Il futuro presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante l'evento in cui ha annunciato i membri della sua amministrazione che si occuperanno di clima ed energia, il 19 dicembre 2020, a Wilmington, in Delaware (Joshua Roberts/Getty Images)
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  • domenica 20 Dicembre 2020

La squadra di Joe Biden per il clima

Chi si occuperà di quella che il prossimo presidente degli Stati Uniti considera la priorità principale insieme alla pandemia, alla ripresa economica e all'uguaglianza razziale

Il futuro presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante l'evento in cui ha annunciato i membri della sua amministrazione che si occuperanno di clima ed energia, il 19 dicembre 2020, a Wilmington, in Delaware (Joshua Roberts/Getty Images)

Sabato il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato la squadra di persone che si occuperà di questioni ambientali ed energetiche quando si insedierà alla Casa Bianca. Si aggiungono all’ex segretario di Stato John Kerry, che è stato scelto come inviato speciale per il clima, una carica nuova e creata appositamente. Annunciando le nuove nomine, Biden ha ribadito che la sua amministrazione si impegnerà in modo particolare per contrastare il cambiamento climatico. Insieme alla pandemia da coronavirus, alla ripresa economica e all’uguaglianza razziale, il cambiamento climatico è stato indicato come una delle priorità del prossimo governo americano e Biden l’ha definito «la minaccia esistenziale dei nostri tempi».

«Siamo nel mezzo di una crisi», ha detto Biden: «Ci serve una risposta nazionale unita al COVID-19, ma ci serve anche una risposta nazionale unita al cambiamento climatico. Dobbiamo affrontarlo con l’urgenza che richiede, come faremmo in qualsiasi altra emergenza nazionale». Il futuro presidente ha anche detto che la sua amministrazione comincerà a occuparsi di questi temi fin dal primo giorno della nuova presidenza, «perché non abbiamo tempo da perdere».

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Una delle nomine più importanti annunciate sabato è quella di Gina McCarthy, che nella seconda presidenza di Barack Obama era stata il capo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA). Biden l’ha messa a capo di un nuovo ufficio della Casa Bianca, l’Ufficio per le politiche climatiche. Ha già scelto anche il suo vice, Ali Zaidi, attualmente vicesegretario del dipartimento dell’energia e dell’ambiente dello stato di New York.

Gina McCarthy, il 19 dicembre 2020 (Joshua Roberts/Getty Images)

Come capo dell’EPA invece Biden ha scelto Michael Regan, dal 2017 segretario del dipartimento per la qualità ambientale della North Carolina: sarà la seconda persona afroamericana a guidare l’agenzia, dopo Lisa P. Jackson, che lo fece durante il primo mandato di Obama. Regan si è fatto conoscere per il suo impegno per far bonificare aree altamente inquinate dall’industria. La sua nomina, a differenza di quella di McCarthy e Zaidi, non è però ancora definitiva perché dovrà essere approvata con un voto del Senato.

Michael Regan, il 19 dicembre 2020 (Joshua Roberts/Getty Images)

Altre nomine che dovranno passare per il voto del Senato sono quelle di Jennifer Granholm, ex governatrice del Michigan, che Biden ha scelto come nuova segretaria dell’Energia (cioè come capo del dipartimento dell’Energia), e quella di Brenda Mallory, un’avvocata di grande esperienza sulle questioni ambientali, che presiederà il Council on Environmental Quality, una divisione dell’Ufficio esecutivo del presidente, che è il gruppo di persone che lavorerà a più stretto contatto con Biden.

Il Senato dovrà votare anche sulla nomina di Deb Haaland, scelta come segretaria degli Affari interni, cioè capo del dipartimento del governo americano che si occupa del territorio e dell’ambiente naturale (e che non ha dunque le stesse funzioni del ministero dell’Interno italiano). Haaland è una deputata del New Mexico ed è nativa americana: se la sua nomina sarà confermata dal Senato, sarà la prima persona nativa americana a guidare uno dei dipartimenti federali. La sua nomina ha un alto valore simbolico anche perché fu il dipartimento degli Affari interni a decidere gli spostamenti coatti delle comunità di nativi americani.

Deb Haaland, il 19 dicembre 2020 (Joshua Roberts/Getty Images)

Biden ha già detto che intende ripristinare tutte le norme di protezione dell’ambiente istituite da Barack Obama e cancellate da Donald Trump. Il presidente uscente, infatti, all’inizio del suo mandato aveva cancellato circa cento provvedimenti che imponevano regole all’utilizzo e all’estrazione di carburanti fossili, specie il carbone, e fissavano limiti stringenti alle emissioni in molti settori. Trump aveva anche approvato esenzioni e trattamenti preferenziali per la costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti e aveva incoraggiato l’esplorazione di nuovi giacimenti. Aveva inoltre tolto ad alcuni parchi e riserve lo status di «monumento nazionale», per favorire l’esplorazione e lo sfruttamento di giacimenti: Biden intende ripristinarlo.

L’altra cosa importante che vuole fare Biden è far rientrare gli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi sul clima, da cui erano usciti ufficialmente il 5 novembre, sempre per volere di Trump.

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