• Cultura
  • mercoledì 11 Novembre 2020

“Qui c’è tutto il mondo”

Qualche tavola da un nuovo graphic novel che racconta gli stereotipi di genere, il razzismo e l'amicizia

Qui c’è tutto il mondo è un graphic novel che racconta l’amicizia tra tre bambine e il loro desiderio di fuggire dalla realtà oppressiva della provincia e dai suoi stereotipi. È pubblicato da Tunué, scritto da Cristiana Alicata, ingegnere meccanico, manager nel settore alimentare e autrice di romanzi (Quattro, Verrai a trovarmi d’inverno, Ho dormito con te tutta la notte), e disegnato da Filippo Paris, architetto, scenografo per il teatro e per emittenti tv, al suo primo graphic novel.

La storia è ambientata nell’inverno del 1984, quando Anita e la sua famiglia si trasferiscono dalla Sardegna a Stezzano, un paesino in provincia di Bergamo dove il padre è assunto come ingegnere capo in un’azienda. Qui deve sopportare il razzismo del paesino – dove lei, suo fratello e i suoi genitori sono additati come terroni – e le imposizioni di genere della società e della famiglia, che consentono al fratello una vita disordinata e divertente e impongono a lei decoro e vestiti carini. La madre inizia a soffrire di disturbi psichici finché viene ricoverata in una clinica, mentre Anita fa amicizia con Tina, ribelle e anticonvenzionale, che gioca a pallone meglio dei maschi, e con Elena, che è rimasta orfana e vive con la nonna: con loro progetterà di scappare su una zattera, lontano dal mondo soffocante e respingente dei grandi.