(AP Photo/Ben Margot, File)

La prima striscia dei Peanuts

Uscì 70 anni fa su sette giornali americani, Charlie Brown era già il protagonista

(AP Photo/Ben Margot, File)

Il 2 ottobre nel 1950, 70 anni fa, uscì su sette quotidiani americani la prima striscia dei Peanuts, il popolarissimo fumetto inventato da Charles Schulz. La striscia (la trovate qui) era composta da quattro vignette e Charlie Brown vi compariva già come protagonista, insieme a Shermy e Patty, che poi non ebbero molta fortuna. Shermy e Patty sono seduti insieme sul bordo della strada e lui saluta con affetto il «caro vecchio Charlie Brown» (good ol’ Charlie Brown, come viene chiamato spesso) che sta passando davanti a loro, ma poi confessa a Patty di detestarlo: c’era già tutto lo spirito di Charlie Brown e del suo mondo.

La prima striscia dei Peanuts nella raccolta The Peanuts Collection, di Rizzoli Lizard (Il Post)

In questa prima striscia i personaggi sono disegnati in modo diverso dalla versione definitiva: Patty, in particolare, ha un vestitino e un caschetto con un fiocchetto, mentre Charlie Brown non ha ancora la sua famosa maglietta a zigzag, che indossò per la prima volta il 21 dicembre del 1950. Il 4 ottobre spuntò invece l’altro grande protagonista del fumetto, il cane Snoopy (che si spostava ancora su quattro zampe anziché due) mentre Lucy e Linus arrivarono due anni dopo, rispettivamente il 3 marzo e il 19 settembre del 1952.

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In un certo senso, la storia dei Peanuts era iniziata prima, quando Schulz aveva 24 anni e viveva con suo padre in un appartamento sopra il suo negozio da barbiere: dal giugno del 1947 al gennaio del 1950 pubblicò infatti ogni settimana una vignetta in formato pagina sul Pioneer Press di Saint Paul, la città in cui abitava Schulz, in Minnesota. Si chiamava Li’l Folks, qualcosa come Piccoletti, e aveva delle similarità con quelli che sarebbero diventati i Peanuts: Charlie Brown dà il nome a tre bambini diversi, c’è un cane che anticipa Snoopy e un bambino ben vestito fissato con Beethoven, come Schroeder. Negli stessi anni, dal 1948 al 1950, Schulz pubblicò anche delle vignette umoristiche sul Saturday Evening Post, molte con bambini per protagonisti.

Schulz propose le strisce di Li’l Folks allo United Features Syndicate (UFS), che dal 1919 si occupa della concessione ai giornali delle licenze per pubblicare articoli e o fumetti. Lo UFS accettò di distribuirle ma si scoprì che esisteva già un fumetto chiamato Little Folks e che l’autore, Tack Knight, ne aveva registrato il nome. Così fu necessario trovarne uno nuovo e un manager di UFS consigliò di ispirarsi a un popolare programma per l’infanzia, Howdy Doody, dove i bambini erano chiamati Peanuts, noccioline.

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Quel nome a Schulz non piacque mai e raccontò di essere stato forzato ad accettarlo dallo UFS perché era un semplice ragazzo del Midwest «senza potere contrattuale»: lui avrebbe preferito semplicemente “Charlie Brown”. In un’intervista del 1987 spiegò che «lo odio e l’ho sempre odiato. Non ha dignità e non descrive il contenuto della striscia». Raccontò di aver proposto di chiamarlo “Charlie Brown” ma che era solo un ragazzo di St. Paul e che non era in una posizione di discutere. Nel 1997 raccontò di aver provato più volte a cambiare il nome ma che gli era sempre stato sconsigliato per problemi con le licenze.

In Italia i Peanuts comparvero per la prima volta il 20 febbraio del 1961 su Paese Sera, quotidiano romano di proprietà del Partito Comunista Italiano, nato per fare concorrenza ai giornali romani liberali e conservatori. Vennero pubblicati per dieci anni, senza rispettare l’ordine cronologico delle vignette, con errori di traduzione e cambiando i nomi originali dei personaggi. Come scrive Fumettologica, Charlie Brown si chiamava Pierino (che era anche il nome della striscia) ma a volte diventava Carletto. Intanto nel 1963 Milano Libri Edizioni pubblicò l’antologia Arriva Charlie Brown! e Bompiani fece uscire Felicità è un cucciolo caldo, traduzione della raccolta di vignette e massime Happiness is… a warm puppy. Dal 1965 le strisce dei Peanuts furono pubblicate sulla rivista Linus, che le fece diventare popolare e amate in tutta Italia (e fece sì che a Paese Sera cambiassero definitivamente il nome del protagonista, prima in Charly, poi in Charlie, racconta sempre Fumettologicamente).

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L’ultima striscia fu pubblicata il 13 febbraio del 2000, il giorno successivo alla morte di Schulz, a 78 anni per un cancro al colon che gli era stato diagnosticato a novembre, pochi mesi prima e dopo che il 14 dicembre del 1999 aveva detto che si sarebbe ritirato. Mostra Snoopy seduto in cima alla cuccia mentre scrive a macchina il testo in cui Schulz annunciava il suo ritiro.

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