La PuenteCharlotte Schmitz, pubblicato da FotoEvidence

Smalto e polaroid a La Puente

Un progetto fotografico racconta in modo personale le donne che lavorano nel più grande bordello dell'Ecuador meridionale

La PuenteCharlotte Schmitz, pubblicato da FotoEvidence

La Puente è un progetto della fotografa tedesca Charlotte Schmitz, che ha ritratto alcune delle 170 donne che lavorano nel più grande bordello dell’Ecuador meridionale, che si trova nella città di Machala e si chiama appunto La Puente. I servizi che raccontano la prostituzione sono spesso realizzati da uomini e risentono inevitabilmente di un punto di vista maschile; qui Schmitz ha cercato di raccontare la vita e la personalità delle prostitute attraverso il loro sguardo, provando a coinvolgerle nel processo creativo. Hanno infatti scelto le pose in cui sono state fotografate e hanno modificato le polaroid con smalto da unghie colorato, prima per nascondere il viso poi per divertimento, per raccontare qualcosa di sé e di come si mostrano al mondo.

L’autorevole rivista British Journal of Photography ha scritto che «La Puente è collaborativo, inclusivo e imparziale, è un antidoto alla narrativa visuale stereotipata e simpatetica che circonda quello che è forse il lavoro più stigmatizzato».

Il progetto ha vinto la prima edizione di “W Award for women” di FotoEvidence, un premio assegnato alle donne fotografe dalla importante fondazione che si occupa di promuovere insieme fotografia e diritti sociali. Oltre alle polaroid delle donne di La Puente, il libro raccoglie anche fotografie delle lenzuola, che sono l’unico oggetto personale nelle loro stanze, e un testo in cui Schmitz racconta la loro vita e la sua esperienza a Machala. Lo si può ordinare qui.

Charlotte Schmitz è di origine danese, è cresciuta in Germania e ha studiato fotografia documentaristica a Hannover. Il suo approccio alla fotografia è molto personale, ha raccontato soprattutto di donne e migrazioni. Ha lavorato con giornali e riviste internazionali come il Washington Post e Geo e da tedeschi come lo Spiegel; i suoi lavori sono stati esposti negli Stati Uniti, in Turchia, in Austria e in Giappone. Nel 2019 il British Journal of Photography l’aveva segnalata come «uno dei fotografi da tenere d’occhio». Le sue fotografie si possono guardare sul suo sito o sulla sua pagina Instagram.