(Sean Gallup/Getty Images)
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  • venerdì 7 Febbraio 2020

In Germania c’è stato un pasticcio con l’estrema destra

Nella stato della Turingia centristi e liberali hanno provato a formare un governo con gli estremisti di AFD, ma gli è andata male

(Sean Gallup/Getty Images)

Giovedì pomeriggio Thomas Kemmerich, governatore della Turingia, uno stato della Germania orientale, ha annunciato le sue dimissioni e quelle del suo governo meno di 24 ore dopo essere stato eletto. Kemmerich, leader del locale partito liberale FDP, ha deciso di lasciare l’incarico a causa delle fortissime polemiche dovute al fatto che la sua elezione era stata resa possibile dai voti del partito di estrema destra AFD, spesso accusato di razzismo e di vicinanza con gruppi neonazisti.

In Turingia si era votato alla fine di ottobre e le elezioni erano state vinte da Die Linke, il partito di sinistra radicale guidato dal governatore uscente Bodo Ramelow, uno dei più moderati e apprezzati esponenti del partito. A causa del calo nei voti dei suoi due alleati, i socialdemocratici e i Verdi – che hanno perso rispettivamente quattro e un seggio –, Ramelow si era trovato nella necessità di formare un governo di minoranza e aveva chiesto di astenersi ai partiti del centrodestra, i liberali del FDP, che avevano a malapena superato la soglia di sbarramento per entrare nel parlamento locale, e i centristi della CDU.

Ma a sorpresa, mercoledì scorso, durante il voto segreto sulla fiducia, Ramelow era stato sfiduciato per un voto e al suo posto, grazie ai voti di FDP, CDU e degli estremisti di AFD, era stato eletto il liberale Kemmerich.

Il centrodestra tedesco ha sempre rifiutato qualsiasi collaborazione con l’AFD. Inizialmente, poco dopo l’elezione di Kemmerich, i liberali della Turingia avevano sostenuto che non ci fosse alcun accordo e che l’AFD stesse utilizzando «perfidi trucchi per danneggiare la democrazia tedesca». Poco dopo però erano emerse lettere che dimostravano come l’FDP fosse in trattative per ottenere l’appoggio dell’AFD almeno dallo scorso novembre.

La vicenda ha fatto particolare scalpore perché l’AFD della Turingia è una delle sezioni più radicali dell’intero partito.

Il leader locale, Björn Höcke, ha chiesto per esempio di cancellare la legge tedesca che punisce i negazionisti dell’Olocausto e ha criticato la presenza di un memoriale dello sterminio degli ebrei nella capitale Berlino, sostenendo che i tedeschi dovrebbero fare «una svolta di 180 gradi» nelle loro politiche di commemorazione del passato. Le sue dichiarazioni gli sono quasi costate l’espulsione dall’AFD.

– Leggi anche: Da dove arriva l’estrema destra europea?

Altre coincidenze hanno contribuito a rendere il caso politicamente molto controverso.

Circa 90 anni fa, la Turingia divenne la prima regione tedesca ad avere un governo con la partecipazione del partito nazista, mentre soltanto pochi giorni fa, in Germania e nel resto d’Europa, si era festeggiato il giorno della memoria dell’Olocausto.

Dopo il voto di mercoledì, tutti i principali leader politici tedeschi avevano criticato l’accordo che aveva portato alla formazione del nuovo governo. La foto del liberale Kemmerich che stringe la mano ad Höcke dopo il voto era circolata moltissimo ed è stata paragonata a quella del 1933 in cui Adolf Hitler viene ritratto insieme all’allora presidente della Germania Paul von Hindenburg al momento di ricevere l’incarico di formare il governo.

La vicenda ha attirato immediatamente una forte attenzione internazionale.

Fino a questa settimana la Germania era stata uno degli ultimi paesi europei a mantenere in piedi il cosiddetto “cordone sanitario”, un’espressione che si riferisce all’accordo informale tra tutti i partiti di centrosinistra e centrodestra di non fare accordi nazionali o locali con partiti apertamente di estrema destra. Nel corso degli anni il “cordone” è stato violato in Italia, Austria, Danimarca e, a livello locale, in Spagna.

Di fronte alle dure reazioni sia in Germania che nel resto d’Europa, per Kemmerich era diventato fin da subito molto complicato pensare di mantenere l’incarico ricevuto.

La questione è stata definitivamente risolta dall’intervento della cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo cui il voto di mercoledì aveva prodotto un risultato «imperdonabile». Subito dopo, Kemmerich ha fatto sapere che le sue dimissioni erano «inevitabili» e che nello stato saranno indette nuove elezioni «allo scopo di rimuovere la macchia del sostegno dell’AFD al governo locale».