni.

Tainan Spring, MVRDV – Tainan, Taiwan
È un nuovo spazio pubblico commissionato dall’Ufficio per lo sviluppo urbano della città; il progetto è stato vinto da MVRDV, uno studio architettonico di Rotterdam fondato nel 1993. L’elemento più importante è una piazza pubblica con una piscina urbana, circondata da piante che cresceranno rigogliose nel tempo; prevede anche il miglioramento delle strade pubbliche e una riduzione del traffico. L’obiettivo è riqualificare una zona della città e collegarla sia al lungomare che all’anima acquatica di Tainan.

Fino agli anni Ottanta infatti, l’industria della città si reggeva sul ricco intrico di canali che la attraversava. Dopo quel periodo però i canali vennero abbandonati e nel 1983 venne costruito un centro commerciale sul canale più importante, vicino al vecchio porto. È sulle rovine del centro, poi abbandonato, che è stata costruita la nuova piazza, utilizzando anche i materiali rimasti dalla demolizione. La piscina è stata progettata per adattarsi a ogni stagione: i livelli dell’acqua sono regolati in base alla stagione, secca o delle piogge, e quando il clima è molto afoso viene spruzzata acqua rinfrescante. Intorno, ci sono parchi giochi, spazi per incontrarsi, un palco per gli spettacoli e angolini che possono ospitare negozi e chioschi.

(Tainan Spring –MVRDV)

Mountain View, CAN Architects – Londra, Regno Unito
È la trasformazione radicale di una villetta inglese in stile eduardiano (dei primi del Novecento) in una casa per famiglia, colorata, divertente e molto personalizzata. Nella casa ci abitano il direttore di CAN, Matt Barnes, sua moglie e i loro due figli piccoli, e questo gli ha permesso di lavorare più liberamente al progetto, senza doversi attenere alle richieste di un committente. La facciata è una vetrata sorretta da colonne bianche e rosse; poggia su una scalinata grigia e solleva un parapetto di alluminio che ricorda la vetta di una montagna. Gli interni sono pieni di richiami pop, compresa una scena del film Trainspotting e le montagne russe di Disneyland, ma alludono anche al passato della casa, per esempio nelle raffinate piastrelle del bagno.

CAN è uno studio che progetta case e uffici integrati con l’ambiente circostante e tagliati sul gusto personale di chi li abita; l’obiettivo è rendere la città «un posto più gioioso, inclusivo e in grado di ispirare, per vivere e lavorare».

 

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YueCheng Courtyard Kindergarten, MAD Architects – Pechino, Cina
Nel 2017 il noto studio di architettura cinese MAD ricevette il compito di progettare una scuola materna vicino a una residenza per anziani, a Pechino, con l’obiettivo di rappresentare e realizzare con successo l’integrazione generazionale. È un’area di oltre 9.000 metri quadrati che comprende un’antica corte interna del XVIII secolo, una replica costruita negli anni Novanta e un edificio contemporaneo a 4 piani.

L’asilo nido progettato da MAD
(Courtesy of MAD)

Gli architetti hanno eliminato la replica e l’hanno sostituita con una struttura che avvolge in modo fluido la corte antica e la sua rigida cornice. Il tetto fluttuante, rosso e arancione, amplia la superficie di gioco per i bambini e contrasta, con i suoi colori brillanti, con il grigio dei tetti tradizionali. Gli spazi interni sono collegati tra loro da un largo corridoio con vetrate da cui entra la luce e che danno sugli edifici storici, connettendo la scuola con la cornice esterna, il passato e il futuro. Il progetto riesce a far convivere elementi architettonici di epoche diverse, facendoli coesistere in modo armonico e creando una nuova atmosfera. La scuola ospita già 390 bambini, dai 18 mesi ai sei anni.

L’asilo nido progettato da MAD
(Courtesy of MAD)

M+ Museum, Herzog & de Meuron – Hong Kong
C’era molta attesa per il completamento del nuovo progetto del famoso studio, fondato a Basilea, in Svizzera, nel 1970 e autore di molte opere diventate iconiche (in Italia ha realizzato la Feltrinelli di Porta Volta a Milano).

M+ a Hong Kong
(Herzog & de Meuron)

Ospita un museo di arte, design e architettura del XX e XXI secolo e sarà molto diverso dagli altri, soprattutto grazie alla sua facciata esterna: è completamente ricoperta di luci LED che lo illuminano tutto il tempo e potrà trasformarsi a sua volta in opera d’arte o inviare messaggi luminosi alla città. M+, il cui progetto venne presentato nel 2013, è composto da due volumi: un rettangolo orizzontale con spazi espositivi e con un giardino terrazzato e una struttura verticale sottile, con gli uffici, gli spazi per i workshop e un ristorante panoramico. È anche collegato all’aeroporto con un tunnel sotterraneo, attorno al quale gli architetti hanno ricavato uno spazio industriale con un auditorium, posti per installazioni, per performance e altre forme d’arte più sperimentali. Il museo vero e proprio sarà inaugurato nel 2021.

M+ a Hong Kong
(Herzog & de Meuron)

Kinder Building nel Museum of Fine Arts, Steven Holl Architects – Houston, Texas, USA
Disegnato dallo studio del visionario architetto Steven Holl, il Kinder Building fa parte del progetto di riorganizzazione del celebre museo, che comprende edifici disegnati da celebri architetti. Questo, in particolare, si trova all’angolo con quelli di Mies van der Rohe e di Rafael Moneo e gioca con entrambi: la sua facciata traslucida è in contrasto sia con quella di vetro e acciaio di Van der Rohe sia con il volume opaco di Moneo.

– Leggi anche: Mies van der Rohe fu denunciato per questa casa

Il Kinder Building è spezzettato in segmenti sormontati da un tetto curvo da cui entra la luce naturale, uniti da una facciata di tubi di vetro simili ad alabastro; il perimetro è circondato da sette giardini e ha diverse entrate e punti di raccolta, che lo rendono aperto e accogliente. Ha aperto al pubblico il primo novembre.

Powerhouse Telemark, Snøhetta – Porsgrunn, Norvegia
Snøhetta, fondato a Oslo nel 1989, è uno degli studi di architettura più importanti al mondo, conosciuto soprattutto per l’integrazione dei suoi progetti con l’ambiente circostante e il mondo naturale. Negli ultimi anni è sempre più impegnato sul fronte dell’architettura sostenibile, di cui la Powerhouse Telemark è un modello.

Si trova nella città industriale di Porsgrunn, è un edificio a 11 piani che ospita uffici, spazi di co-working, sale riunioni, un ristorante e una terrazza panoramica. Ha una forma di diamante ed è ricoperta di pannelli fotovoltaici; il tetto è appositamente inclinato per aumentare la superficie e facilitare la raccolta della luce. L’edificio genererà 256 mila kWh all’anno, circa 20 volte l’energia consumata ogni anno in una casa norvegese media: quella in eccesso sarà venduta alla rete energetica norvegese. È stato inoltre costruito utilizzando materiali riciclati.

Powerhouse Telemark di Snøhetta
(Snøhetta)

U.S. Olympic and Paralympic Museum, Diller Scofidio + Renfro – Colorado Springs, Colorado, USA
Il museo è dedicato agli atleti olimpici e paralimpici della nazionale statunitense e si trova vicino al loro centro di allenamento, alla base delle Montagne Rocciose. È vasto 5.500 metri quadri, con un terzo di superficie dedicata alle gallerie espositive, a cui si aggiungono un teatro, uno spazio eventi e un bar.

 

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L’intero progetto è ispirato all’energia e alla grazia degli atleti. L’esterno ne riflette il movimento mentre l’interno si dipana da una spirale dinamica, che ricorda l’aspirazione al traguardo e lo sforzo, e che permette ai visitatori di accedere alle gallerie in un percorso armonico e senza spezzettamenti; questa struttura lo rende anche uno dei musei più facilmente accessibili al mondo. È stato inaugurato il 30 luglio del 2020. DS+R è un importante studio di New York che si è occupato, tra le altre cose, dell’ampliamento del Museum of Modern Art (MoMA).

– Leggi anche: Il MoMA è diventato troppo grande?

Lantern House, Thomas Heatherwick – New York, USA
È il primo progetto residenziale realizzato negli Stati Uniti da Thomas Heatherwick e si trova vicino al suo famoso Vessel a Hudson Yards, una struttura a nido d’ape in cemento armato alta 16 piani. La Lantern House è costituita da due edifici, uno di 10 piani e uno di 22, a cavallo della High Line – la ex linea ferroviaria sopraelevata ora trasformata in un parco – e con un reticolo di vetrate sporgenti che ricordano il passato marittimo del quartiere. Gli appartamenti di lusso avranno soffitti alti tre metri e materiali preziosi come marmo, bronzo, legno di quercia; alcuni avranno un accesso diretto alla terrazza.

 

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St Regis (ex Vista Tower), Jeanne Gang – Chicago, Illinois, USA
È il terzo grattacielo più alto di Chicago, con 363 metri su 101 piani; si trova lungo il Chicago River, in uno degli assi portanti della città, ed è costato circa un miliardo di dollari. È stato inaugurato a dicembre con l’arrivo dei primi abitanti e ospita anche un hotel da 191 stanze, che aprirà il prossimo anno. L’hotel si troverà nei piani più bassi, mentre quelli dal 13 al 93 saranno destinati alle abitazioni. Progettato dall’americana Jeanne Gang, già nota per il grattacielo Aqua sempre a Chicago, non è dedicato solo a chi ci abiterà ma anche ai passanti, per la bellezza della sua facciata di vetro, luminosa e quasi fluttuante.

 

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