(Justin Sullivan/Getty Images)

Esistono due piedi statunitensi

Non parliamo di quelli alla fine delle gambe, ma dell'unità di misura: dato che già è astrusa di suo, si sta cercando di eliminarne almeno una versione

(Justin Sullivan/Getty Images)

Secondo il sistema di misurazione più usato negli Stati Uniti, un piede è un’unità di misura equivalente a poco più del lato lungo di un foglio di carta A4, oppure alla lunghezza di una scarpa da uomo di taglia 47. Circa 30 centimetri. Solo che negli Stati Uniti si usano due tipi diversi di piede: quello “internazionale” (international foot) e quello “statunitense” (U.S. survey foot), leggermente più lungo del primo.

La differenza fra i due diventa rilevante solo su distanze molto elevate, dell’ordine delle migliaia di piedi (centinaia di metri). I settori in cui diventa più evidente la differenza sono la cartografia e la geodesia, le scienze che studiano la forma e le dimensioni della terra e la sua rappresentazione su una mappa. In questo settore si ottengono risultati diversi di qualche metro a seconda che si usi un piede o un altro, e può essere un problema: per esempio se si vuole indicare dove finisce la giurisdizione di uno stato.

Un articolo del New York Times ha sottolineato che non c’è chiarezza riguardo a quando usare un piede e quando un altro: la maggior parte degli stati impone l’uso di uno o dell’altro per misurazioni ufficiali (la maggioranza sceglie quello statunitense), ma altri lasciano libertà, e in generale quando un’azienda privata si occupa di effettuare misurazioni o progettare costruzioni non esplicita quasi mai quale dei due piedi ha intenzione di usare.

Il risultato è che molti americani, e più gravemente molti geometri e geografi, non sanno nemmeno che esistono due piedi, dando origine a incomprensioni o veri e propri errori progettuali che possono tradursi in ritardi significativi nella costruzione di un’opera. Per esempio, c’è stato un caso in cui un grattacielo è stato costruito in ritardo e con un piano in meno rispetto al progetto iniziale, perché la differenza di unità di misura rendeva il piano in più un possibile intralcio per gli aerei che dovevano atterrare nell’aeroporto vicino.

I piedi statunitensi sono i più antichi: vennero stabiliti come unità di misura ufficiale all’epoca dell’indipendenza degli Stati Uniti, alla fine del Diciottesimo secolo, per dare chiarezza in mezzo alle numerose unità di misura usate in tutto il paese, che davano luogo a incomprensioni e truffe nel commercio. Il piede adottato con questo scopo era lungo un terzo della iarda usata in Gran Bretagna, di cui nei primi 50 anni dell’Ottocento furono recapitati campioni in metallo nella maggior parte degli stati, per assicurare che tutti avessero un riferimento comune.

Ma nello stesso secolo stava nascendo il sistema metrico decimale, che invece di basarsi su criteri popolari ricercava una corrispondenza oggettiva e verificabile fra le unità di misura adottate e il mondo reale. In questo modo fu ideato il metro, che inizialmente venne definito come un decimilionesimo della distanza dal Polo Nord geografico all’Equatore. Le difficoltà pratiche legate a una simile misura la fecero presto sostituire con la lunghezza di una certa barra metallica presa come campione, poi con un multiplo della lunghezza d’onda di una luce emessa da un certo elemento, fino alla definizione attuale: lo spazio percorso dalla luce nel vuoto in un tempo preciso (per i curiosi 1/299.792.458 secondi).

Una copia del campione del metro usato dal 1799 al 1983 come riferimento in tutto il mondo, conservato a Sévres, in Francia (AP Photo/Christophe Ena)

Nel 1866 gli Stati Uniti firmarono la Convenzione del Metro, con cui 17 paesi del mondo riconoscevano il sistema metrico decimale, ma ormai nel paese molte misure erano state effettuate con il sistema imperiale britannico, basato su iarde e piedi, rendendo molto complicato sostituire tutto con i valori equivalenti in metri. Pur rompendo ufficialmente con il sistema imperiale nel 1893, il governo mantenne le vecchie unità di misura rendendo ufficiale la loro conversione in metri. Durante la conversione, però, emerse un problema matematico.

La Convenzione del Metro aveva reso ufficiale l’equivalenza:

1 metro = 39,37 pollici

Sapendo che un piede è composto da 12 pollici, la relazione ufficiale fra metri e pollici divenne:

1 piede = 12 pollici = 12/39,37 metri

Il problema è che il rapporto fra 12 e 39,37 è un numero periodico. Questo rende molto difficile la conversione precisa in metri, perché si è obbligati a usare un’approssimazione.

Per questo motivo negli anni Cinquanta gli Stati Uniti hanno adottato il piede internazionale, che per convenzione equivale esattamente a 0,3048 metri, approssimazione alla quarta cifra decimale del risultato della divisione, che sarebbe 0,3048006096… e continua, appunto, all’infinito.

Ma come era già successo per il passaggio dal sistema imperiale a quello decimale, la transizione da un piede all’altro non avvenne in modo uniforme in tutto il paese, principalmente perché molte misurazioni importanti erano state fatte usando il metodo tradizionale, in cui un piede viene considerato lungo 0,30480061 metri.

Oggi però questa situazione continua a originare confusione, al punto che anche il National Geodetic Survey, ente pubblico statunitense che si occupa di cartografia e geodesia, si è sbagliato. In un video con cui spiegava come non confondersi fra i due piedi, si è confuso: ha convertito 2000 metri in 6561,67 piedi internazionali e 6561,68 statunitensi, invece è il contrario.

Negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza dei problemi creati da questa situazione, portando nell’estate scorsa il National Geodetic Survey a dichiarare che entro il 2022 eliminerà il piede statunitense, come parte di un più vasto progetto di modernizzazione della cartografia del paese. La grande maggioranza dei tecnici e geometri statunitensi è d’accordo con questa risoluzione, ma il New York Times cita una minoranza che si oppone perché percepisce l’abbandono del piede tradizionale come parte di un più generale allontanamento dalle tradizioni culturali statunitensi.

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