Giocatori del Manchester City durante una partita (Clive Mason/Getty Images)
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  • sabato 15 Febbraio 2020

La grossa punizione per il Manchester City, spiegata

Una delle squadre più forti e ricche al mondo è stata accusata di aver truccato i suoi bilanci ed è stata esclusa da due edizioni della Champions League

Giocatori del Manchester City durante una partita (Clive Mason/Getty Images)

Il Manchester City, una delle squadre di calcio più forti e ricche del mondo, è stato escluso per due anni da tutte le competizioni per club della UEFA e ha ricevuto una multa di 30 milioni di euro per aver «gravemente» violato il Fair play finanziario, il regolamento che stabilisce come e quanto le squadre di calcio possono spendere.

L’esclusione dalle competizioni UEFA e la multa sono state decise dall’Organo di Controllo Finanziario della UEFA (CFCB) e sono ad oggi tra le punizioni più severe decise per violazioni del Fair play finanziario. Il Manchester City è inoltre una delle società più in vista del calcio mondiale, in cui giocano alcuni dei migliori calciatori in attività ed è allenata da Pep Guardiola, rivoluzionario e fortissimo allenatore spagnolo. La notizia è quindi molto grossa, per il mondo del calcio, e potrebbe avere serissime conseguenze per il futuro del Manchester City.

Secondo il CFCB, tra il 2012 e il 2016 il Manchester City, che dal 2008 è di proprietà dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyān, membro della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti, ha sovrastimato gli introiti legati alle sponsorizzazioni nei suoi bilanci e anche nelle informazioni sul pareggio di bilancio fornite alla UEFA.

Il Fair play finanziario è un insieme di regole che l’UEFA, l’organizzazione che regola e governa il calcio europeo, approvò nel 2010 e iniziò ad applicare dal 2013. Stabilisce – per farla breve – che le squadre debbano fare in modo che le loro uscite non siano troppo superiori alle entrate, con l’obiettivo di impedire che le squadre guidate da società o persone particolarmente ricche comprino i giocatori migliori senza doversi troppo preoccupare di venderne altri, rendendo quasi impossibile una competizione vera tra club.

Le indagini sulle presunte irregolarità fiscali del City erano iniziate circa un anno fa e hanno riguardato gli stratagemmi usati dal club per aggirare il regolamento finanziario della UEFA tramite la stipula di ricchi contratti di sponsorizzazione con società vicine o riconducibili alla proprietà, una pratica considerata irregolare. Da quando era stato comprato dalla famiglia reale degli Emirati Arabi, il Manchester City aveva cominciato a investire enormi somme, diventando in pochissimi anni una delle squadre più forti del mondo.

Per ora la UEFA non ha diffuso altre informazioni sul caso: il Manchester City può infatti fare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (TAS) e solo dopo l’eventuale ricorso la Commissione diffonderà le motivazioni della sua decisione.

A contribuire all’inizio delle indagini era stata la pubblicazione di alcuni documenti riservati – i cosiddetti Football Leaks – che tra le altre cose contenevano informazioni sulle sponsorizzazioni ricevute dal Manchester City da parte di Etihad Airways, la compagnia aerea degli Emirati Arabi. Secondo i documenti, di cui il Manchester City ha sempre negato la veridicità, degli 80 milioni di euro all’anno che Etihad versava al Manchester City per sponsorizzare la prima squadra e il settore giovanile, solo 10 milioni provenivano da Etihad, mentre gli altri 70 arrivavano direttamente dalla famiglia reale degli Emirati, tramite altre società controllate.

Lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyān (Getty Images)

Il Manchester City ha già detto che presenterà ricorso contro la decisione, accusando la UEFA di non essere stata imparziale. L’esclusione per due anni dalla Champions League, più ancora che la multa di 30 milioni di euro, comporterebbe per il Manchester City enormi perdite economiche e grossi danni sportivi. La Champions League è considerato il trofeo più importante del calcio europeo: giocarla è un’enorme motivazione per calciatori e allenatori e una fonte di ricavi senza pari.

Se il ricorso che il Manchester City presenterà dovesse essere respinto dal TAS di Losanna, la squadra non potrà partecipare alla UEFA Champions League nelle stagioni 2020/21 e 2021/22 anche in caso di qualificazione. I giornali sportivi oggi parlano già della possibilità che il Manchester City sia costretto a vendere alcuni dei suoi calciatori più importanti e a rinunciare all’allenatore Pep Guardiola, tra i più pagati del mondo. Ma sono probabilmente discussioni ancora molto premature, perché un eventuale ricorso potrebbe come minimo portare a un rinvio della punizione.