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  • mercoledì 29 Aprile 2020

La bufala sul numero dei morti in Italia nel 2020

Sostiene che in base ai dati dell'ISTAT stanno morendo meno persone che nel 2019, ma non è vero

Da circa un mese circola in varie forme sui social media e su WhatsApp una bufala secondo cui i dati ufficiali dell’ISTAT mostrerebbero che i decessi avvenuti in Italia nei primi tre mesi del 2020 sono inferiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. La pandemia di coronavirus, di conseguenza, sarebbe molto meno pericolosa di quanto viene raccontata.

È una notizia completamente falsa. L’ISTAT infatti non ha ancora prodotto i dati definitivi sul numero di decessi nei primi tre mesi del 2020, mentre i dati parziali, che misurano l’incremento di decessi in alcuni comuni selezionati, mostrano che il numero di morti rispetto ad un anno fa è aumentato di quasi il 50 per cento.

Una delle versioni più diffuse di questa notizia falsa viene presentata tramite un’immagine condivisa sui social network. L’ immagine è accompagnata da un testo, composto soprattutto da messaggi motivazionali sulla necessità non farsi spaventare e di “vivere appieno la propria vita”. L’immagine è corredata anche da una serie di numeri che indicano, secondo gli autori del messaggio, il numero di decessi nei primi tre mesi del 2019 e quelli avvenuti nello stesso periodo del 2020.

La prima cifra, 185.967, si riferisce al periodo tra il primo gennaio e il 31 marzo del 2019 ed è corretta: proviene dai dati provvisori elaborati dall’ISTAT sui decessi mensili dell’anno scorso (che potete trovare qui). La seconda cifra, quella dei morti nei primi tre mesi del 2020, è invece inventata. Gli autori del messaggio scrivono che i morti sarebbero stati 165.367, cioè 20 mila morti in meno del 2019, quando non era ancora in corso la pandemia di coronavirus. In realtà né l’ISTAT né altre istituzioni ufficiali hanno ancora diffuso i dati sui decessi nel primo trimestre del 2020.

Per questa affermazione, gli autori del messaggio citano come fonte il sito www.italiaora.org, un sito non ufficiale in cui vengono mostrati una serie di indicatori aggiornati in tempo reale, come numero di nati, popolazione residente e numero di decessi. Gli autori del sito spiegano che i dati mostrati in tempo reale provengono da fonti ufficiali e sono elaborati tramite un algoritmo che mostra il «tasso di cambiamento stimato e le proiezioni generate dai nostri modelli per calcolare il numero da visualizzare sulla pagina al millisecondo». Non sono quindi dati che tengono conto di eventi eccezionali come l’attuale pandemia, che le statistiche ufficiali non hanno ancora incluso nei loro conteggi.

Quello che sappiamo per certo è invece che nelle aree più colpite dalla pandemia, il numero di decessi è aumentato molto rispetto al passato. Per migliorare la comprensione dell’entità della pandemia, da alcune settimane ISTAT ha iniziato ad anticipare la diffusione di una parte dei dati sui decessi, che normalmente avviene con quattro mesi di ritardo rispetto al momento in cui vengono raccolti. Al momento, ISTAT comunica settimanalmente il numero di decessi in circa 1.600 comuni, selezionati tra quelli che hanno già trasmesso i dati. ISTAT include nella sua analisi soltanto quei comuni che mostrano un aumento dei decessi per tutte le cause pari o superiore al 20 per cento nei primi tre mesi del 2020 rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Si tratta quindi di dati che riguardano i comuni più colpiti dalla pandemia. In questo particolare campione, l’aumento medio dei decessi è stato del 41 per cento.

Questi dati sono particolarmente importanti perché sono i primi numeri ufficiali che mostrano come il numero di decessi probabilmente causati dal coronavirus sia superiore a quello dei numeri ufficiali (in alcuni comuni della Lombardia è più che doppio). L’ISTAT specifica che però, al momento, non è ancora possibile conoscere l’aumento totale del numero dei decessi nei primi tre mesi del 2020, poiché non tutti i circa 8 mila comuni italiani hanno comunicato i dati. Questa informazione diventerà disponibile soltanto nei prossimi mesi.

– Leggi anche: Quante sono realmente le morti da coronavirus nel mondo?