Un'immagine della vita su "Animal Crossing" (Pagina Facebook di Animal Crossing)

Il videogioco che sta facendo fare un sacco di soldi a Nintendo

"Animal Crossing: New Horizons" si è dimostrato il gioco perfetto per chi deve restare chiuso in casa per settimane

Un'immagine della vita su "Animal Crossing" (Pagina Facebook di Animal Crossing)

Nintendo ha annunciato che tra gennaio e marzo i suoi profitti sono aumentati del 200 per cento grazie all’aumento della domanda per la Switch, la sua console che funziona sia con la televisione che in versione portatile. Nonostante i ritardi nella produzione dovuti alla pandemia da coronavirus, a causa dei quali nelle ultime settimane è diventato difficile riuscire a comprare una Switch, le vendite della console sono aumentate del 34 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2019.

In generale le restrizioni agli spostamenti hanno favorito il settore dei videogiochi, ma nel caso della Switch si pensa che l’aumento delle vendite sia molto legato a un particolare gioco: Animal Crossing: New Horizons, uscito il 20 marzo. Già il 31 marzo ne erano state vendute più di 11 milioni di copie, risultato che lo ha reso il settimo videogioco per Switch più venduto di sempre a soli dieci giorni dall’uscita.

Animal Crossing è un videogioco di simulazione di vita, cioè uno di quei giochi in cui il giocatore controlla uno o più esseri viventi artificiali e attraverso di loro “vive” in un mondo virtuale. È una simulazione di vita anche il Tamagotchi, ma Animal Crossing è più simile a The Sims: i giocatori sono esseri umani con teste molto grosse in un mondo abitato da animaletti antropomorfi, e lo scopo del gioco è costruire negozi, ponti e altre strutture sulla propria isola personale per convincere un gran numero di animaletti a trasferircisi.

All’inizio del gioco si acquista da Tom Nook, un procione banchiere che gestisce le finanze del mondo di Animal Crossing, un “pacchetto vacanze” che permette di soggiornare su un’isola deserta. Svolgendo piccole attività manuali, come raccogliere la frutta e pescare, si accumulano Miglia Nook, la valuta del gioco, che si possono usare per ripagare il contratto iniziale con Tom Nook e ottenere alcuni premi. La valuta del gioco sono le Stelline, con cui acquistare tra l’altro vestiti, strumenti e arredi.

La vita scorre in tempo reale, quindi è giorno quando è giorno nel mondo reale, notte quando è notte. Anche le stagioni si alternano in contemporanea con quelle fuori dal gioco e questo influenza sia il paesaggio che altri aspetti del gioco. Non c’è una prova finale per terminare il gioco: si può giocare indefinitamente. Inoltre connettendo la Switch a internet è possibile collegare il proprio gioco con quello di altre persone, compresi i propri amici nel mondo reale, e incontrarsi laggiù. In alcuni casi per fare cose diventate impossibili da fare fuori dal gioco.

Una coppia statunitense il cui matrimonio è stato cancellato a causa dell’epidemia da coronavirus ha organizzato una cerimonia di matrimonio sostitutiva sulla propria isola. E un giornalista di BBC è andato a intervistarla, sempre nel mondo di Animal Crossing.

Le persone che a Hong Kong avrebbero manifestato per la democrazia e non hanno potuto farlo a causa delle restrizioni agli spostamenti, lo hanno fatto su Animal Crossing. Tra loro anche Joshua Wong, forse il più noto attivista democratico di Hong Kong. Il Metropolitan Museum of Art di New York invece ha creato una versione digitale pensata per Animal Crossing delle proprie opere d’arte per permettere ai giocatori di appenderne una nella propria casa virtuale.

La Switch è sul mercato dal 2017 e Animal Crossing non è un gioco recente – la prima versione, per Nintendo 64 e Nintendo Gamecube, uscì nel 2001 – ma il fatto che in queste settimane milioni di persone abbiano dovuto passare il maggior tempo possibile chiuse in casa lo ha reso particolarmente attraente. Il New York Times gli ha dedicato un articolo intitolato “Perché Animal Crossing è IL videogioco dei tempi del coronavirus”, che spiega come dovendo restare chiuse in casa moltissime persone abbiano trovato sollievo vivendo una vita parallela, dove tutto è sotto controllo, nell’idilliaco mondo del gioco.

Secondo Romana Ramzan, docente di narrativa dei giochi della Glasgow Caledonian University, Animal Crossing ha successo in questo momento perché «non ci sono cattiverie, non c’è violenza» e i giocatori «si sentono assorbiti nelle cose da fare di tutti i giorni senza conseguenze nel mondo reale». Ramzan ritiene che per i cosiddetti millennial (indicativamente le persone nate tra il 1981 e il 1996) il mondo di Animal Crossing offra un sollievo dalle preoccupazioni economiche del mondo reale, perché i debiti, che nel gioco si possono accumulare velocemente, si possono anche ripagare facilmente.

Dopo che i social network sono stati riempiti di immagini dei paesaggi del gioco – dal 20 marzo al 7 aprile sono stati fatti più di 38 milioni di tweet sull’argomento – anche testate giornalistiche che normalmente non si occupano di videogiochi, come Donna Moderna per fare un esempio, ne hanno parlato. Ma è stato notato soprattutto un articolo pubblicato sulla prima pagina del Financial Times dopo che, con un aggiornamento del gioco obbligatorio introdotto a fine aprile, i tassi di interesse della banca di Tom Nook sono stati tagliati.

Il quotidiano economico ha spiegato la probabile ragione per cui Nintendo ha preso questa decisione – alcuni giocatori facevano speculazioni modificando illecitamente l’orario interno del gioco per accumulare più in fretta Stelline – e come fare per provare ad arricchirsi velocemente nonostante il tasso d’interesse più basso: comprando e rivendendo rape o catturando tarantole.

L’amministratore delegato di Nintendo Shuntaro Furukawa ha detto che l’impatto di Animal Crossing sulle vendite della Switch è stato «maggiore del previsto, ma temporaneo». Nintendo pensava che tra marzo 2019 e marzo 2020 avrebbe venduto 19,5 milioni di Switch: sono state invece 21 milioni. Al momento la produzione e la spedizione delle console «stanno gradualmente recuperando» dopo i ritardi causati dalla COVID-19, ha detto l’azienda, ma potrebbero esserci ulteriori ritardi nello sviluppo e nel lancio di nuovi giochi. Furukawa ha citato il fatto che i dipendenti dell’azienda devono lavorare da casa e per questo si prevede che, se la crisi sanitaria continuerà, ci vorrà più tempo per finire i giochi in cantiere. Nintendo ha diffuso pochi dettagli sulle novità dei prossimi mesi, anche se per ora non ha annunciato posticipi dei lanci come ha invece fatto la sua concorrente Sony.