Jason Garrett, allenatore dei Dallas Cowboys esonerato a fine stagione (Corey Perrine/Getty Images)
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  • domenica 12 Gennaio 2020

La squadra più ricca del mondo non vince mai

Se la vostra squadra vi dà qualche patema, pensate che almeno non siete tifosi dei Dallas Cowboys

Jason Garrett, allenatore dei Dallas Cowboys esonerato a fine stagione (Corey Perrine/Getty Images)

Fra le migliori leghe sportive al mondo, la National Football League, il campionato di football statunitense, è probabilmente la più competitiva e imprevedibile. Anche nell’ultimo decennio segnato principalmente dai New England Patriots, una delle squadre più forti nella storia del football americano, otto diverse squadre sono comunque riuscite a vincere il Super Bowl: soltanto i Patriots hanno vinto più di una edizione. In passato non era sempre stato così, motivo per il quale la NFL non aveva mai attirato tanti investimenti come in questo periodo.

È stato dimostrato che investendo in una squadra con le strategie giuste si può contare di arrivare a giocare un Super Bowl – l’evento sportivo di un giorno più redditizio dello sport professionistico – nel giro di un paio di stagioni: solo poche squadre del campionato non possono pensare realisticamente di vincere a breve termine. Lo stato attuale del football americano è stato confermato di recente dalla classifica redatta da Forbes sulle organizzazioni sportive più ricche del mondo. Al primo posto, con una valutazione di 5 miliardi di dollari, ci sono i Dallas Cowboys, la terza squadra più vincente nella storia della NFL.

Di proprietà del petroliere Jerry Jones, che li gestisce in prima persona assieme ai figli Stephen, Jerry Jr. e Charlotte, i Cowboys si sono confermati come squadra più ricca con un valore di 5 miliardi di dollari – uno più di quanto stimato da Forbes quattro anni prima – e un utile netto di 365 milioni di dollari nel 2018. Il valore dei Cowboys si deve soprattutto alla grande popolarità guadagnata nel Novecento in tutto il paese, specialmente in Texas e negli stati del sud, motivo per il quale sono soprannominati America’s Team. Oltre ai successi del passato, rimangono un autentico simbolo di quella regione del continente nordamericano: l’altra squadra texana di NFL, gli Houston Texans, esistono dal 2002 e devono ancora vincere un Super Bowl.

Jerry Jones (Tom Pennington/Getty Images)

Nel valore dei Cowboys incide molto anche l’AT&T Stadium di Arlington, un enorme impianto coperto costruito nel 2009 in grado di ospitare 80.000 spettatori e svariati eventi oltre alle partite di football. Allo stadio di Arlington, nel 2016 è stato aggiunto un nuovo centro sportivo, il Ford Center at The Star, costato circa un miliardo e mezzo di dollari, che ha aumentato ancora il valore della squadra. I Cowboys sono quindi un’organizzazione ricchissima e in salute, che gode di una popolarità inscalfibile e che può contare sulle migliori strutture sportive del Nord America. Eppure, paradossalmente, sono più di vent’anni che vincono molto poco.

La famiglia Jones è proprietaria della squadra dal 1989. Nel suo primo decennio, la ricca gestione familiare favorì la vittoria di tre Super Bowl e una presenza pressoché stabile ai playoff. Quel periodo fu segnato da un formidabile trio di giocatori che partecipò a tutte le vittorie, formato dal quarterback Troy Aikman, dal wide receiver Michael Irvin e dal running back Emmitt Smith. I tre lasciarono Dallas alla fine degli anni Novanta, dopo aver vinto il loro ultimo Super Bowl nel 1995. Da allora i Cowboys non sono più riusciti a formare una squadra vincente, anche se di ottimi giocatori ne hanno avuti e ne hanno tuttora.

Amari Cooper (Patrick Smith/Getty Images)

Negli ultimi venticinque anni, Dallas non ha mai giocato un Super Bowl, ha partecipato ai playoff soltanto in sette stagioni, fermandosi al primo turno cinque volte e limitandosi a vincere in tre occasioni il titolo della divisione est. Con l’attuale gruppo di giocatori, ha concluso tre stagioni identiche, senza mai qualificarsi ai playoff e con un bilancio mediocre di otto vittorie e otto sconfitte nella stagione regolare. La lunga assenza della squadra dai momenti decisivi del campionato si sta notando sempre di più e sta cambiando la sua immagine negli Stati Uniti, un tempo prestigiosa ma oggi presa come esempio non così positivo e a volte anche ridicolizzata.

Al termine dell’ultima stagione regolare, la proprietà ha deciso di prendere provvedimenti. Jason Garrett, ex giocatore dei Cowboys e capo allenatore da nove anni, è stato licenziato. Al suo posto è stato assunto Mike McCarthy, vincitore di un Super Bowl nel 2010 con i Green Bay Packers da cui però era stato licenziato nel 2018. Il suo ingaggio non ha convinto molti, proprio per come si concluse l’ultima esperienza nel campionato. Ma con McCarthy, tuttavia, la proprietà conta di rimediare alle delusioni di questi anni attraverso la conferma dell’apprezzato quarterback Dak Prescott, il draft di aprile e il rinforzo della squadra nei prossimi mesi.

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