(Dan Kitwood/Getty Images)
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  • mercoledì 2 Settembre 2020

La Russia sta provando di nuovo a condizionare le elezioni negli Stati Uniti

Facebook e Twitter hanno detto che l’organizzazione russa nota come “fabbrica di troll” sta cercando di interferire nella campagna elettorale, come già successo nel 2016

(Dan Kitwood/Getty Images)

Martedì primo settembre, dopo aver ricevuto segnalazioni dall’FBI, Facebook e Twitter hanno dichiarato che il gruppo russo che aveva cercato di interferire nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 è di nuovo attivo e sta utilizzando una serie di profili falsi e un sito creato in modo da sembrare un giornale di sinistra per condizionare la campagna elettorale di quest’anno.

È la prima volta che i social network producono delle prove che la Internet Research Agency, l’organizzazione russa nota come “fabbrica di troll”, stia cercando di interferire, attraverso una campagna di disinformazione, nelle elezioni presidenziali del prossimo novembre, contro Joe Biden e a favore di Donald Trump. Il sito utilizzato dal gruppo russo si chiama “Peace Data” e per la prima volta la Internet Research Agency avrebbe assunto degli statunitensi per produrre contenuti disinformativi.

Facebook e Twitter sono stati in passato molto criticati, anche dai propri dipendenti, per il modo lento e spesso inefficace con cui hanno reagito alle campagne di disinformazione come quelle per le elezioni presidenziali del 2016. In questo giorni i social network sono però riusciti a bloccare una rete di profili falsi pronti a iniziare una campagna di disinformazione, ma che non si era ancora sviluppata per raggiungere un vasto pubblico come quella del 2016.

Secondo la commissione del Senato statunitense che si occupa di intelligence, che di recente ha diffuso le conclusioni della propria indagine sull’ingerenza del governo russo nelle elezioni presidenziali del 2016, il governo russo ha cercato attivamente di aiutare Trump a vincere le elezioni con vari mezzi, anche attraverso la Internet Research Agency, e nel corso della campagna elettorale più di un funzionario legato a Trump ha avuto contatti, a volte anche molto ristretti, con funzionari russi.

Secondo due funzionari dell’intelligence americana che hanno parlato al New York Times a patto di rimanere anonimi, l’agenzia avrebbe però un ruolo meno importante nelle operazioni russe per influenzare le elezioni presidenziali del 2020. Secondo gli stessi funzionari le attività del gruppo recentemente scoperte da Twitter e Facebook non erano “mascherate” come ci si sarebbe aspettati, quasi come se fossero progettate per essere scoperte.

A preoccupare maggiormente l’intelligence statunitense è però la forma del sito “Peace Data”, utilizzato per incanalare la disinformazione verso altri siti, ma soprattutto per il modo in cui reclutava possibili affiliati. Chi sta dietro a “Peace Data” ha creato infatti dei falsi profili sui social, secondo Facebook utilizzando anche la tecnologia dell’intelligenza artificiale, la stessa utilizzata per creare video deepfake, fatti passare come responsabili del sito.

Sempre il New York Times riporta la testimonianza di uno scrittore arruolato da “Peace Data” dopo aver risposto a un’offerta di lavoro. Lo scrittore ha ricevuto immediatamente una risposta via e-mail in cui gli veniva chiesto di inviare articoli su qualsiasi tema volesse. Nel suo lavoro precedente, l’autore aveva spesso contestato a Biden di non rappresentare i valori progressisti del Partito Democratico e di non meritare il voto degli americani di sinistra. Ha riferito che i suoi articoli sono stati pubblicati senza modifiche sostanziali e che veniva retribuito regolarmente con un pagamento elettronico.

Secondo Facebook, l’Internet Research Agency finora avrebbe creato solo 13 profili falsi e due pagine dedicate alla promozione di Peace Data: le pagine erano comunque seguite da 14mila persone.

Facebook ha utilizzato la segnalazione dell’FBI per identificare gli account e le pagine collegate a “Peace Data” sulla propria piattaforma e ha lavorato con Twitter e altri siti per rimuovere la rete gestita dall’Internet Research Agency. Facebook ha detto inoltre di aver contattato quasi 200 persone che avevano avuto collegamenti con la rete. L’FBI ha confermato il coinvolgimento del gruppo collegato alla Russia e ha dichiarato che «ha fornito informazioni su questa materia per proteggersi meglio dalle minacce alla sicurezza della nazione e ai nostri processi democratici».