(ANSA/CARMELO IMBESI)
  • Italia
  • martedì 9 Giugno 2020

Sui migranti non è cambiato niente, dice Sea Watch

Non c'è stata alcuna discontinuità con il governo precedente, ha detto a Repubblica Giorgia Linardi, portavoce della ONG tedesca

(ANSA/CARMELO IMBESI)

In un’intervista a Repubblica Giorgia Linardi, portavoce della ong tedesca Sea Watch, ha parlato delle politiche adottate dall’attuale governo nei confronti delle ONG che prestano soccorso ai migranti in mare, facendo un confronto con il periodo durante il quale al ministero dell’Interno c’era Matteo Salvini. Linardi ha detto:

«Non abbiamo visto nessuna delle azioni di discontinuità con il governo precedente che ci attendavamo. Da paese civile l’Italia non può rispondere alla richiesta di aiuto con iniziative legislative non in linea con il diritto internazionale»

Linardi, che lavora per una delle quattro ONG che torneranno in mare durante l’estate, si è riferita in particolare alla contestata politica dei “porti chiusi” introdotta da Salvini tramite il “decreto sicurezza”, che il governo M5S-PD aveva promesso di modificare. Con l’inizio dell’emergenza legata al coronavirus, queste modifiche però sono state dimenticate.

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Il governo ha continuato a tenere in mare navi cariche di persone salvate dall’annegamento per giorni, a volte settimane, e ha rinnovato gli accordi con la cosiddetta Guardia costiera libica, ufficialmente un’organizzazione militare dello stato libico, ma accusata da molti esperti e giornalisti di essere una milizia spesso in combutta con i trafficanti di esseri umani. L’accordo era stato stretto durante un altro governo di centrosinistra, guidato da Paolo Gentiloni, e promosso dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti.

Oltre a bloccare la modifica dei decreti, la pandemia ha prodotto anche l’effetto secondario di inasprire ulteriormente l’applicazione dei decreti sicurezza. All’inizio di aprile, ad esempio, il governo aveva stabilito che i porti italiani non potevano più essere considerati “porti sicuri” per le persone soccorse in mare da navi di nazionalità diversa da quella italiana fuori dalla zona SAR italiana, di fatto impedendo l’accesso alle navi delle ONG che operano nel Mediterraneo.

Nell’intervista a Repubblica, Linardi ha anche parlato della nuova missione europea nel Mediterraneo, Irini, sottolineando come non abbia tra le sue finalità quella di ricerca e soccorso dei migranti, e ha ribadito come di recente ci siano stati casi documentati di omissione di soccorso a imbarcazioni alla deriva, e di respingimenti illegali in cui i migranti sono stati riconsegnati alle autorità libiche.

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